Nella riunione del 18 dicembre 2008 il Comitato tecnico Provinciale per il Territorio ha espresso il proprio parere (n.58/08), sulla Variante urbanistica di Castelferretti-Montedomini, operata sulla base del parere espresso dal direttore del dipartimento il 15/12/08 (n.177/08).
Con questo parere, i tecnici provinciali candidano la Provincia di Ancona alla vittoria nella prestigiosa Rassegna mondiale delle amministrazioni-pulcinella, sempre che la Jervolino non riesca anche quest’anno a spuntarla per le dimensioni e la risonanza della rappresentazione messa in scena.

Certo è che i tecnici della Provincia ce l’hanno messa proprio tutta nell’arte del dire e del contraddire, dell’interpretare ciò che non può essere soggetto a interpretazione, nel contrabbandare per adeguato ciò che un attimo prima si dichiara inadeguato.

In altre parole, i tecnici hanno badato bene a salvarsi il di dietro, dichiarando tutte le lacune ed inadempienze della variante in questione, ma poi dicono che, “tutto sommato”, “magari aggiustando dopo”, “si può ritenere che ”la variante possa andare avanti.”

Fatto sta, che mentre la Variante dichiara di “non essere soggetta a procedura di Valutazione Ambientale Strategica”, la Provincia ammette che , ai sensi di legge, la Variante è soggetta a VAS.

Anzi, ammette, sempre ai sensi di legge, che la stessa è soggetta anche a VIA.

Di fatto quindi la Provincia dà ragione all’opposizione presentata dalla Lista civile Cittadini in Comune, che denunciava la non-conformità della variante alla procedura di VAS.

Poichè tutte le leggi sulla VAS, dalla direttiva europea, alla legge nazionale a quella regionale, concordano nel definire che la procedura di VAS deve essere svolta “prima dell’adozione del Piano”, ne consegue che l’atto di adozione della Variante, privo della VAS, è illegittimo e va pertanto annullato.

Ma proprio qui entrano in gioco i Pulcinella che invitano invece il Comune a fare la VAS dopo l’adozione, dimenticando che un altro aspetto essenziale della VAS è la “partecipazione pubblica” . Quella partecipazione pubblica che viene deliberatamente negata dal direttore del dipartimento anche quando richiamata su precisa richiesta scritta a firma della Lista CIC nella persona del suo consigliere comunale Loris Calcina!

Non solo, l’arguzia dei Pulcinella arriva anche a considerare “secondario” un aspetto fondamentale della VAS: la valutazione quantitativa degli impatti (il “peso” nell’ambiente del nuovo quartiere). Siccome ci sarà anche la VIA. La valutazione si farà quando si farà il piano di lottizzazione, così se si vedrà che le case sono troppe, si chiederà di mettere qualche alberello in più, “nù piezzètt’ e vverd’”, e così “simm’a post’’”.

- E riguardo al fatto che l’area su cui si va a costruire è sottoposta a vincolo di tutela integrale del PPAR adeguato al PRG?-  “eh…e che significa?” dicono in coro i Pulcinella “vorrà dire che il Comune ci ha ripensato.. Che chillu post’ (a collina e’ Montedommini) che prima appariva ‘bbuono, mò non è più ‘bbuono….”.

- E riguardo al fatto che l’edificazione raddoppia senza nessuna motivazione desunta da un qualche dimensionamento del piano?-

“Ah.. ‘azz! chista è ’na questione seria!” dicono i Pulcinella scuri in volto, esaminando i codici di giurisprudenza  “Chi non ci sta ‘gnent’a fà, bisogna ridurre…”  - Ma di quanto ridurre se in realtà un incremento non ci dovrebbe neanche essere?-   “Ahhh…guagliò! Mò, ne vuoi sapè troppe!” sbottano i pulcinella, ma poi sfoderano la quintessenza della loro arte:

 “Pertanto il CPT rileva che, per quanto elaborato e tenuto conto che le tutele non sono state del tutto rimosse, in quanto ritenute inesistenti, ma graduate, le volumetrie complessive messe in atto (espresse in mq di SUL) con la presente variante, non risultano garantire una sicura compatibilità delle trasformazioni urbanistiche nell’area individuata come zone A e B del Subambito A3, Z.U.T. 2. L’A.C. dovrà pertanto operare una significativa riduzione della SUL massima ammessa, indicando valori che possano tendere al riconoscimento di quanto solo previsto nel vigente strumento urbanistico, riduzione da operare in fase di approvazione della presente variante, ovvero, in fase di predisposizione dello strumento urbanistico attuativo”

L’Amministrazione Comunale cioè, si deve AUTOREGOLARE, ma non subito: poi,.. con comodo, in sede di piano di lottizzazione…

Un capolavoro non c’è che dire.

