“C’è preoccupazione e
incertezza della disponibilità del reddito familiare per il futuro”
Come già si è visto nell’indagine
previsionale sui consumi nel periodo natalizio presentata dalla
Confesercenti di Viterbo all’inizio del mese di dicembre, arrivano
già le prime conferme di una recessione sui consumi in generale.
Questo clima aggravato dall’eccessivo peso delle imposte sui
consumi, dice Vincenzo Peparello, Presidente della Confesercenti di
Viterbo e responsabile regionale del turismo della stessa
confederazione, mettono in crisi la spesa destinata all’acquisto
dei prodotti e dei regali natalizi ma anche la spesa del menù, cene,
pranzi e veglioni e fanno serrare le fila alle famiglie. Infatti la
festa più tradizionale sarà per la stragrande maggioranza
all’insegna del calore domestico. Nove persone su dieci (92%)
resteranno la serata della vigilia ed il giorno di Natale a casa
propria o di amici. Questo vale un po’ meno per i giovanissimi di
età compresa tra i 18 e i 24 anni che sceglieranno il ristorante o
la vacanza.
Menù Low Cost
Se la tradizione tiene, altrettanto non
si può dire della spesa media per la cena e il pranzo di Natale, che
si riduce drasticamente. Per il menù delle feste infatti, gli
italiani spenderanno 2,3 miliardi di euro, 542 milioni di euro in
meno rispetto al 2010.
Diminuisce la spesa pro capite
familiare che passa da €. 109 del 2010 a €. 88.
Troppe tasse, meno Natale
A pesare sulla spesa più che i prezzi
– sono moltissimi i commercianti che, già prima dei saldi,
praticano sconti sostanziosi – conta la condizione economica
familiare, indicati come uno dei maggiori ostacoli dalla metà degli
intervistati.
Vini e gastronomia tipica di qualità
diventano regali
Fortunatamente, come già detto
nell’indagine sui consumi natalizi , i prodotti tipici di qualità
sono gli acquisti che vanno per la maggiore e andranno a finire sotto
l’albero dell’83% degli intervistati, battendo per la prima
volta l’abbigliamento che, invece, quest’anno sarà il desiderio
di un italiano su due (specie i più giovani), parimenti ai libri o
ai giocattoli, scelti entrambi da chi ha figli piccoli e che abbina i
due tipi di dono. Più di un giovane su tre (36%) sotto l’albero
vorrebbe però trovare un lavoro. Seguono la riduzione dei costi
della politica, meno tasse, ed un rinnovamento della classe
dirigente. Ma c’è persino un 7 % che non vedrebbe male l’uscita
dall’euro.
Mancano i soldi e la fiducia
I tagli alla spesa natalizia sono
chiaramente influenzati dal cattivo clima economico. Quasi un
italiano su 3 (28%), infatti, sostiene di riuscire ad arrivare, con
lo stipendio, solo fino alla terza settimana del mese: lo scorso anno
aveva dato questa risposta solo il 20% degli intervistati. Salgono
anche, del 2%, gli italiani che dicono di arrivare alla seconda
settimana: adesso sono il 10%, un italiano su dieci. Crolla il numero
di persone che riesce a coprire tutti e
trenta i giorni del mese con lo stipendio: sono solo il 62%, lo
scorso anno erano il 72%. Diminuisce, di conseguenza, la fiducia
nelle possibilità personali dell’Italia. La percezione di navigare
in acque decisamente agitate viene confermata dal giudizio negativo
dato, dal 69% degli italiani, alla situazione economica attuale in
Italia.
Il Presidente Vincenzo Peparello fa un
appello ai viterbesi di consumare, acquistare e fare come regali solo
prodotti tipici di qualità locali, vero valore aggiunto della
Tuscia, in modo tale da far del bene a noi stessi e al nostro
territorio.
Osservatorio commercio e
turismo