VICENZA (UnoNotizie.it) Continua il digiuno di don Albino Bizzotto, a Vicenza. Un'azione, secondo le ultime notizie su Don Albino Bizzotto, che interroga sulla costruzione della Base Usa al Dal Molin. La sistemazione del sacerdote in una roulotte. Tanti i messaggi di solidarietà. «Questo è un problema non riguarda solo Vicenza, riguarda tutti noi come italiani. Questo digiuno desidera attirare attenzione sulla nostra responsabilità comune». Nonostante l'afa che attanaglia la città, le bandiere della pace si muovono. Sospinte, forse, dalle automobili dirette in centro.

O verso nord, verso Bassano del Grappa. Oppure animate dal via vai di gente che anche stasera è passata a salutare don Albino Bizzotto. Il fondatore di «Beati i Costruttori di Pace», da sempre impegnato per un mondo dove la parola non è lasciata alle armi, è lì ad accogliere e parlare con tutti. Seduti fuori dalla roulotte, collocata all'incrocio fra viale Dal Verme e viale Ferrarin, dove si è "accampato" con l'accordo della Questura, una ventina di persone si intrattengono con il sacerdote.

La scelta del digiuno ad oltranza, a sola acqua, vuole interrogare, soprattutto fuori Vicenza, sul significato della costruzione della nuova base nordamericana al Dal Molin. «A nessuno piace digiunare, neanche a me» sottolinea don Albino. «Ma quando ci troviamo davanti a situazioni particolarmente gravi, dobbiamo accettare anche comportamenti più impegnativi. Quanto sta avvenendo al Dal Molin è molto grave. Nella nuova base continuano a ritmo accelerato i lavori delle imprese che si sono aggiudicate gli appalti con lo scopo di produrre irreversibili fatti compiuti già prima del prossimo autunno. Finora i cittadini di Vicenza con creatività, determinazione e continuità hanno messo in piedi una ininterrotta serie di iniziative per opporsi alla costruzione della nuova base statunitense. Ma il problema non riguarda solo Vicenza, riguarda tutti noi come italiani.

Questo digiuno desidera attirare attenzione sulla nostra responsabilità comune. Non possiamo solo rispondere ai vicentini quando ci invitano a partecipare alle loro iniziative; dobbiamo attivarci là dove ci troviamo perché il nostro impegno per la pace non si riduca a semplici parole, abbandonando gli obiettivi concreti che ci siamo dati».
 
«C'è fretta nel progredire nei lavori della base – continua don Bizzotto - perché anche a livello istituzionale c'è molto da nascondere. Stiamo vivendo un periodo di degrado aggressivo non solo nella vita pubblica, ma anche e soprattutto nella assuefazione della società». Il digiuno è iniziato con i migliori auspici. Dopo aver sistemato la roulotte in un punto tranquillo e comunque ben visibile, all'incrocio tra Viale Del Verme e Viale Ferrarin, è cominciata una successione di visite sempre più folta di persone. Alla sera, è arrivato anche un piccolo pannello fotovoltaico per produrre l'energia elettrica per la roulotte.

I due obiettivi che don Bizzotto si è dato – esprimere solidarietà ai vicentini e fare informazione – hanno iniziato a prendere forma. E sono veramente tante le persone che gli sono vicine: un segno di riconoscenza e partecipazione diretta. Il digiuno viene sentito come stimolo a non rassegnarsi al degrado pubblico e sociale in atto. «É una sorpresa - dice don Albino - sembra che le persone aspettassero questo segno da tempo per riprendere l'impegno». Già al primo giorno sono sei le persone che hanno digiunato con il religioso. Un segno di solidarietà condiviso anche da don Antonio Uderzo, sacerdote berico. E sono stati una cinquantina coloro che sono passati a salutare e ringraziare.

Dal resto d'Italia sono arrivati molti messaggi di solidarietà: anche da Carloforte, in Sardegna, due telefonate di adesione. Don Mario Vatta si è messo in contatto da Trieste. Sostegno è arrivato anche da Roberto Natale, presidente della FNSI, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, da Oscar Mancini della CGIL del Veneto, e molti altri. La seconda giornata è iniziata con nuove visite, con altre persone che hanno lasciato un messaggio nel quaderno appoggiato sul tavolino da campeggio, sotto la veranda della roulotte.

É arrivato anche l'Assessore comunale Pierangelo Cangini, accompagnato dal portavoce del sindaco, Jacopo Bulgarini d'Elci, che ha comunicato a don Albino la vicinanza del primo cittadino, Achille Variati, e di tutta la Giunta comunale. Nonostante le difficili condizioni ambientali e il digiuno, prosegue con determinazione la testimonianza e l'azione di denuncia nei confronti di un'opera nata nell'illegalità, nella menzogna e in spregio della volontà e della partecipazione popolare.

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