1. E' da poco finito il 2008. Era l'anno in cui, sulla base di una sciagurata, illegale e insensata decisione ministeriale del novembre 2007, la lobby dei vandali intendeva cominciare a realizzare a Viterbo il nocivo e distruttivo mega-aeroporto per voli low cost. Invece un anno intero è passato e al di là delle chiacchiere della stucchevole e grottesca propaganda della lobby speculativa che quell'opera scellerata propugna, nulla di concreto è stato realizzato, ed anzi ogni giorno di più emergono e si accumulano gli evidenti ed insormontabili impedimenti materiali e legislativi a un'opera tanto insensata quanto illecita, tanto irrealizzabile de jure quanto de facto. Come valuta quanto accaduto nel corso di quest'anno? - Antonella Litta: E' stato un anno molto importante che ci ha permesso di capire e smontare pezzo per pezzo quanto gli assertori della realizzazione dell'aeroporto di Viterbo sostenevano, ovvero che la nostra città senza questo aeroporto non avrà più alcun futuro e alcuna possibilità di sviluppo. Oggi la maggior parte dei viterbesi è consapevole che la realizzazione dell'aeroporto sarebbe un danno gravissimo per la salute, per l'ambiente e per l'economia locale basata su un intreccio profondo, antico e moderno, tra storia, arte, termalismo, ricerca universitaria, turismo di qualità; in termini più semplici: sul rapporto tra cultura e colture, come quello con l'agricoltura biologica e di qualità, caratteristica peculiare del nostro territorio.  2. Recentemente lei è stata relatrice a un convegno a Marino, comune confinante con quello di Ciampino e la cui popolazione subisce come quella ciampinese le nefaste conseguenze dell'attività aeroportuale che massacra la salute, la sicurezza e la qualità della vita dei residenti. Che impressione ha tratto da quell'incontro? - Antonella Litta: E' stato un incontro importante perché mi ha permesso di conoscere ancora meglio quale condizione di disagio subiscono le persone e soprattutto i bambini che vivono in prossimità delle strutture aeroportuali. Mi ha molto colpito la testimonianza di una maestra che raccontava l'impossibilità di fare lezione durante il sorvolo degli aerei a causa del rumore assordante e di come i bambini fossero continuamente distratti e irritati da questi rumori. Una situazione che trova conferma in molti studi scientifici internazionali, che raccomandano di non costruire scuole in prossimità di aeroporti proprio perché l'inquinamento acustico e quello atmosferico provocano gravi danni alla salute dei bambini. Ho registrato grande interesse ed attenzione nei confronti della mia relazione sui danni all'ambiente e alla salute determinati dal traffico aereo e una grande voglia di continuare ad impegnarsi per far valere il diritto alla salute e a una qualità della vita degna della definizione di umana.  3. Lei è stata alcune settimane fa relatrice sull'impatto ambientale e sanitario dell'attività aeroportuale al convegno nazionale dell'Associazione medici per l'ambiente (Isde-Italia) che si è tenuto a Genova: quale attenzione ha riscontrato su questo tema? - Antonella Litta: Grande interesse ed attenzione, tanto che si costituirà un gruppo di studio su "Traffico aereo come fattore d'inquinamento ambientale e danno alla salute". Il problema è ben conosciuto dall'Associazione medici per l'ambiente. e il nostro attuale presidente, il dottor Roberto Romizi, già nel 2004 aveva scritto un articolo dal titolo assai eloquente: "Gli aeroporti nuocciono alla salute".  4. Il convegno genovese ha recepito la proposta di istituire un gruppo di lavoro proprio sul tema su cui lei è stata relatrice. - Antonella Litta: Sì, sarò coordinatrice di questo gruppo di studio il cui compito sarà quello di raccogliere materiale scientifico e favorire ricerche e studi che saranno messi a disposizione della comunità scientifica ma anche dei comitati e dei cittadini impegnati nella riduzione del trasporto aereo e per evitare la costruzione di nuovi aeroporti e l'ampliamento di quelli già esistenti.  5. A Genova avete riflettuto anche su altri temi... - Antonella Litta: Nei due giorni del convegno su "Inquinamento delle catene alimentari e salute globale" sono state presentate relazioni e comunicazioni che hanno focalizzato l'attenzione sulle problematiche sanitarie derivanti dall'inquinamento delle catene alimentari, dai cambiamenti climatici, dai sistemi di mobilità ancora incentrati sul trasporto su strada e su quello aereo, su scelte economiche sempre più aggressive nei confronti dell'ambiente e quindi sempre più dannose per la salute.  