Il progetto avanzato dal Sindaco di Roma, quello per intenderci di spostare i campi nomadi in provincia, non rappresenta affatto un'originalità: gli amministratori della capitale, di qualunque grado e di qualsiasi colore, sono decenni che trasferiscono i problemi fuori dal raccordo anulare e Alemanno da buon conservatore di destra non poteva certo non allinearsi ai fasti della tradizione romana.

 

 Appena se ne è avuta notizia a livello locale, la parte più “focosa” della destra cittadina, quella sempre più povera di  prospettive politiche serie per questa Città, quella che gioca a fare "futurismo" con le pallette colorate che ha dimenticato troppo in fretta i festeggiamenti elettorali al Campidoglio profusi dagli omologhi capitolini dal facile saluto romano, e quella dello "sviluppismo civico fai da te", si è messa subito di traverso.

Invece di collaborare con il sindaco amico, quello che gli ha consentito di espugnare Roma dai "comunisti", sul nostro territorio, i "goliardi e i movimentisti" si sono messi a raccogliere firme tra i cittadini per una sorta di petizione nazional popolare di tipo preventivo, in modo da scongiurare l’arrivo dei "terribili" Rom e dei loro "traballanti apetti".

 Tutti noi abbiamo ancora stampate nella mente quelle immagini dei roghi dei campi “zingari" di Napoli e le scene delle aggressioni organizzate contro donne e bambini innocenti: sono episodi che squalificano la nostra convivenza civile nel segno preoccupante del malessere profondo delle periferie dove va in scena la “guerra tra i poveri”.

 Certo è che questo clima pieno di suggestioni negative, non favorisce affatto una discussione sul livello di  civiltà, sul valore della convivenza multietnica e multiculturale, poiché da come sembra, economicamente queste sono cose che ancora non ce lo possiamo proprio permettere: la coperta cucita dal  "federalissimo" stato centrale con poco più di 40 euro che eroga per ogni cittadino di Cerveteri è troppo stretta e c’è poco da stare li a parlare di civiltà, d’integrazione e di accoglienza.   

 

 Allora di questi tempi così magri, invece di combattere da più fronti per ottenere delle rimesse erariali decenti (questo dovrebbe fare per esempio chi sta al governo nazionale), oltre che assistere alle follie “movimentiste” dell’uomo qualunque, capita anche di dover incassare le giuste critiche di chi a sinistra ci pungola dicendo: la destra fa il suo mestiere e voi che fate?

 Beh! Intanto cominciamo con l’invitare i Concittadini a non firmare le petizioni che i "movimentisti e i goliardi" stanno facendo girare tra la popolazione: si tratta di atti assurdi che screditano la nostra Città. 

Sappiamo bene che purtroppo dal punto di vista elettorale, è più redditizio attaccare i Rom piuttosto che gli evasori fiscali; nonostante l’alto livello di protezione dei diritti umani fondamentali di cui troviamo traccia nei documenti ufficiali e nelle direttive dell’Unione Europea, con gli "zingari" si va sul sicuro.

 Ma a noi questo non interessa e invece di mettere le firme solo per finire nelle liste dei contatti dei partiti, oppure neanche per quello come potrebbe accadere nel caso di chi ha l’ambizione di candidarsi al governo di una città senza sapere neppure come si presenta una lista alle elezioni o un ricorso al Tar, ritenendo che sia dannoso soffiare sul  fuoco per alimentare le paure e l'odio sociale, ci sembra più utile, dare uno sguardo più analitico ai fatti.

 

I dati ci dicono che i Rom, Sinti e Camminanti presenti in Italia sono appena 150 mila, di cui udite! Udite! 70 mila sono cittadini italiani!

 Tutti conoscono le storie dei Rom provenienti dall'est europeo: dalla Romania ne sono arrivati almeno 30 mila unità ma poco si sa degli zingari italiani e soprattutto dei diritti di cui le minoranze etniche che compongono quelle comunità dovrebbero godere in un paese che si ritiene essere civile. 

 Tra le comunità di cittadinanza italiana ci sono i Camminanti Siciliani, i Sinti giostrai, i Rom abruzzesi e molisani, i Rom napoletani e poi i Rom Kalderasha, i Sinti Giostrai, e quindi i Sinti Marchigiani, i Sinti Emiliani, i Sinti Veneti, i Sinti Lombardi, i Sinti Piemontesi, e i Sinti Gackane.

 In sintesi, anche perchè la capitale offre maggiori possibilità per le attività sociali ed economiche dei Rom, dei Sinti, insomma delle comunità nomadi in genere, appoggiamo quindi le scelte responsabili dei Sindaci Paliotta e Ciogli che non con la facile demagogia, ma con i fatti e i conti alla mano stanno spiegando al Prefetto il perché non è possibile ospitare un campo in questa parte di provincia.

In una condizione di trasferimenti economici ed erariali più equi, dove Cerveteri non fosse discriminata rispetto alle altre città, ci sarebbe piaciuto invece poter alzare la mano per dire al Prefetto: "noi vogliamo accogliere queste persone, condividere la loro cultura, offrir loro la possibilità di integrarsi nel nostro tessuto sociale".

Ci piacerebbe lanciare questa sfida culturale ai cittadini all'interno del clima natalizio di questi giorni, dove soprattutto a destra troppo spesso si nasconde una fastidiosa ipocrisia e si colgono le profonde contraddizioni "religiose" di un certo modo di far politica. 

 

Partito della Rifondazione Comunista S.E. - Circolo di Cerveteri

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