Ma accanto agli artisti il merito di un capolavoro va condiviso dai committenti.

E già, perché sono loro a “coprire le spalle” degli artisti, a dargli quella sicurezza necessaria a compiere certe sublimi prestazioni.

“Voi fate che questa variante passi, al resto non ci pensate, ci pensiamo noi”. così devono aver detto gli amministratori ai tecnici per dare loro modo di dire quello che hanno detto in tutta serenità e senza paura delle conseguenze.

E qui c’è l’altro aspetto della vicenda, quel “grottesco-politico” che è elemento essenziale per sperare di vincere il premio alla rassegna mondiale delle amministrazioni-pulcinella.

Qualcuno avrà notato, o ricorderà, che la Variante in questione è essenziale all’amministrazione Brandoni per sopravvivere chiudendo il bilancio. Tre milioni di euro promessi dai privati se la variante è approvata entro la fine dell’anno. Tre milioni di euro per la svendita di un pezzo pregiato del nostro territorio.

Per riuscire a stare nei tempi bisogna correre.

La Provincia, che avrebbe tempo di rispondere fino a tutto marzo, deve concludere l’istruttoria e approvare in giunta la Variante per dare tempo al Comune di portarla poi in Consiglio per ratificare quella stessa approvazione entro la fine dell’anno.

Allora il 15 dicembre il dirigente chiude l’istruttoria, il 18 dicembre si riunisce il CPT ed emette il parere, il 29 dicembre, di mattina, si riunirà apposta la Giunta provinciale per approvare il documento di modo che il giorno dopo, il 30 sera, il Consiglio comunale ratificherà l’approvazione e incasserà i soldi dei privati.  Bandoni è salvo! Evviva! Evviva!

Ma… aspettate un attimo…. Bandoni è di centro-destra…. L’Amministrazione provinciale è di centro-sinistra…..

Perché un’amministrazione di centro-sinistra, che ha sempre accusato la destra di una politica del territorio dissennata, compie una forzatura così palese da mettere in ridicolo l’intera disciplina urbanistica, per salvare un’amministrazione di destra?

E si, perché così si distrugge il senso stesso della pianificazione urbanistica! Perché è chiaro che dopo lunedì ogni comune della Provincia di Ancona potrà modificare i vincoli del PPAR e del PTC, fare o non fare la VAS a suo piacimento, fare varianti prevedendo nuove edificazioni senza dover dare motivazioni o dichiarare per quale necessità lo fa.

Perché persone di sinistra, rappresentanti di partiti come il PD, i Verdi, Rifondazione Comunista, PDCI, avvallano questa cosa? Perché poi corrono in soccorso di un’amministrazione di centro destra?

Ma se il PD di Falconara diceva di voler fare il referendum sull’API per sfiduciare Bandoni e farlo cadere, perché poi i rappresentanti del PD della Provincia che potevano farlo cadere su palesi motivi di legittimità amministrativa fanno invece tali forzature proprio per salvarlo?

Ma signori!!!  Questa è l’ARS INCIUCII. L’arte dell’inciucio propria delle più grandi Amministrazioni-pulcinella che ci siano mai state!

E il risultato, quello vero, sarà di avere tutti LE MANI LIBERE per fare sul territorio quello che si vuole. Le avranno le amministrazioni di centro-destra, ma anche quelle di centro-sinistra!

Questa volta, cari miei, la Iervolino, Mastella, i magistrati della procura di Catanzaro, dovranno farsene una ragione: La Provincia di Ancona vincerà il primo premio e meritatamente!

Carlo Brunelli

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