Continuano a Viterbo i lavori del Forum dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, organizzato da Greenaccord.  In apertura di giornata è stata presentata una relazione sull’impatto dei cambiamenti climatici nel bacino del Mediterraneo.

Maurizio Sciortino, ricercatore Enea e membro del comitato nazionale per la lotta alla desertificazione, ha illustrato uno dei punti caldi maggiormente sensibili alle conseguenze del riscaldamento climatico. Dalla salinizzazione delle acque al raddoppio del numero di notti annue con più di 20 gradi (passate da venti a quaranta), alla perdita delle biodiversità, all’innalzamento del livello del mare. Effetti che coinvolgono indistintamente sia i paesi ricchi che quelli poveri. “Le popolazioni dei delta fluviali sono le più esposte - dice Sciortino - quello del Nilo, ad esempio, ospita 38 milioni di persone. Sei milioni sarebbero spazzate via da un aumento di un metro del livello marino, che farebbe perdere anche il dieci per cento delle terre arabili”.



Nella mattinata ampio spazio alle testimonianze, da ogni parte del globo, da parte di persone che ogni giorno si trovano a fare i conti sul cambiamento del clima: dall’Australia Tony Fontes porta il suo racconto di sub, quotidianamente di fronte ad una barriera corallina che perde la brillantezza dei suoi colori per lasciare il posto ad un progressivo sbiancamento. “E’ un segno tangibile - dice Fontes - della reazione di questi a qualche forma di stress, soprattutto l'aumento della temperatura dell'acqua. Là dove maggiori sono stati gli effetti del riscaldamento globale è stata riscontrata una maggiore incidenza dello sbiancamento; con un aumento di mezzo grado si ha una riduzione per i coralli del 90% di energia, con la conseguenza di non avere la forza per catturare cibo, e la conseguente esposizione al rischio di patologie. Dobbiamo fare qualcosa in fretta – conclude l’australiano – o i nostri oceani non avranno più confini”.


David Tobar Franco, dal Guatemala, ha visto negli anni la propria regione flagellata da precipitazioni meno frequenti e più intense e distruttive. “Prima pioveva sei mesi l’anno, ora la nostra vegetazione rigogliosa è solo un ricordo. E se a terra le coltivazioni sono minacciate ogni anno da improvvisi crolli di temperatura, non va meglio ai pescatori. C’è meno pesce, e molti finiscono nei guai con la legge perché sono costretti a oltrepassare le acque territoriali per sopravvivere. Il fiume più lungo, ben cinquecento chilometri, non è più navigabile dal 2003.


Marush Narankhuu, 68 anni, dalla Mongolia, ha paura per la sopravvivenza dei suoi 14 figli. “ La povertà della mia gente non permette un’istruzione scolastica tale da far comprendere la gravità del danno. E visto che anche l’acqua potabile comincia a scarseggiare, per fortuna ci stanno aiutando le Ong internazionali. La situazione è drammatica”.  “Ricordo, da quando ero bambina, il lago Khar Us, vicino alla mia comunità: era bellissimo. C’era tanta acqua e tanto verde e vivevamo bene, con bellissime stagioni. Ma negli ultimi 5 anni la situazione è mutata: il lago è evaporato, non c’è più erba, non ci sono più pesci, il bestiame si è più che dimezzato e molti si sono trasferiti. Nel 2002 avevo 600 capi, ora ne ho 250, e molti di essi continuano a morire nel fango di ciò che resta del lago Khar Us. La situazione della comunità dove vivo è ormai in condizioni minime di sopravvivenza, ma io non voglio andarmene. Questa è la mia terra”.


A fine giornata, per chiusura dei lavori del Forum, sono previste le testimonianze dei  della rete internazionale di Greenaccord che vivono nei loro paesi l’ardua missione di informare sui temi di sensibilità ambientale. Al termine, il presidente del comitato scientifico di Greenaccord, Andrea Masullo, presenterà l’appello ufficiale per Copenhagen, sottoscritto dai giornalisti e dai relatori presenti a Viterbo, che sarà consegnato a Bruxelles al presidente del Panel Internazionale per il Cambiamento Climatico, Rajendra Pachauri.


"Rotaie ecologiche e agroalimentare sostenibile" - l'approfondimento




- Uno Notizie, Viterbo - Lazio






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