CIVITA CASTELLANA - VITERBO (UnoNotizie.it)
“Il distretto ceramico è al collasso. Dal Governo servono risposte immediate per fronteggiare la crisi, e quindi rilanciare un comparto che rappresenta circa la metà del Prodotto interno lordo della provincia”. Il presidente Alessandro Mazzoli questa mattina ha portato la propria solidarietà ai ceramisti che hanno manifestato sotto il palazzo del Governo e ha preso parte all’incontro concesso dal prefetto Alessandro Giacchetti, insieme ai rappresentanti dei Comuni del distretto di Civita Castellana e del sindacato (Cgil e categoria della Filcem).
“Attraverso il prefetto, vogliamo segnalare al Governo – ha detto Mazzoli – l’urgenza di un intervento che non è più rimandabile. Migliaia di persone hanno perso il posto di lavoro, altrettante sono in cassintegrazione. Un problema di tenuta sociale, oltre che economico. Come presidente della Provincia sento il dovere di ribadire che la drammaticità della situazione del distretto industriale coinvolge tutto il Viterbese”.
“Considerato che le ceramiche di Civita Castellana rappresentano una fetta importante della produzione nazionale – ha continuato – c’è da capire quali sono le intenzioni dell’esecutivo sul futuro dell’intero settore ceramico d’Italia. Non possiamo più aspettare, i continui rinvii da parte del Governo non fanno che acuire una crisi che nella nostra provincia non ha precedenti. E’ necessario attivare sin da subito misure a sostegno del lavoro da una parte, della ripresa della domanda, e quindi della produzione, dall’altra”.
Alcuni numeri danno l’idea della gravità della situazione nel distretto ceramico di Civita Castellana: su 3.000 addetti, 2.800 sono cassintegrati e di questi 490 in mobilità; 450 i precari – contratti di apprendistato, a termine e interinali – che non hanno ricevuto il rinnovo del contratto e sono stati di fatto licenziati; 200 operai che da gennaio attendono l’approvazione della cassintegrazione in deroga e vivono senza alcun tipo di entrata. Le richieste avanzate dal sindacato al Governo, che però il 3 luglio ha nuovamente rinviato ogni decisione a data da destinarsi, per l’immediato sono: ricambio dei sanitari negli immobili pubblici e incentivo o bonus ai privati che acquistano sanitari.
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