GROSSETO (UNONOTIZIE.IT)Si è tenuto presso la sede di Confindustria Grosseto un incontro sulle misure sul credito del pacchetto anti-crisi della Regione Toscana, con lo scopo di approfondire i dettagli dei regolamenti operativi che consentono alle Imprese di accedere ai nuovi strumenti di sostegno. "Da parte della nostra Associazione - osserva Antonio Capone, direttore di Confindustria Grosseto - c'è pieno apprezzamento per l'iniziativa della Regione Toscana, ma non possiamo non evidenziare che i requisiti necessari per accedere ai finanziamenti rappresentano dei veri e propri 'paletti' che, di fatto, rischiano di tenere lontane proprio le aziende che stanno cercando di resistere alla crisi".

In una sala gremitissima, alla presenza di decine di imprenditori e dei rappresentanti dei principali Istituti bancari operanti nella provincia di Grosseto, si è tenuto l'incontro di presentazione dei due nuovi Fondi di Garanzia regionali, gestiti direttamente da parte di Fidi Toscana, destinati al rilascio di garanzie, controgaranzie e cogaranzie per gli investimenti e la liquidità delle imprese. Per Fidi Toscana, Pietro Bracci, estensore dei provvedimenti, ha evidenziato come, nel panorama nazionale, la Regione Toscana sia stata l'unica ad attivare, in tempi davvero rapidi per un'Amministrazione pubblica, un'iniziativa di questa portata a sostegno delle imprese. Le azioni prevedono la sottoscrizione di un nuovo Protocollo di intesa con il sistema bancario regionale, denominato "Emergenza Economia", per favorire l'accesso ai finanziamenti a tassi agevolati da parte delle imprese e l'erogazione di un finanziamento subordinato a Fidi Toscana (per un totale di 48 milioni di euro) finalizzato alla creazione del Fondo Unico per la concessione di garanzie/cogaranzie/controgaranzie e del fondo per il consolidamento delle passività a breve. "Plaudiamo assolutamente questa iniziativa della Regione Toscana - osserva Antonio Capone, direttore di Confindustria Grosseto -, che ha individuato in questa forma di sostegno alla finanza delle imprese un ottimo e tempestivo strumento. In termini estremamente sintetici, la Regione si fa garante per le imprese che chiedono, nell'ambito di questo accordo, finanza alle Banche, cercando di sbloccare i flussi di credito grazie alla garanzia pubblica. Purtroppo, anche se condividiamo l'intento e gli obiettivi, non possiamo non evidenziare delle perplessità relativamente ai requisiti per l'accesso che di fatto penalizzano proprio le aziende in crisi, perché richiedono dei rating che possono avere solo aziende in 'ottima salute'. Si consideri che, quando parliamo di aziende in difficoltà, intendiamo aziende attive e strutturalmente sane, che, a causa della crisi congiunturale che ha bloccato i flussi di credito, ripercuotendosi a catena su tutti i livelli del mercato, si trovano ad affrontare un momento difficile. Aziende che lavorano, che producono, che combattono, che vogliono dire posti di lavoro. Gran parte delle aziende della nostra provincia, e non solo, perché la maggior parte delle imprese toscane, in questo momento, si riconoscono in questa situazione. Stanno combattendo, ma i problemi non mancano.
Nel momento in cui si crea uno strumento anti-crisi si ipotizza che ci si rivolga ad aziende che soffrono la difficoltà di accesso alla finanza. A causa, invece, dei requisiti necessari per accedere alle agevolazioni, sembra che siano le aziende senza problemi e con buona liquidità quelle che possono ottenere i finanziamenti, piuttosto che quelle che davvero ne hanno bisogno. Paradossalmente - conclude Capone -, si rischia di aumentare il dislivello: rafforzare le aziende forti e rendere sempre meno competitive quelle che, in questo momento, avrebbero bisogno di un aiuto per resistere alle difficoltà congiunturali.
Noi chiediamo a gran voce alla Regione Toscana di riflettere sull'effetto che determinano questi 'paletti', che sembrerebbero escludere proprio le imprese che hanno bisogno, in questo momento, di sostegno per l'accesso al credito. Perché abbattere il costo delle garanzie lasciando però la soglia dell'accesso al credito troppo elevata, trasforma il 'pacchetto anti-crisi' in una forma di sostegno alle imprese che va nella direzione opposta. Questi incentivi sostengono i concorrenti delle aziende che subiscono gli effetti della crisi".

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