23 Settembre, ultime notizie - INFERNO A LAMPEDUSA. Dopo gli scontri e i feriti, iniziati i rimpatri a Lampedusa - Mobilitata anche l'aviazione per facilitare e velocizzare il rimpatrio degli immigrati tunisini sbarcati a Lampedusa e protagonisti delle tristi vicende dei giorni scorsi.

Sono stati dieci i voli coinvolti ieri nelle operazioni: 8 Hercules appartenenti all'esercito e 2 aerei commericiali messi a disposizione dalla compagnia Mistral. I voli dopo aver raggiunto Lampedusa hanno fatto scalo a  Palermo per poi ripartire alla volta di Tunisi. Nell'operazione sono state coinvolte anche due navi, che da Palermo riporteranno gli immigrati in Tunisia: si tratta della Moby Fantasy e dell'Audacia della compagnia Gnv. 

Il rimpatrio ha riguardato anche altri 72 migranti che nei giorni scorsi erano sbarcati nella vicina isola di Linosa, 90 minori e sei nuclei familiari che erano ospitati nel centro di prima accoglienza di Cala Creta.


22 Settembre, ore 14.00, ultimi aggiornamenti, Lampedusa -
La nottata è trascorsa tranquillamente a Lampedusa dopo i disordini di ieri. I provvedimenti comunque non hanno tardato a dare i loro effetti: durante la notte sono stati espatriati circa 300 tunisini con voli militari, rimangono ora sull'isola circa 500 immigrati tra quelli arrivati nell'ultimo sbarco.

Posti in stato di fermo dalla Polizia di Stato quattro migranti ritenuti responsabili dell'incendio sviluppatosi nei giorni scorsi nel centro di prima accoglienza dell'isola. Scatta la detenzione anche per altre sette persone: quattro scafisti, coinvolti nello sbarco e tre tunisini rientrati in Italia dopo essere già stati espulsi. 

INFERNO A LAMPEDUSA. Scontri e feriti dopo l'ultimo sbarco a Lampedusa . 
Ultime notizie, Lampedusa, -   Giornata di ordinaria follia ieri a Lampedusa. L'isola era tornata al centro dell'attenzione nei giorni scorsi con il rogo al Cpa (centro di prima accoglienza) ma ieri il primo lembo d'Italia, per chi fugge dal nord Africa ha rischiato di diventare un inferno.

Tutto ha inizio con la provocazione di alcuni tunisini che dopo aver dormito nell'area di un distributore di benzina hanno sottratto delle bombole di gas a un ristorante e hanno minacciato di farle esplodere. I lampedusani che assistevano atterriti alla scena dalle finestre delle loro case sono scesi in strada ed è nata una sassaiola. Gli agenti della polizia sono intervenuti per tentare di dividere le due fazioni, frapponendosi tra gli uni e gli altri per evitare pestaggi.

Quando però uno dei tunisini ha aperto una bombola del gas contro gli agenti, gli immigrati sono stati subito caricati. Sono partite manganellate e spintoni, poi i tunisini si sono allontanati ed è iniziata una vera e propria caccia all'immigrato con i lampedusani inferociti che hanno costituito delle vere e proprie ronde e hanno assalito anche cronisti della Rai e di Sky, accusandoli di essere complici del disastro.

La tensione è salita alle stelle, quando alcuni immigrati rimasti intrappolati nel distributore di benzina hanno rischiato il linciaggio da parte della folla. Dopo il rientro dei tunisini nel Cpa, il bilancio finale è stato di 11 feriti di cui quattro appartenenti alle forze dell'ordine; uno di loro è stato trasferito a Palermo con un'eliambulanza.   

Tentativi di aggressione anche nei confronti del sindaco Dino De Rubeis che è stato accusato dai cittadini di aver tenuto nei mesi scorsi un atteggiamento sbagliato. ''Anch'io ho rischiato di essere aggredito (...). Mi si accusa di essere stato troppo accogliente. Qui non siamo più davanti ad un'emergenza umanitaria ma ad uno smercio umano su cui qualcuno lucra. E i lampedusani hanno ragione a difendersi da soli. Nessuno si azzardi ad accusarci di razzismo''. Sono seguiti appelli concitati del primo cittadino al Presidente della Repubblica, alla prefettura di Agrigento e al Viminale.

Il ministero dell'Interno con il sottosegretario Sonia Viale ha assicurato che : "Entro le prossime 48 ore tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere poi rimpatriati". Non solo, il sindaco che in seguito si è scusato pubblicamente per lo sfogo contro i rappresentati dello stato e del governo, ha aggiunto che "sono stati predisposti undici voli per trasferire nelle prossime ore tutti i tunisini. (...) Maroni mi ha detto che Lampedusa non sara' piu' considerata 'porto sicuro', in quanto priva di un centro di prima accoglienza, e dunque gli immigrati soccorsi in mare saranno trasferiti con le motovedette direttamente a Porto Empedocle o in altri scali siciliani''.

E intanto Lampedusa rimane un' isola sempre più militarizzata che acquista lentamente la fisionomia di un focolaio di guerra civile, con abitanti in guerriglia, centri di accoglienza bruciati, scuole chiuse perchè a rischio sassaiole e sindaci scortati dalla Digos che si sono muniti di mazze da baseball per trattare con i cittadini.  





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