VITERBO (UnoNotizie.it) - In tutta Italia la Sanità Pubblica è afflitta da anni dalla piaga del lavoro precario, quasi tutte le Regioni si sono adoperate per superare in vari modi questo problema, regolarizzando a tempo indeterminato tutte le figure professionali, dirigenziali e non dirigenziali, attraverso procedure concorsuali riservate ai precari.
Nella Regione Lazio tali procedure di stabilizzazione sono state realizzate solo per gli operatori del comparto, escludendo di fatto dalla regolarizzazione tutte le figure dirigenziali.
In questi anni il fenomeno del lavoro precario fra i dirigenti è aumentato in maniera esponenziale, assumendo forme diverse a seconda dei periodi e delle esigenze: dai contratti a tempo determinato si è passati negli anni a tutte le forme di lavoro atipiche co.co.co., co.co.pro., contratti libero professionali in consulenza.

Attualmente si calcola che nella Sanità della Regione Lazio sono in servizio più di 2000 Dirigenti precari che nel 90% dei casi lavorano su posto vacante, colmando di fatto le lacune che si vengono a creare nei servizi che garantiscono i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). 
Un processo di regolarizzazione dei precari che sono in servizio su posto vacante, quindi non aggraverebbe in alcun modo la spesa sanitaria regionale.
Nonostante questo, il fenomeno si sta estendendo a macchia d’olio, generando disagi enormi agli operatori e all’utenza.
I Dirigenti precari vivono in modo angosciante la loro situazione: non hanno cittadinanza in alcun luogo professionale perché di fatto sono costretti ad un continuo nomadismo tra  i vari Servizi della Regione, non gli è permesso di progettare il loro futuro e ogni tre mesi vivono la paura di non vedere rinnovati i loro contratti. In molti casi subiscono passivamente le ingiustizie derivate dalla ricattabilità del loro “Status Precario”. Devono esercitare i doveri dati dal ruolo dirigenziale vedendone delegittimati gli strumenti. Dirigente e Precario: due termini che accostati nel loro significato generano una contraddizione, diremmo una schizofrenia, che rende irrealizzabile il compito di svolgere la missione ricevuta di “dirigire” un percorso terapeutico-assisitenziale; Dirigere significa spesso dover assumere scelte che, ad una vista non specialistica, possono sembrano impopolari, per le quali è sempre necessaria la certezza della stabilità del proprio ruolo professionale, tale certezza è indebolita dallo “status” di precario. La contraddizione genera inevitabilmente insicurezza e indecisione nell’operare clinico professionale.    
Il fenomeno del precariato nella dirigenza si ripercuote inevitabilmente sull’utenza, generando delegittimazione dei ruoli professionali e discontinuità terapeutica nei servizi.

Vista la drammaticità di tale situazione si è costituito a Viterbo un Coordinamento Dirigenti Precari della ASL che si prefigge come scopo essenziale quello di promuovere il superamento del lavoro precario.
A tal fine in questi anni il coordinamento si è adoperato a più livelli per sollecitare ad ogni scadenza i rinnovi di tutti i contratti, riconoscenti di aver trovato in ogni momento la massima disponibilità e collaborazione da parte della Dirigenza della ASL.

Ora la situazione si sta aggravando soprattutto in previsione di quella che sarà la legge sul precariato (legge 1167), attualmente in discussione al Senato e che prevede l’interruzione immediata di tutti i contratti in essere che abbiano avuto una durata superiore ai tre anni, ad esclusione di quei pochi che in virtù di graduatorie di concorso pubblico possono essere assunti a tempo indeterminato solo in misura del 10% dei posti che si rendono vacanti nel 2009, questo vuol dire che se nel 2009 si rendesse vacante 1 posto, può essere sostituito, attingendo dalle graduatorie, solo il suo 10%, senza minimamente prendere in considerazione le centinaia di posti che negli anni addietro si sono resi vacanti e che attualmente sono sostituti da precari; al momento inoltre sono una minoranza i contratti che sono stati stipulati in virtù di graduatorie, ne consegue che la maggior parte dei contratti dovranno essere immediatamente interrotti.

 

Premesso:
che l’Intersindacale Dirigenti Medici della Regione Lazio si è energicamente adoperata in questi anni per promuovere la realizzazione di un Protocollo D’Intesa Regionale per la Stabilizzazione dei Dirigenti Precari.
 

Premesso:
che tale Protocollo non ha avuto ancora una sua finalizzazione.


Vista:
l’urgenza della situazione attuale, determinata dall’imminente promulgazione della legge nazionale 1167 che taglierebbe migliaia di contratti.


Viste:
le dichiarazioni del Segretario Generale FP CGIL Nazionale, Carlo Podda, nelle quali manifesta l’impegno ad  “intensificare gli sforzi e chiudere le situazioni non ancora risolte”, prima della promulgazione della 1167, in virtù delle leggi sulla stabilizzazione dei  precari 296/06 e 244/07 ancora in vigore  


Viste:
le recenti dichiarazioni del Presidente della Regione Lazio Marazzo, nelle quali ha chiaramente manifestato l’intenzione di tutelare i contratti dei lavoratori precari, fornendo in tal senso  chiarimenti sui diffusi dubbi interpretativi riguardati il decreto 41 che prevede tagli al personale precario non sanitario.


Il Coordinamento Dirigenti Precari della ASL di Viterbo, nelle more del processo di stabilizzazione

Propone:
 
1.Rinnovi di due anni per tutti i contratti in essere

2.Trasformazione dei contratti libero professionali in contratti a tempo determinato


3.Garanzie di rinnovo per coloro che nel periodo del rinnovo si trovassero in stato di malattia o gravidanza
 
4.Assunzione a tempo indeterminato dei precari dirigenti che lavorano in virtù di graduatorie di concorso pubblico

5.Avvio di tutte le procedure di concorso pubblico necessarie alla formulazione di graduatorie, cosi come previsto dalla legge 1167, per il personale precario dirigente che lavora da anni per la ASL con contratti stipulati per chiamata diretta senza graduatorie.
 
6.Formulazione di criteri concorsuali che prevedano, nella valutazione del curriculum professionale, l’assegnazione di punteggi riservati per coloro che lavorano per la ASL di Viterbo (cosi come recentemente applicato dalla Regione Lombardia e dalla Regione Emilia Romagna)


7.Idoneità di partecipare agli stessi concorsi per coloro che pur lavorando per la ASL non posseggono al momento la specializzazione equipollente.


Coordinamento Precari Dirigenti
ASL Viterbo
  

 

ASSEMBLEA GENERALE
11 febbraio 2009  h 11:00 presso l’androne del Bar Ospedale Belcolle (piano 0)
Interverranno:
Direttore Generale  ASL Viterbo
Dott. G.M. Aloisio
Rappresentanti  Intersindacali
Aziendali e Regionali

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NELL’INTERESSE DI OGNUNO
  

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