Quale influenza sta avendo la crisi economica sul comparto turistico?


“La situazione economico-sociale generale continua a presentare notevoli difficoltà e tutti gli indicatori segnalano una persistente cautela nel consumo da parte delle famiglie, come reazione alle incertezze dei livelli occupazionali ed a conseguenza di minori disponibilità del bilancio familiare. La recessione non poteva non condizionare anche il sistema turistico del Lazio, dove sono state le piccole e medie imprese a risentire pesantemente della congiuntura. Il turismo svolge un ruolo rilevante nell’economia del Lazio, rappresentando il 12% del PIL regionale, in primo luogo grazie all’universale richiamo di Roma lungo tutto l’arco dell’anno. La Regione Lazio, nel suo complesso, è una sorprendente rappresentazione di tante realtà, dalle coste tirreniche alla montagna, dai borghi medievali, dai percorsi enogastronomici a quelli artistici o religiosi, le cui potenzialità non sono sempre e tutte adeguatamente conosciute e valorizzate”.


Ecco, quindi, la necessità di una promozione mirata e qualificata del nostro turismo. Può darci qualche ulteriore indicazione sulle modalità più efficaci per lo sviluppo di questo settore?

“Le difficoltà  economiche che stiamo attraversando inducono a stimolare l’adozione di campagne promozionali e commerciali specifiche per il recupero di flussi turistici delle vacanze, puntando decisamente a mettere sul mercato proposte per prodotto e con la consapevolezza di dover ragionare su prodotti di eccellenza e sul giusto rapporto prezzo-qualità dei servizi offerti. Occorre quindi concentrare le azioni di promozione, potenziando l’organizzazione di workshop, anche tematici, di educational per tour operator e di presentazioni delle destinazioni turistiche a specifici gruppi di opinione. E’ altrettanto importante sviluppare azioni di co-marketing con altri partner commerciali e prevedere un piano di infrastrutture moderne tenendo conto del ruolo sempre più importante assolto da internet a partire dal momento delle prenotazioni: un Web di tutti, con gli utenti protagonisti anche in termini di contenuti e valori. Gli operatori delle province devono massicciamente compiere questo salto di qualità tecnologico, attraverso la dotazione di infrastrutture e competenze, per offrire quei prodotti e servizi che oggi sono richiesti dal mercato globale. Di qui un ruolo fondamentale delle associazioni del turismo, delle imprese e degli enti locali nel collaborare su strategie e riferimenti operativi per affrontare nel miglior modo possibile la sfida della competizione”.


Dal 30 settembre al 3 ottobre avrà luogo la quarta edizione di VisiTuscia, quali sono le caratteristiche e le strategie di questo progetto?

“VisiTuscia è un progetto di marketing integrato territoriale. Parliamo di uno strumento efficace di promozione e commercializzazione, un progetto di partnership pubblico/privata tra la Regione Lazio, Provincia, Camera di Commercio e  Comune capoluogo . Grazie a queste iniziative la Tuscia ha retto meglio l’urto della crisi economica. Solo il VisiTuscia, nei tre anni precedenti, ha aumentato del 30% la programmazione della provincia di Viterbo nei cataloghi dei Tour Operator. Quest’anno il workshop VisiTuscia, dopo Bolsena, Tarquinia, Viterbo, avendo caratteristiche itineranti, si svolgerà a Civita Castellana nella cornice di Forte Sangallo. Si confronteranno buyers italiani e stranieri, provenienti dall’area di lingua tedesca e del nord Europa, con 200 operatori dell’offerta locale. Il workshop si terrà l’1 ottobre al Forte e vi prenderanno parte una cinquantina di buyer. Con una provincia ricca come la nostra di prodotti turistici diversificati sarà importante trasformare il patrimonio esistente in specifiche linee di prodotto e aggredire il mercato. VisiTuscia si pone questo obiettivo, proponendo la promozione del territorio come destinazione di turismi ‘tematici’ e ‘marchi d’area’, concependo un modo diverso rispetto a quello tradizionale nella promozione turistica”.


Questo tipo di manifestazione che indotto ha avuto nella Provincia di Viterbo nelle tre precedenti edizioni?

Da un monitoraggio effettuato presso i Tour operator ospitati nelle precedenti edizioni  abbiamo avuto un riscontro a dir poco eccezionale: quasi il 50 % di loro hanno inserito la Tuscia nella loro programmazione, dato questo che conferma come la formula del business to business (B2B) risulta vincente passando dal contatto al contratto. Infatti cerchiamo sempre di mettere di fronte due interlocutori seri ed interessati per costruire un rapporto di partenariato per essere allo stesso tempo più concorrenziali e competitivi.
Questo tipo di manifestazione Workshop dimostra tutta la sua validità rispetto a un nuovo modo di consumare i prodotti turistici superando il concetto di destinazione con quello della motivazione; infatti il turista indipendentemente da qualsiasi parte del mondo provenga è alla ricerca di nuovi stimoli, interessi, vuole conoscere più temi, vuole maggiori opzioni ma soprattutto, vuole maggiore qualità. E' proprio in questo aspetto, la qualità dei prodotti e dei servizi turistici, che la Tuscia si vuole proporre come “destinazione” di eccellenza.


Quale criterio avete utilizzato nel selezionare i Buyers che parteciperanno al Visituscia 2010?

Due sono i criteri di selezione: uno è quello delle aree di riferimento che per noi rappresentano importanti mercati da consolidare e da sviluppare, quello interno italiano e quello di lingua tedesca; l'altro criterio è quello dei prodotti trattati nella loro programmazione anche se ormai tutti i prodotti quali cultura, ambiente, terme, enogastronomia, benessere, sport, etc., sono trasversali tra loro. Questi prodotti, sempre all'insegna dell'eccellenza e della qualità, possono rappresentare i punti di attracco sul mercato per proposte nuove e allettanti per un turista sempre attento alle novità ma sopratutto alla qualità.

Sono certo che il visituscia unClubdiProdotto si confermi sempre più come una opportunità di lavoro e di business.
Auguro a tutti gli ospiti e partecipanti il più cordiale benvenuto nella provincia di Viterbo, a Civitacastellana  che ospita nella stupenda cornice del Forte Sangallo il Work Shop 2010.

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