La mostra


Inizia un nuovo viaggio affascinante alla scoperta dei diversi saperi, professionalità e competenze dell’Agenzia del Territorio attraverso una narrazione che ripercorre le tappe della storia della cartografia e di quell’insieme di conoscenze scientifiche, tecniche e artistiche a essa connesse che hanno accompagnato, e anche spesso stimolato, l’evoluzione economica e il progresso tecnologico delle società umane.
L’esposizione “Un tesoro ritrovato. Dal rilievo alla rappresentazione” attraverso un percorso espositivo a carattere didattico-narrativo, suddiviso in quattro sezioni, riporta alla luce un prezioso patrimonio poco noto al grande pubblico.

La mostra copre l’arco temporale degli ultimi tre secoli, durante i quali l’Italia ha svolto un ruolo fondamentale nel mondo nel progresso del settore geotopocartografico e nella realizzazione e organizzazione della documentazione catastale.

Una breve introduzione storica apre il percorso testimoniando come i primi tentativi di misurazione e definizione del territorio abbiano origine nella notte dei tempi, sin dall’epoca preistorica, passando per l’antico Egitto e proseguendo nell’antica Grecia e in epoca romana per arrivare, superando la parentesi medioevale, direttamente all’Epoca dei Lumi.
Qui sono presentati alcuni pezzi storici che hanno consentito e facilitato le prime operazioni di rilevamento del terreno tra cui il “Cubito di Imen-m-ipet” proveniente dal Museo delle Antichità Egizie di Torino e la “Groma” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Tuttavia è con la la I sezione che si entra nel vivo del patrimonio dell’Agenzia con il racconto della nascita dei catasti geometrico - particellari nel XVIII e XIX secolo con una panoramica su alcune cartografie formate in epoca anteriore alla promulgazione della legge istitutiva del Catasto Italiano del 1886.
Punto di partenza è il “catasto teresiano” che esaudisce, con la sua attivazione nel 1760, l’antico sogno dell’Imperatore Carlo VI. Sono quindi presentati esempi di mappe dal catasto napoleonico, pontificio, franceschino e altri catasti ottocenteschi cui sono affiancate straordinarie tavole di cabrei e atlanti caratterizzati da decorazioni minuziose e raffinatissime dove nel contempo è possibile distinguere nel tratto e nelle scelte cromatiche un’abilità artistica sottile, una mente creativa, e una “ratio” matematico- tecnica, il tutto in un perfetto equilibrio e connubio.
A questi si aggiungono alcune raccolte della normativa e delle istruzioni tecniche, così precise, dettagliate e minuziose, sul modo di procedere nei rilevamenti, nel disegno della mappa e nella predisposizione di tutti i registri e documenti amministrativi, da poter essere ancor oggi prese a esempio.



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