6. Anche nell'Alto Lazio questi temi hanno grande rilevanza. Quale è la situazione? - Antonella Litta: La situazione nel nostro territorio è molto preoccupante ma ancora in una fase che può essere recuperata dal punto di vista ambientale e quindi sanitario. Per questo sarà importante che si eviti la messa in funzione della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, infatti questa centrale una volta a regime, come si legge dai dati estratti dalla relazione Ctu del Collegio peritale di Civitavecchia, brucerà quasi 4 milioni di tonnellate di carbone l'anno, emetterà ogni anno oltre 10 milioni di tonnellate di CO2 (anidride carbonica), migliaia di tonnellate di gas pericolosi, in particolare ossidi di zolfo e ossidi di azoto, e oltre 700 tonnellate tra polveri fini, ultrafini e metalli pesanti, in particolare mercurio, arsenico, cadmio, nichel e radionuclidi generati dalla presenza di radon nel carbone. Questi gas, metalli pesanti e polveri fini e ultrafini del diametro del micron (PM10, PM5, PM 2.5) sono oltremodo dannosi per l'ambiente e la salute. Essi infatti si accumulano nel terreno, nell'aria, nelle acque, nel mare, nella flora, nella fauna, e sono trasportati dai venti anche a distanza di chilometri dalla centrale. Queste sostanze determinano gravissime malattie: respiratorie, cardiovascolari, cronico-degenerative e tumorali, e la fascia più a rischio è, come sempre, quella pediatrica. Altra emergenza è quella che riguarda lo stato delle acque potabili che nella nostra provincia sono tali solo in virtù di continue deroghe a quelli che sono i valori raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Altri motivi di preoccupazione sono la presenza di discariche abusive non ancora poste in sicurezza e bonificate, la costante ed aggressiva cementificazione di vaste aree, soprattutto di quelle dei comuni più vicini a Roma, che stanno diventando dei veri e propri comuni dormitorio, l'indicazione che viene dal governo della Regione Lazio di realizzare inceneritori per i rifiuti, e sappiamo bene quanto siano malsane per ambiente e salute queste pratiche di smaltimento dei rifiuti; e poi dobbiamo tener presente che se sarà realizzato quanto dichiarato dal ministro Scajola, probabilmente Montalto di Castro, come già avvenne negli anni '70, sarà un ulteriore terreno di lotta per evitare che qui si realizzi una centrale nucleare. E' importante sottolineare l'azione dei tanti comitati di cittadini che si oppongono a questi progetti di distruzione dell'ambiente e danno alla salute; l'esistenza di questi comitati è un importante motivo di fiducia e speranza.  7. Potrebbe ancora una volta riassumere in poche parole le principali ragioni dell'opposizione al mega-aeroporto a Viterbo e dell'impegno per la riduzione del trasporto aereo? - Antonella Litta: Ci opponiamo alla realizzazione dell'aeroporto di Viterbo perché siamo fortemente convinti che il trasporto aereo debba necessariamente essere ridotto. Infatti esso contribuisce in grande misura alle emissioni di anidride carbonica - contribuendo così in misura decisiva all'effetto serra. L'altro aspetto che più ci preoccupa è il danno alla salute, soprattutto a quella dei bambini, derivante dall'inquinamento prodotto dal traffico aereo. L'inquinamento dell'aria da gas, polveri sottili ed ultrasottili, generati dalla combustione del kerosene degli aerei, l'inquinamento acustico provocato dal rumore degli aerei in fase di decollo e di atterraggio che altererebbe notevolmente la qualità della vita degli abitanti di vari quartieri di Viterbo. Ormai innumerevoli studi scientifici dimostrano che queste forme di inquinamento possono produrre gravi malattie. Noi semplicemente non vogliamo che Viterbo sia "ciampinizzata", ma che si riducano subito i voli su Ciampino e si restituisca a questa comunità il diritto alla salute e che questo stesso diritto non sia tolto ai viterbesi. Inoltre se a Viterbo fosse realizzato l'aeroporto, questo sarebbe di fatto un gravissimo danno per la città e la popolazione. La costruzione dell'aeroporto, il traffico aereo connesso e le infrastrutture di supporto determinerebbero infatti una cementificazione selvaggia e un inquinamento catastrofico di una delle aree più caratteristiche e pregiate di Viterbo, quella termale del Bulicame, soffocando così per sempre la vera possibilità di sviluppo di Viterbo che è legata al termalismo e al turismo di qualità. Un turismo capace di apprezzare l'arte, la natura e i prodotti della nostra terra.  