“La risorsa acqua della provincia di Viterbo” è il titolo del convegno che si è svolto a palazzo Gentili e dell’omonimo dvd consegnato agli studenti presenti. “E’ l’occasione – ha detto l’assessore all’Ambiente, Tomino Piazzai – per favorire la conoscenza dei laghi, dei fiumi, delle falde acquifere della Tuscia, nella convinzione che proprio dalla conoscenza nascono il rispetto e la tutela”.

 

A presentare il dvd è stato Domenico Venanzi dell’assessorato all’Ambiente, seguito da Maria Teresa Sforza che ha parlato de “La conservazione della risorsa idrica”, quindi l’ingegner Rossana Cintoli dell’Arpa Lazio ha dibattuto di “Gestione quantitativa delle risorse idriche e quadro normativo”. A illustrare il “Piano d’ambito e il piano di tutela delle acque” l’ingegner Giancarlo Daniele dell’Ato (Ambito territoriale ottimale), infine il pro-rettore dell’Università degli studi della Tuscia, Giuseppe Nascetti, ha relazionato in merito al “Contributo degli indicatori ambientali alla sostenibilità”. A fare da moderatore, il dirigente dell’assessorato all’Ambiente, Flaminia Tosini.

 

“Innanzitutto – ha detto Piazzai nel suo intervento – dagli interventi di questa mattina si evince che sul territorio possiamo vantare competenze elevate sui temi dell’acqua. Poi, il senso dell’incontro va ricercato nella convinzione che, a partire dai bambini, occorra insegnare a conoscere il proprio territorio per poterlo poi valorizzare e proteggere. E’ necessario che nelle scuole, oltre alla toponomastica, i ragazzi imparino quali sono i laghi, i fiumi, i fontanili, gli stagni che si trovano nell’area in cui si vive. Solo così potremmo far capire che è dall’acqua, una risorsa limitata di cui occorre fare un uso parsimonioso, che inizia la vita”.

 

Piazzai ha quindi fatto un passaggio sul servizio idrico integrato nel Viterbese. “Con l’ingegner Daniele – ha affermato – stiamo lavorando per superare i ritardi accumulati, col coinvolgimento di tutte le istituzioni ma cercando anche di innescare singoli atteggiamenti consoni e virtuosi. Come poi ha illustrato l’ingegner Cintoli, dal punto di vista normativo sulla gestione dell’acqua esistono competenze multiple di diverse istituzioni, per cui persiste un problema di governance della risorsa. Quello per cui siamo impegnati è la nascita di un nuovo approccio in positivo: tutti gli enti e i soggetti a vario titolo coinvolti devono agire condividendo un unico percorso, come abbiamo iniziato a fare per il lago di Vico, col coinvolgimento di Comuni, Arpa, Asl, Università della Tuscia, Istituto superiore della sanità, e Ato”.

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