Mafia nel Lazio, ultime news, Viterbo - Alla fine di novembre un mobilificio di circa 6000 mq, Mondo Convenienza di Viterbo,  è andato completamente distrutto a causa di un incendio …”sulle cui cause sta indagando la procura della repubblica di Viterbo con la collaborazione del NIA (nucleo investigativo antincendio) dei vigili del fuoco. Al termine delle indagini del N.I.A. si provvederà allo smassamento delle macerie ed alla rimozione delle strutture pericolanti. Gli ingenti danni supererebbero i 2 Milioni di euro. Sono a  rischio quaranta, 40,  posti di lavoro.Le fiamme, altissime, secondo i primi accertamenti, hanno compromesso in modo irreparabile gran parte del capannone industriale che ospitava l’attività. La ricostruzione del mobilificio richiederebbe infatti molti mesi. Questa mattina, i dipendenti si sono presentati alle 7 per prendere lavoro, ma si sono trovati davanti uno spettacolo desolante. Poco dopo sono giunti sul posto il sindaco di Viterbo Giulio Marini e l’assessore allo sviluppo Paolo Muroni, per rendersi conto di persona dei danni causati dall’incendio e per chiedere informazioni sulla sorte dei dipendenti. Ma i vertici dell’azienda non hanno potuto fornire alcuna risposta.”Il Comune è a disposizione della Prefettura per dare tutto il supporto alle famiglie e all’azienda – ha commentato Marini -purtroppo la situazione è difficile ma cercheremo di fare il possibile”.







Oggi nel proposito ho letto, e commentato,  un articolo: La Tuscia viterbese nuova terra di mafia? Informare per Resistere: “Che le mafie siano arrivate ormai da tempo a Roma non vi è ormai alcun dubbio come non vi è alcun dubbio che, negli ultimi anni, ci sia un espansione del fenomeno mafioso nelle zone della Tuscia Viterbese e della Costa Tirrenica. Approfittando della complicità – a volte involontaria a volte no – della popolazione e delle istituzioni locali ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra stanno colonizzando un territorio che, fino a pochi anni fa, sembrava essere uno dei pochi a non essere contaminato dalla criminalità organizzata.

Nella zona sono presenti clan di spicco delle varie organizzazioni criminali; a Tarquinia e lungo la Costa Tirrenica fino a Montalto di Castro è forte la presenza del clan calabrese dei Piromalli e del clan nomade dei Casamonica, specializzati nel traffico di sostanze stupefacenti e nel campo delle energie rinnovabili, a Santa Marinella e nella zona Cerveteri-Ladispoli è stata registrata la presenza del clan campano dei Di Lauro e dei Pulvirenti, affiliati alla famiglia catanese dei Santapaola, che hanno fatto del settore turistico delle due città il loro massimo guadagno, mentre la famiglia Rinzivillo avrebbe conquistato alcuni appalti legati all’ Enel e al porto di Civitavecchia.

Punto d’incontro delle varie famiglie sembra essere Viterbo; nel capoluogo di provincia le tre principali organizzazioni criminali del Paese decidono come spartirsi gli affari legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, agli appalti delle grandi opere pubbliche, alle imprese, al pizzo. E se c’ è qualcuno che non vuole pagare o stare alle regole del gioco ecco riunirsi un apposita commissione composta da esponenti di tutte le organizzazioni presenti sul territorio e nel giro di poche ore parte l’ intimidazione, a volte l’ omicidio. L’ ultimo caso di intimidazione probabilmente a scopo di estorsione in ordine di tempo è l’ incendio, secondo gli inquirenti doloso, che ha distrutto il capannone di Mondo Convenienza proprio a Viterbo.

I titolari negano di aver ricevuto richieste di pizzo da parte della criminalità organizzata anche se la procura sembra non escludere la pista mafiosa. All’interno del capannone è stato rinvenuto un grande quantitativo di liquido infiammabile che, posizionato in diversi punti dell’ edificio, ha bruciato la mobilia, fuso le travi in ferro e portato il cemento oltre il punto critico. Quello di Mondo Convenienza è il sesto capannone che brucia nella Provincia di Viterbo ed è questo un dato che dovrebbe far riflettere la cittadinanza e le istituzioni. Insomma, quella della Tuscia Viterbese e della Costa Tirrenica è una situazione da affrontare subito e in maniera energica. Non certamente come la si è affrontata sino ad ora, non certamente con una classe politica che a volte chiude non uno ma tutti e due gli occhi e si rende complice delle organizzazione criminali.”

L’ho commentato così: vivo a Capranica (Vt) dal 2003, qualche anno fa insieme all’indimenticabile amico Peter Boom, andai a Viterbo era il 21/5/08, copio quanto scrissi…usatelo come ritenete opportuno.

Antimafia? No, aeroporto piuttosto

C’è poco da stare allegri nel Viterbese, quello in mezzo allo Stivale… si è svolto lunedì 19 maggio nella Sala conferenza della Provincia di Viterbo un incontro dibattito con l’Associazione antimafia “Antonino Caponnetto” per la Regione Lazio, che ha avuto come relatori Luigi De Ficchy, magistrato antimafia e Mario Almerighi, magistrato, anche detto far parte dei “pretori d’assalto”, sul tema: “Costruiamo insieme, istituzioni e cittadini, la catena umana per impedire la penetrazione mafiosa nella provincia di Viterbo”. Erano presenti amministratori, magistrati e associazioni, una cinquantina di persone. Grande assente la stampa, l’Informazione…, niente foto, né filmati, né video della Rai tg regione ma quelle amorevoli e ancora tutte in piedi Notizie già passate di feste di pugnaloni, ciambelle all’anice, emergenze cinghiali,disfunzioni erettili…sono rimaste on line, con una straordinaria, a caratteri maiuscoli: “Una sfida politica vincente per il nostro territorio – realizzare subito l’aeroporto”.