8. Lei come portavoce del comitato viterbese è in contatto con una vasta rete di comitati, di studiosi, di personalità impegnate per la riduzione del trasporto aereo in difesa dell'ambiente e del diritto alla salute. Quale è la situazione del movimento in Italia? - Antonella Litta: Attualmente molti sono i comitati che come il nostro sono impegnati per la riduzione del trasporto aereo e che si battono per evitare ampliamenti e costruzioni di nuovi, quanto inutili e dannosi, aeroporti. E' sicuramente necessario fare più rete nel senso di unificare e mettere in comune le conoscenze, le esperienze e subito far partire una campagna nazionale su questo tema che possa interloquire a livello istituzionale anche rivendicando la partecipazione alla stesura di un piano nazionale dei trasporti che ancora manca in Italia. Penso però che la precedenza debba essere data ad una serie di iniziative nazionali che puntino prima di tutto a risolvere la drammatica situazione di Ciampino. Penso quindi ad iniziative e manifestazioni che da più parti d'Italia siano espressione di solidarietà concreta ai cittadini di Ciampino, Marino e dei municipi di Roma più prossimi a questo aeroporto.  9. Lei ha rappresentato il comitato in vari incontri con interlocutori istituzionali a tutti i livelli, dagli enti locali, al prefetto, ai ministeri. Qual è il vostro rapporto con le istituzioni? E qual è il livello di conoscenza e di consapevolezza tra chi governa la cosa pubblica a livello locale e nazionale? - Antonella Litta: Va dato merito al nostro comitato di avere sempre cercato un dialogo con i rappresentanti delle istituzioni e per questo ci sono stati molti incontri sia a livello locale che nazionale. Abbiamo registrato nella maggior parte dei casi un atteggiamento di attenzione e vero interesse, e spesso anche la candida ammissione di assoluta mancanza di conoscenza delle problematiche sanitarie, ambientali ed economiche relative alla costruzione di scali aeroportuali e al traffico aereo. A fronte di questo interesse ed attenzione dobbiamo purtroppo registrare il fatto che spesso ormai chi amministra risponde solo alle logiche di partito o di lobby e non al buon senso o agli interessi dei cittadini, e quindi pur manifestando dubbi o addirittura contrarietà, nella fattispecie alla costruzione dell'aeroporto di Viterbo, poi ufficialmente e pubblicamente non è capace di assumere una posizione coerente con quanto affermato durante i nostri incontri. Questo è fonte di grande rammarico, ed evidenzia la sempre più grande separazione tra i cittadini e chi dovrebbe rappresentarli. E' comunque nostra intenzione continuare questi incontri.  10. I mass-media: non sempre sembrano essere stati attenti, ma talvolta avete ottenuto apprezzamenti e sostegni significativi: due trasmissioni televisive di vasto ascolto come "Che tempo che fa" e "Report" hanno accolto e sostenuto le vostre posizioni; quale è oggi l'atteggiamento dei mass-media a livello locale e a livello nazionale? - Antonella Litta: In Italia, come sempre, siamo in ritardo rispetto al tema della riduzione del trasporto aereo e quindi c'è poca informazione ed attenzione. Ultimamente e in relazione alla vicenda Alitalia questo tema ha trovato un po' più di spazio, a cominciare dalle due trasmissioni che ha citato. Soprattutto "Report", con il bel servizio di Giovanna Boursier, ha messo bene in evidenza il totale sfacelo del sistema aeroportuale italiano, il numero enorme di aeroporti, per la maggior parte sottoutilizzati, e quindi tutta la follia di volerne costruire altri a tutto danno delle pubbliche risorse. Questa trasmissione ha avuto anche il merito di dare voce ai comitati dei cittadini ed ha fatto conoscere al grande pubblico, anche se in forma generale, le problematiche sanitarie e ambientali legate al trasporto aereo. Sul nostro sito www.coipiediperterra.org c'è il link per poter vedere la trasmissione per intero. Per quanto riguarda i mass-media locali, sulla maggioranza di essi il mio giudizio è molto critico. Su un argomento come quello della realizzazione dell'aeroporto di Viterbo mi sarei aspettata dalla stampa locale una maggiore e più obiettiva informazione, che invece abbiamo registrato solo in qualche rara occasione, per lo più sono stati la grancassa di quella parte di personaggi e politici locali che sul tema aeroporto hanno fatto solo propaganda politica, elettorale e tanta interessata demagogia.  