TUNISIA E LIBIA, FLUSSI IMMIGRATI / serve accordo Ue per gestire flussi e integrazione.
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"Ogni iniziativa in direzione del dialogo e della cooperazione, va  bene, e' un passo in avanti positivo ma quel che occorre e' un accordo  europeo sulla programmazione dei flussi e l'integrazione sociale. Lo  sostiene Foad Aodi, presidente della Co-mai, la Comunita' Araba in  Italia, secondo cui, "gli accordi bilaterali circoscritti ai rimpatri  per la loro limitatezza non risolvono la questione: quel che occorre  sono atti costruttivi sull'immigrazione programmata".

Insomma, una 
parziale 'soddisfazione' per l'esito dell'incontro tra il Presidente del  Consiglio, Silvio Berlusconi e il Primo Ministro tunisino Beji Kaid  Essebsi. "Non si puo' - aggiunge Foad - pensare di risolvere questioni  cosi' rilevanti con accordi bilaterali". Tunisia e Libia sono i paesi  cui il Presidente della Comunita' Araba in Italia dedica una particolare  attenzione. "La Tunisia - precisa - ha due grosse questioni interne da  risolvere: fronteggiare l'immigrazione massiccia dalla Libia e le  richieste di un forte cambiamento sociale, piu' lavoro e meno  disoccupazione, e istituzionale, di bonifica istituzionale per debellare  la corruzione, da parte dei giovani. Infine, c'e' una questione esterna:  va tenuto presente che il 90% dei tunisini arrivati in Italia si  considerano di passaggio perche' vogliono andare in altri Paesi europei,  Francia in testa. E questo spiega l'intervento di Sarkozy su  Berlusconi". Per questo, insiste Foad, "occorre un accordo comunitario  per governare i flussi". Dalla Tunisia alla Libia.

"Apprezziamo la 
posizione del ministro degli Affari Esteri e del Governo nei confronti  sia del Consiglio Nazionale transitorio che del popolo libico:  registriamo - conclude - con soddisfazione un passo costruttivo in  politica estera, rispetto all'assenza, al 'non disturbo' di Berlusconi  dei primi giorni della rivoluzione libica. Sicuramente il raccordo tra  l'Italia ed il Consiglio Nazionale transitorio, quando e' basato sulla  volonta' del popolo, sara' piu' efficace e produttivo in materia di  politica estera, immigrazione e dialogo tra i popoli non solo libico ma  tutto il mondo arabo. Ci auguriamo che a giorni finisca il massacro dei  civili libici e non ci sia bisogno di armare nessuno".

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