GROTTE SANTO STEFANO - VITERBO - (UnoNotizie.it) - Continua la telenovela dell’ecocentro di Grotte Santo Stefano. “In questi ultimi tempi – dice il consigliere comunale del Pd, Francesco Guancini - le cronache dei giornali si sono occupate spesso del problema del sito inspiegabilmente ancora chiuso e del conseguente disagio che crea alla popolazione della frazione”.

 

“Cumuli di rifiuti – racconta - sono continuamente abbandonati all’esterno della struttura, costruita dal Cev circa una anno fa, e curiosamente inaugurata mesi fa dall’assessore Giovanni Arena, addirittura alla presenza degli alunni della scuola media di Grotte, accompagnati dalla preside e da alcuni docenti. Ma a oggi la struttura resta non fruibile da parte dei cittadini”.

 

“Ad una mia interrogazione presentata in consiglio comunale l’11 luglio dello scorso anno – prosegue – Arena aveva risposto che l’ecocentro sarebbe stato aperto dopo l’approvazione del regolamento di gestione, regolamento approvato sia in commissione consiliare che in consiglio. Ma nulla, come al solito, è stato fatto. Il sindaco e l’assessore continuano, imperterriti, a propagandare la raccolta differenziata in tutti i plessi scolastici, ma non si preoccupano, mirabile esempio, di far togliere i rifiuti delle strade”.

 

Ma a Grotte il problema è ormai divenuto insostenibile. “All’esterno dell’ecocentro, posizionato alla periferia del paese a ridosso della zona artigianale, i cumuli di rifiuti ingombranti – denuncia - hanno assunto proporzioni notevoli, quasi da impedire il transito degli artigiani che lavorano nell’area. Una vera indecenza, come è indecente il fatto che i grottani paghino la Tarsu nella stessa misura dei viterbesi e non la metà, considerato che nella nostra frazione i contenitori vengono svuotati tre volte alla settimana e non quotidianamente come avviene nel capoluogo. Una mia interrogazione il 26 settembre chiedeva una riduzione della tariffa per la nostra frazione ma, come al solito, non ha avuto ancora risposta”.

 

“I cittadini di Grotte, ancora una volta, pagano – conclude - lo scotto di essere frazione di Viterbo: una città amministrata da politici viterbesi che assorti nei problemi della città e nei bilanci da risanare, sono lontani anni luce dai bisogni della nostra frazione”.

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