Non casualmente, Alessandro Mazzoli, presidente della Provincia, incontrando nei giorni scorsi 45 giovanissimi studenti delle medie inferiori che gli avevano chiesto: “Qual è la cosa più importante che ha fatto per Viterbo e la provincia?”, ha risposto: “Tra le più recenti l’impegno nei confronti del Governo affinché l’aeroporto si realizzasse a Viterbo. Una delle principali novità degli ultimi decenni”. Il 19 luglio 2007, ricordando i quindici anni dalla morte di Paolo Borsellino, venne pubblicato questo testo dall’Informazione locale: “Se tutti ci riconoscemmo allora nella figura di Antonino Caponnetto non fu solo per il suo volto e contegno ieratico e straziato, e la sua personale vicenda e figura magnanima e dolente, di antico padre di eroi greci, di antico padre biblico di eroi, ma perché seppe due volte dire quello che tutti sentivamo: lo smarrimento profondo e indicibile quasi, e poi la volontà di riscatto, di proseguire la lotta, di non permettere che Falcone e Borsellino fossero assassinati una seconda volta dalla resa, dal tradimento, dall’oblio”; ma questi erano altri giovani, non più issimi, era Azione Giovani di Viterbo.

Il tradimento, l’oblio… parole enfatiche rispetto a quelli di sei mesi dopo: “L’aeroporto rischia di portare la mafia”, aprì con questo titolo in prima pagina un quotidiano locale, “La voce di Viterbo”, sintetizzando un passaggio cruciale della conferenza stampa di fine anno che si tenne il 28 dicembre 2007 dal prefetto di Viterbo Alessandro Giacchetti. Tornando all’incontro “antimafia” del 19 maggio, si poteva conoscere, oltre all’opera costante e rigorosa del magistrato Luigi De Ficchy, anche la testimonianza vissuta e scritta di Mario Almerighi, presidente della fondazione Sandro Pertini, che raccontò nel suo libro “Petrolio e politica”, il ‘padre di tutti gli scandali’ della storia repubblicana, quello petrolifero del 1974, che fece “tremare il palazzo” anche se, alla fine, “una grande coperta ha messo tutto a tacere”. Lo presentò il 6 ottobre del 2006 in un’altra Sala provinciale, quella di Genova, con Nando Dalla Chiesa, Gherardo Colombo, Marco Travaglio e l’assessore Castellani.

Ma questi scritti sembrano far parte di una rivisitazione negazionista oggi, come certi giornalisti presenti ancora, considerati alla stregua di narratori, affabulatori, diffamatori.

Quindi stampa, autorità, cittadini pro lavoro, turismo, sviluppo economico, ricerca, innovazione erano quasi tutti assenti, giustificati per carità. “Oggi sono i mafiosi che devono scendere in piazza per far sapere che la mafia non esiste”, parola di Giancarlo Caselli. La società civile ringrazia e ha capito quanto detto dal sindaco Marini per i festeggiamenti di domenica scorsa, in onore di Maria Santissima Liberatrice: “La città ha bisogno del suo esempio e della sua protezione”.A tal proposito, un consiglio: leggere, anche solo sfogliare, il libro “I banchieri di Dio”, di Amerighi- Editori Riuniti del 2002, sul caso di Roberto Calvi. Sembra tutto avvolto nella nebbia del nostro scontento e della Loro soddisfazione.”
www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=printpage&artid=6860

Intanto un po’ di musica non ce la facciamo mancare:  Mina canta “Il mondo è grigio”, canzone di Éric Charden del 1968, come ci disse Peter Boom, a noi 4 gatti…: Vi sarò vicino. Forza e coraggio.












www.reset-italia.net/2011/12/12/mondo-convenienza-tuscia-viterbo-mafia-antimafia-incendio


Doriana Goracci

Commenti

Perchè noi, massa di pecore, non ci diamo da fare Cosa aspettiamo dai mmmonti C se non un proseguo più diplomaticamente allestito ma dai risultati che di positivo hanno ben poco a nche vedere con le aspettative dei non politici-vaicanisti-banchieri troppobenestanti
commento inviato il 13/12/2011 alle 5:50 da pendesini adriano  
contro le mafie non si può fare niente perchè, di fatto, è supportato dal sistema politico intero che parte dalle radici comunali ed arriva al parlamento. Non a caso contro l´evasione la corruzione ed il nero, tutte legate al movimento di contante, non si introducono leggi serie atte ad impedirle o a prevenirle almeno al 90 Come tassa sulle operazioni in contante del 3 con raccolta dei codici fiscali (ormai ci vuyole anche per unalbergo o un viaggio o l´acquiesto di un elettrodomestico oltre che in banca e dal notaio. Segnalazione automatica di come il singolo contribuente superi i 6000 euro in corso d´anno di operazioni in contante ed immediata cartella esattoriale pari all´irpef corrispondente .... considerando le operazioni in contante alla stregua di un ulteriore reddito. Se non si può inmediure l´evasioe e la corruzione ed il nero almeno ci si paghino le tasse sopra.
commento inviato il 14/12/2011 alle 0:37 da azing  
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