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MILANO / 03-10-2010

QUOTIDIANO LIBERO, VICENDA GIORNALISTA BELPIETRO / scoperta possibile aggressione Belpietro, direttore giornale Libero

Belpietro: "C'è un clima che genera odio", un uomo messo in fuga a Milano dopo tre colpi sparati in aria dalla scorta. Ed è già polemica politica


Un tentativo di aggressione sull'uscio di casa, la scorta interviene sparando in aria, un uomo armato di pistola messo in fuga. E' successo la scorsa notte a Maurizio Belpietro, il direttore del quotidiano Libero. L'aggressore avrebbe puntato la pistola contro il poliziotto di scorta , ma non avrebbe premuto il grilletto. L'agente a quel punto ha avuto modo di sparare tre colpi colpi in aria e l'aggressore è scappato facendo perdere le proprie tracce.

BELPIETRO: "NON DIVENTEREMO MAI UN PAESE NORMALE" - "Temo non diventeremo mai un Paese normale, perche' non e' possibile esprimere pacatamente delle opinioni, ma anche con passione, perche' ogni discussione viene etichettata in qualche modo e poi dopo si e' accusati. Io non so di chi e' la colpa, certo e' che il tono in generale di alcuni, genera un odio, una cattiveria, un risentimento nei confronti delle persone che non la pensano in un certo modo che si nota, si percepisce". Cosi' il direttore del quotidiano 'Libero' Maurizio Belpietro a Rtl 102.5. Belpietro racconta di essere "rientrato a casa poco prima delle 22, orario abbastanza abituale, tra le 22.30 e le 23. Ho appena fatto in tempo a chiudermi la porta alle spalle quando ho sentito dei colpi di pistola. L'agente della scorta che mi aveva accompagnato a casa anziche' scendere come fa abitualmente con l'ascensore e' sceso invece per le scale, perche' probabilmente voleva fumarsi una sigaretta, ma appena si e' affacciato sul pianerottolo di casa mia si e' trovato davanti un uomo armato il quale gli ha puntato la pistola e ha cercato di sparare. Per fortuna la pistola si sarebbe inceppata e questo uomo allora e' corso per le scale cercando di scappare". Poi, prosegue Belpietro, "l'agente ha sparato cercando di fermarlo pero' non c'e' riuscito, e questa è la situazione. Questo uomo era vestito con una camicia che sembrava quella della Guarda di Finanza".

In risposta alle ipotesi di Repubblica sul fatto che la pistola dell'aggressore fosse una pistola giocattolo dice: "Io questo non lo so, io non l'ho visto. Certo uno non va in giro per le scale di un palazzo con una pistola giocattolo, mi sembra molto strano. A fare che cosa? Io sono scortato da otto anni per una serie di minacce, cose un po' strane". Belpietro ricorda anche che "qualche mese fa una persona ha cercato di introdursi in redazione spacciandosi per un tecnico con il dichiarato obiettivo di aggredirmi, lo ha confessato. Poi evidentemente ci sono stati altri episodi in questi anni".

LA POLITICA, SOLIDARIETA' E POLEMICHE - "Esprimiamo la nostra totale solidarieta' a Maurizio Belpietro. Quello che e' accaduto costituisce comunque un segnale molto preoccupante. Proprio ieri, provocando la reazione di Leoluca Orlando - e, visto il soggetto, ci onora - avevamo detto che il linguaggio violento usato nelle piazze, in Parlamento e in televisione e l'esaltazione della contestazione che toglie la parola agli avversari politici metteva in moto un meccanismo che alla fine suscita e provoca la violenza autentica". Lo dice il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. "Come e' noto- aggiunge- gli apprendisti stregoni che stanno in campo si fanno anche concorrenza sul piano di chi fa affermazioni piu' spericolate. L'esempio classico e' stato il discorso di Di Pietro alla Camera contro Berlusconi. Purtroppo, guardando i giornali di oggi, vediamo che alcuni di loro hanno chiaramente e volutamente sottovalutato un episodio che, solo per caso e per merito della scorta di Belpietro, ha evitato possibili conseguenze drammatiche".

"Esprimo al direttore Belpietro la solidarieta' totale e incondizionata da parte mia e di tutta l'Unione di Centro per il gravissimo e preoccupante episodio di ieri sera". Lo afferma in una nota il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, che aggiunge: "Faccio appello a tutte le forze politiche perche' si abbassino immediatamente i toni dello scontro: se accadono queste cose tutti, maggioranza e opposizione, devono assumersi le proprie responsabilita' e fare fronte comune per condannarle ed evitare che possano ripetersi".

"Ho chiamato Belpietro per esprimergli la mia totale solidarieta'". Lo dice Roberto Maroni interpellato a margine del 71^ anniversario del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco presso la scuola di formazione di Capannelle, a proposito dell'agguato subito stanotte dal direttore di Libero Maurizio Belpietro, che il ministro dell'Interno definisce "gravissimo". "Sono episodi brutti- sottolinea il capo del Viminale- che dovrebbero essere evitati, purtroppo sono anche suscitati da certe affermazioni e certi attacchi personali che non devono avere spazio nel dibattito e nel confronto democratico". Maroni aggiunge che il rispetto della opinioni altrui e' un principio fondamentale che troppo spesso viene dimenticato da chi pensa che per la lotta politica sia utilizzabile la violenza".

"L'attentato di cui e' stato vittima il direttore di Libero e' un atto sciagurato che non puo' che essere denunciato con vigore da ogni democratico". Lo dice Piero Fassino (Pd) nell'esprimere la sua solidarieta' a Belpietro. "La polemica politico-giornalistica, anche aspra- prosegue- non puo' mai autorizzare, ne' giustificare atti di violenza che negano in radice la convivenza civile, il rispetto delle persone, la democrazia".

Fonte: Agenzia Dire
www.dire.it


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commentiCommenti
hanno fatto bene, almeno adesso abbasserà la cresta e riderà un po´ meno sto presuntuoso berlusconiano che non è altro.
commento inviato il 02/10/2010 alle 6:57 da Kessy  













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