VENOSA - POTENZA (UnoNotizie.it)

L'annuncio del neo-sindaco di Venosa, Tamburriello - sulla grave situazione esistente presso la mega-discarica gestita dal Consorzio SEARI di contrada Notarchirico di Venosa, ormai satura - non fa che confermare quanto la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) - Coordinamento apartitico territoriale di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini - va chiedendo da tempo a Province e Regione, ovvero di cambiare rotta sul sistema di gestione dei rifiuti in Basilicata.

Infatti, alle scelte di programmazione ed ai Piani provinciali rilevatisi sbagliati - che puntano sulle mega-discariche e sugli inceneritori camuffati da centrali a biomassa - si aggiungono le "ordinanze emergenziali" del Presidente della Regione che riguardano ampliamenti delle discariche esistenti. Questa politica ha innescato un pericoloso e costoso "effetto domino" incentrato sul "tour della monnezza", ovvero la saturazione e la conseguente traslocazione dei rifiuti da un territorio all'altro e da una discarica all'altra.

La OLA invita, pertanto, gli amministratori locali e regionali a rompere questo circolo vizioso che sta provocando danni ambientali e mega-appalti sui quali sono interessate le imprese operanti nel campo dell'impiantistica, del trasporto e dell'incenerimento, così come dimostra la vicenda dell'inquinamento presso la società Fenice SpA del gruppo francese EDF, il cui "ricatto" pesa come un macigno sulle scelte di programmazione in materia dei rifiuti in Basilicata e sull'ambiente, essendo ivi conferiti ingenti quantitativi di rifiuti industriali ed urbani anche di provenienza extra-regionale. Non è possibile far pagare ai contribuenti lucani tasse più esose che alimentano questa gestione dei rifiuti che in Campania ha prodotto il disastro che è sotto g li occhi di tutti.

Ragion per cui, La OLA chiede agli amministratori lucani di recuperare il tempo perduto. In Basilicata vi sono le condizioni demografiche e culturali per portare la quantità della raccolta differenziata dal 10% al 70 % nei prossimi tre anni, realizzare nel contempo il recupero a freddo e "non energetico" dei materiali, riducendo di conseguenza i quantitativi conferiti nelle discariche, che potrebbero essere chiuse nei prossimi 5 anni, e realizzare in un anno due centri di compostaggio per l'umido nelle due province di Potenza e Matera.

- Uno Notizie Potenza -

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