11. Quali saranno le vostre prossime iniziative? - Antonella Litta: Sicuramente continueremo con l'informazione e la formazione dei cittadini sulle tematiche relative alla salvaguardia dell'ambiente e della salute. Continueremo gli incontri con le istituzioni e lavoreremo per la costituzione di una rete nazionale dei comitati.  12. Se un giovane le chiedesse perché impegnarsi oggi per il bene comune, quali motivazioni gli proporrebbe? - Antonella Litta: Non è una domanda facile come sembra. Mi sento di dare una risposta semplice, non esaustiva e forse banale: non si può essere felici e costruire la propria felicità se altri esseri umani non lo sono e non vedono riconosciuto questo diritto alla felicità, intesa come possibilità di realizzare se stessi e le proprie aspirazioni in armonia con quelle degli altri e nel rispetto dell'ambiente, il mondo nel quale viviamo e che ci ospita.  13. E se un giovane desideroso di impegnarsi le chiedesse cosa dovrebbe studiare e come, cosa gli suggerirebbe? - Antonella Litta: Se sta studiando, gli direi di studiare bene quello che ha scelto di studiare. Gli direi anche di leggere e studiare la nostra Costituzione, e se vuole impegnarsi su un particolare argomento di studiare e conoscere quanto è già stato scritto e fatto, di approfondire e cercare rapporti con le persone che su quel particolare tema hanno già lavorato. Gli direi anche di viaggiare molto, in modo autonomo e lontano dai soliti circuiti proposti dalle agenzie di viaggi, e con i libri per compagni di viaggio.  14. Lei è impegnata in varie iniziative in difesa dell'ambiente e della salute, ma anche in iniziative per la pace, per la legalità, per la democrazia e i diritti umani. Quale è il nesso tra queste molteplici iniziative? - Antonella Litta: Il nesso è semplice e logico e passa per il rispetto e l'affermazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani, il che significa che non si può invocare la pace se poi non ci s'impegna per la giustizia, per il rispetto dell'ambiente, per il rispetto dei popoli e di ogni persona, per la legalità e contro la povertà. Questi valori si affermano veramente solo se si realizzano insieme e contemporaneamente. 15. A Nepi avete recentemente realizzato una bella ed assai partecipata iniziativa per la pace, che ha intensamente commosso i partecipanti... - Antonella Litta: Sì. Si è trattato della sesta edizione di "Natale festa di pace", un concerto ormai tradizionale, con il quale abbiamo voluto ancora una volta celebrare la pace e l'amicizia tra i popoli, e che s'inserisce nel programma delle attività del comitato "Nepi per la pace" tese a promuovere la diffusione della cultura della pace, della solidarietà e della giustizia. Al concerto hanno partecipato circa trecento persone. Sono state eseguite celebri e bellissime arie tratte dal repertorio operistico italiano e internazionale e brani della tradizione popolare natalizia e napoletana, interpretate da giovani cantanti lirici tra cui iltenore nepesino Roberto Cresca, vanto e orgoglio di tutta la nostra cittadina. Con particolare emozione ed affetto sono state accolte le parole di monsignor Dante Bernini, che ci ha regalato una intensa e profonda riflessione sul tema della pace. E' stata una bellissima serata in cui l'amicizia, la solidarietà e la musica hanno dato concretezza alla parola Pace e Natale. Un' iniziativa che abbiamo potuto realizzare come sempre grazie alla dedizione e all'impegno di tanti cittadini di Nepi e dei soci del comitato.  16. Lei è impegnata anche nella solidarietà con l'Africa. - Antonella Litta: E' veramente un piccolo impegno, che mantengo tenendo ancora per un lembo un mio sogno giovanile, quello che mi ha portato più di vent'anni fa a scegliere la facoltà di medicina e chirurgia. La vita poi ci conduce su strade diverse ed ora sono medico di medicina generale a Nepi, nel viterbese, ma il mio legame con l'Africa è forte, fatto di esperienze di assistenza, prima in Kenya e lo scorso anno in Etiopia, di rapporti di amicizia con persone che vivono e operano nei paesi africani, di sostegno a progetti di solidarietà in favore delle popolazioni locali. Progetti finalizzati all'alfabetizzazione, alle cure primarie, alla promozione del microcredito, progetti di cui è partecipe e protagonista soprattutto il comitato "Nepi per la pace" e tantissimi miei pazienti. Siamo ovviamente consapevoli del limite delle nostre azioni e pensiamo che sarebbe necessaria una maggiore informazione circa la situazione che vivono i popoli dell'Africa, soprattutto da parte dei mass-media. La conoscenza infatti è consapevolezza, e quindi tra le varie attività cerchiamo, con incontri e gemellaggi tra le scuole, di far conoscere un po' di più la realtà africana. Una realtà dalla quale non si dovrebbe prescindere ogni volta che si parla di sviluppo economico, sociale e culturale del mondo intero.  