Un territorio protetto, rispettato, è vita per i cittadini.
Le notizie sconvolgenti di questi giorni sul ritrovamento della nave Cunsky, zeppa di veleni, al largo di Cetraro, purtroppo non saranno le uniche, ma sicuramente ne seguiranno altre.  Da decenni infatti il giudice Neri seguiva piste sugli intrallazzi relativi alle scorie nucleari.
Dalle sue indagini vennero alla luce dati di rilievo che non ci fanno dormire sonni tranquilli, infatti in seguito a un suo mandato di perquisizione nel 1995 presso la villa del l’ing. Giorgio Comerio a San Bovio di Garlasco (PV), vengono alla luce, tra altre cose interessanti, una trentina di cartelle sulle nazioni che avrebbero dato l’assenso allo smaltimento delle scorie nei loro siti marini (Congo, Somalia, Rep. Capo Verde, Sierra Leone ecc.), progetti, videocassette sulla funzionalità dei cosiddetti “siluri penetratori”(siluro da 280 tonn.con alette stabilizzatrici per la caduta verticale a velocità accelerata, che penetrano nei fondali marini per 30-60 mt.).

Non sappiamo se il progetto ha avuto attuazione, sappiamo invece che la Comunità internazionale, da tempo allarmata, ha elaborato due convenzioni, quella di Londra nel 1972 e quella di Bamako del 1991, aggiornata nel 1996 (London Protocol ), che vietano lo smaltimento di rifiuti tossici in mare. Nell’agenda del citato ing. Comerio, in data 21/09/1987, è appuntato, in inglese “lost the ship” (perso la nave ). ll giudice Neri si rivolge all’istituto Mondiale Oceanografico e scopre che quel giorno, in tutto il mondo, è affondata una sola motonave, la Rigel, sembrerebbe a 20 miglia da Capo Spartivento in Calabria, un mare profondo 1400 mt.
Alla luce di tutto ciò Cittadinanza Democratica che ha nel suo DNA la tutela ambientale, del territorio e del mare, chiede al Governo nazionale chiarezza e interventi rapidi sulla mercificazione ambientale che - con l’avallo del potere politico - ha prodotto a pieno ritmo navi cariche di rifiuti tossici, con costi esorbitanti e danni alla salute per la collettività, che giacciono nei nostri fondali marini (come la Jolly Rosso,la Rigel,la Zanoobia e tante altre affondate nel corso degli anni ). Nello specifico, il pentito Fonti parla di altre 3 navi tra Scilla e Cariddi, altre nel mare Ionio e Tirreno meridionale. Purtroppo il riscontro pratico si è avuto con il ritrovamento della nave “Cunsky”.
Adesso è opportuno che quelli che inneggiano alla costruzione di “centrali nucleari” in Italia si mettano l’animo in pace e rinuncino definitivamente a progetti folli e ci dicano se intendono eliminare le scorie delle centrali dismesse e di quelle che vogliono costruire semplicemente buttandole a mare o sotterrandole nel sud del mondo o in Calabria,come sta avvenendo.

A lor signori Cittadinanza Democratica ricorda che gli scarti di una centrale nucleare sono scorie radioattive che vengono smaltite in tempi estremamente lunghi, parliamo di 24.000 anni, che non esiste una tecnologia che possa accellerare il tempo di decadimento della radioattività, che tutte le Scorie prodotte dovremo tenercele nel nostro territorio, sotterrate (un po' come i rifiuti nelle discariche). Pensiamo pure che attualmente in Italia abbiamo già degli stoccaggi di scorie, ferme li che non si sa come smaltire. Perciò chiediamo al Governo in carica e al Parlamento di non tradire la volontà popolare espressa a larghissima maggioranza con i 3 referendum del 1987, e non imboccare, con i soldi dei contribuenti italiani il costosissimo vicolo cieco del nucleare e puntare invece sulle energie rinnovabili.

Membro del gruppo di studio ambiente/territorio
per Cittadinanza Democratica
Giuseppe Rizzo


- Uno Notizie Gioia Tauro -

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