Mentre Barack Obama si prepara al suo primo viaggio in Indonesia da presidente e gli Stati Uniti continuano a intralciare i progressi degli incontri sul clima prima del summit di Copenhagen, più di cinquanta attivisti di Greenpeace  hanno srotolato uno striscione di circa 600 metri quadrati in una foresta torbiera recentemente deforestata con il messaggio “Obama tu puoi fermare tutto questo!”

Il Presidente degli Stati Uniti, infatti, secondo Greenpeace, ha la possibilità e il dovere morale di porre fine alla deforestazione - che causa ben un quinto delle emissioni di gas serra a livello globale - e di evitare al nostro pianeta e alla nostra specie la catastrofe climatica.

Intanto un altro gruppo di attivisti ha bloccato sette enormi escavatori di proprietà della multinazionale della carta APRIL, la più grande produttrice di polpa di cellulosa e carta in Indonesia. L’obiettivo è proteggere una preziosa foresta torbiera che la APRIL ha intenzione di distruggere per far spazio a piantagioni di alberi per la produzione di carta da vendere ai propri clienti a livello internazionale. L’azione di oggi si è svolta nella penisola di Kampar, nell’isola indonesiana di Sumatra dove Greenpeace già da alcune settimane ha costruito il “Campo di resistenza per il clima”.

“Presidente cosa sta aspettando? -  chiederebbe a Obama Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia che domani raggiungerà il campo di Kampar – Obama ha promesso che avrebbe preso misure decisive per evitare il caos climatico nel nostro pianeta ma, a poche settimane dal Summit sul clima di Copenhagen, sembra invece  che la sua amministrazione stia lavorando per provocare uno stallo delle trattative e non per ottenere un accordo che sia giusto, efficace e che includa la fine della distruzione delle foreste del pianeta“ conclude Campione.

Greenpeace stima che, per porre fine alla deforestazione, i Paesi industrializzati debbano investire 30 miliardi di euro ogni anno nella protezione delle foreste. La cifra suona enorme, ma è meno di quanto gli Stati Uniti abbiano dato a singole banche durante la crisi economica dello scorso anno.
 
La distruzione delle foreste e delle torbiere indonesiane rilascia in atmosfera enormi quantità di CO2. Per questo motivo l’Indonesia  occupa il terzo posto nella classifica dei paesi emettitori dopo la Cina e gli Stati Uniti. Al Campo di resistenza per il clima di Greenpeace da settimane si costruiscono dighe per bloccare il drenaggio e la distruzione di questi preziosissimi depositi di carbonio. Le torbiere di quest’area, infatti, trattengono circa due miliardi di tonnellate di carbonio che verrebbe emesso in atmosfera se questa foresta venisse distrutta.


- Uno Notizie Jakarta - Indonesia -

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