17. Opporsi alle ingiustizie globali significa anche opporsi al razzismo ed impegnarsi per il riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani... - Antonella Litta: E' proprio così e non può essere altrimenti. Fa dispiacere vedere partiti politici ed esponenti di essi che si definiscono democratici tuonare contro il razzismo e poi invocare, plaudire o redigere leggi e ordinanze che perseguitano ed espellono i poveri e gli immigrati dalle nostre città, spingendoli ai margini, impedendo loro anche di chiedere l'elemosina per sopravvivere. Pensano follemente di risolvere i problemi della povertà, dell'integrazione e il razzismo sempre più ostentato e violento, semplicemente rendendo invisibili e senza diritti un numero di esseri umani sempre più grande; li considerano vuoti a perdere o spazzatura da nascondere sotto il tappeto, il tappeto ormai sempre più logoro e mal rattoppato che chiamano sicurezza per le nostre civili città. Questo tipo di politica ha già fallito e fallirà in modo sempre più violento. Sono urgenti nuove politiche economiche mondiali che mettano fine allo sfruttamento delle risorse di quei paesi che chiamiamo poveri, ma che meglio sarebbe definire rapinati.  18. Un tremendo esempio di violazione estrema dei diritti umani è il fenomeno per il quale e' stato coniato il termine di "femminicidio": l'enorme numero di uccisioni di donne, sovente da parte di persone ad esse legate da vincoli affettivi... - Antonella Litta: E' qualcosa di cui si parla troppo poco e su cui troppo poco si fa. C'è un problema culturale legato ad una concezione arcaica per cui la donna è considerata inferiore all'uomo se non addirittura proprietà e merce. Gli interventi andrebbero effettuati su più livelli: internazionale, istituzionale, politico, sociale, economico. E' un problema molto complesso ma la politica e le sue decisioni sono per la maggior parte in mano agli uomini, sia in oriente che in occidente, sia nei paesi ricchi che in quelli poveri, e così questa situazione, che viene vissuta da milioni di donne, non è sentita come urgente e prioritaria. E' un fenomeno che investe in forme e modi diversi tutti i paesi del mondo, anche quelli con una legislazione più progressista e democratica; infatti sono le donne quelle che per prime sono licenziate in tempi di crisi economica, e sono loro le vittime di tanti drammi familiari, quando decidono di mettere fine a un matrimonio o a una relazione, per non parlare poi della situazione di schiavitù vissuta dalle donne costrette alla prostituzione e del numero delle violenze che esse subiscono, sempre in crescita, di anno in anno. Quello che le donne hanno conquistato in America, in molti paesi europei e anche in Italia, con le lotte del movimento femminista negli anni '70 ed '80 rischia ora di essere perduto, e quindi è necessario diffondere la consapevolezza di questo rischio e mettere in atto tutti quegli strumenti e iniziative per difendere i diritti conquistati con tanta fatica. Una retrocessione e una perdita dei diritti conquistati dalle donne sarebbe una perdita ancora più grave e forse irrecuperabile per tutte le donne che nel mondo ne sono ancora prive.  19. Lei ha partecipato mesi fa a un'assemblea nazionale a Bologna - promossa da figure autorevoli dei movimenti della società civile come Michele Boato, Maria G. Di Rienzo, Mao Valpiana - che proponeva di collegare ecologia, femminismo e nonviolenza come tre elementi che devono congiuntamente fondare l'impegno civile adeguato a fronteggiare le sfide di questo drammatico momento storico... - Antonella Litta: Sono tre elementi fondamentali su cui è necessario fondare ogni azione politica e che devono guidare i programmi politici di ogni movimento in ogni parte del mondo. Su di essi si deve fondare la nuova politica e la pratica politica alla quale aspira la parte migliore dell'Italia.  20. Nell'esperienza del comitato che si oppone al mega-aeroporto si sono incontrate tante persone che a Viterbo e nel viterbese da molti anni sono impegnate nella difesa dei diritti di tutti: dagli animatori del centro sociale "Valle Faul" al professor Osvaldo Ercoli - che a Viterbo è un simbolo dell'impegno morale e civile -, dal professor Alessandro Pizzi al professor Giuseppe Nascetti, allo scrittore Antonello Ricci... Perché pensa che sia accaduto questo, e quali sensazioni le sembra che ciò susciti nei partecipanti alle vostre iniziative e più in generale nell'opinione pubblica viterbese? - Antonella Litta: Ciò che accomuna queste persone è l'amore disinteressato per la città, per il suo ambiente, per i suoi abitanti, per la sua storia e la sua arte, per il suo fascino e la sua poesia. E' quindi logico che persone da sempre impegnate con rigore e preparazione su questi temi abbiano deciso di esporsi ed essere protagonisti, insieme al nostro comitato, di una battaglia difficile ma anche bella e orgogliosa. Una battaglia intrapresa unicamente perché a Viterbo e alla sua provincia sia risparmiato il danno, lo sfregio e la violenza della costruzione di un mega-aeroporto. Siamo molto grati a queste persone belle e vere per il loro impegno e il loro coraggio, come lo siamo nei confronti dei tantissimi cittadini che con tenacia, convinzione e con tutto il loro cuore condividono le ragioni della nostra opposizione a questo folle e devastante progetto.  21. Vanno ricordate anche le numerosissime e straordinarie solidarietà che avete ricevuto a livello nazionale ed internazionale: da padre Zanotelli al segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, dalla vicepresidente del Parlamento europeo Luisa Morgantini allo scienziato americano Paul Connett, dall'illustre magistrato Ferdinando Imposimato a intellettuali come Anna Bravo, Dacia Maraini, Lea Melandri, Silvia Vegetti Finzi, e ancora numerosi prestigiosi scienziati, scrittori, cattedratici, parlamentari italiani ed europei, attivisti dei movimenti sociali... Perché così tante e tanto autorevoli solidarietà? - Antonella Litta: Siamo riusciti a far conoscere a livello nazionale ed internazionale cosa sta succedendo a Viterbo a causa della follia interessata di un gruppo sempre più sparuto di personaggi che vogliono solo arricchirsi svendendo salute, ambiente, storia e risorse della città di Viterbo in cambio di un piatto di lenticchie, sia pure, per loro, molto sostanzioso.  22. Un augurio per il 2009. - Antonella Litta: Sono tante le cose che spero e che vorrei veder realizzate ma prima di tutto spero che sia la pace ad essere protagonista, attesa, acclamata e realizzata in tutto mondo. So che è quasi un sogno, ma in questo voglio continuare a sperare e credere. Vorrei che tutti noi fossimo meno indifferenti e meno chiusi nel piccolo cortile della nostra vita, e che ci si rendesse finalmente conto che una sola è la terra che abitiamo e che ci ospita, e che dovremmo rispettarla ed amarla di più. Come mi piacerebbe che i cieli fossero più limpidi e blu, quelli dentro di noi e quelli sopra di noi...

Antonella Litta è la portavoce del Comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo; svolge l'attività di medico di medicina generale a Nepi (in provincia di Viterbo). E' specialista in Reumatologia ed ha condotto una intensa attività di ricerca scientifica presso l' Università di Roma "la Sapienza" e contribuito alla realizzazione di uno tra i primi e più importanti studi scientifici italiani sull' interazione tra campi elettromagnetici e sistemi viventi, pubblicato sulla prestigiosa rivista "Clinical and Esperimental Rheumatology", n. 11, pp. 41-47, 1993. E' referente locale dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia). Già responsabile dell'associazione Aires-onlus (Associazione internazionale ricerca e salute) è stata organizzatrice di numerosi convegni medico-scientifici. Presta attività di medico volontario nei paesi africani. E' stata consigliera comunale. E' partecipe e sostenitrice di programmi di solidarietà locali ed internazionali. Presidente del Comitato "Nepi per la pace", è impegnata in progetti di educazione alla pace, alla legalità, alla nonviolenza e al rispetto dell'ambiente. 

 Per informazioni e contatti: e-mail: info@coipiediperterra.org sit www.coipiediperterra.org

 Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: 

 e-mail: antonella.litta@libero.it  

 Per ricevere la newsletter "Coi piedi per terra":  nbawac@tin.it

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