Da quattro anni, il prof. Mario Monti, che fa parte con Mario Draghi e Lucas Papadémos del 'gouvernement Sachs', come ha scritto Marc Roche su 'Le Monde' il 12 novembre scorso, rilascia dichiarazioni entusiaste sulla necessità di riprendere 'le riforme di struttura' ideate negli anni Sessanta da Riccardo Lombardi. E domenica 'Il Riformista' ha riportato su un'intera pagina l'intervento del prof. Monti ad un convegno su Lombardi, organizzato nel 2007 da Claudio Signorile, uno dei tanti magnifici discepoli, come Fabrizio Cicchitto e Gianni De Michelis, che non esitarono per un pugno di dollari a pugnalare alle spalle l'Ingegnere acomunista che mai una volta ebbe a che fare con la giustizia, se non nel 1953, ma per aver preso le difese di un lavoratore picchiato dalla celere!

Basta scorrere brevemente i percorsi di vita di Lombardi e del prof. Monti per rendersi conto che si tratta di due personalità tra loro "inconciliabili ed opposte". Come "inconciliabili ed opposti" sono stati il capitalismo e il neoliberismo con il 'socialismo rivoluzionario' di Lombardi che si inventò 'le riforme di struttura' per distinguersi nettamente dai riformismi di maniera in voga ai suoi tempi, come la socialdemocrazia, che non contestavano il capitalismo dall'interno per riformarlo e rovesciarlo, ma pensavano di poterlo gestire democraticamente.


Ebbene, il prof. Monti non perde occasione per rilasciare dichiarazioni sulla necessità di avviare nel Paese 'le riforme di struttura' o 'riforme strutturali', come preferisce chiamarle, e lo stesso ha imparato a fare il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, un pò ossessionata dall'abrogare l'art.18 dello Statuto, per legittimare la sua azione neoliberista a suon di liberalizzazioni e privatizzazioni.

Iniziò con un articolo sul 'Corriere della Sera' nel 2007 all'epoca delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni del Governo di Romano Prodi, a prodursi in un contorto, arzigogolato, pressoché impossibile esercizio di legittimare 'da sinistra', con la riscoperta delle 'riforme strutturali', un processo di chiaro stampo neoliberista, totalmente estraneo alla impostazione teorica e alla prassi politica di Lombardi.


Come dire, secondo il prof. Monti, e secondo la Fornero, se Lombardi fosse oggi vivo approverebbe le liberalizzazioni e le privatizzazioni, a cominciare dai 'beni comuni' come l'acqua e anche casomai il salvataggio con denaro pubblico delle banche 'stressate' dai debiti accumulati, l'abrogazione dell'art.18 dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori, la deregulation del mercato del lavoro, in una parola le 'idee fallite', come le ha definite Paul Krugman, del 'laissez faire' il mercato!

Certamente su questa sciagurata linea neoliberista, che ha causato l'attuale grave devastante e drammatica crisi economica e sociale, la peggiore dalla Grande Depressione del 1929, il prof. Monti si ritrova come alleati e 'compagni di merenda' personaggi squallidi come Signorile, Cicchitto, De Michelis, Sacconi e Brunetta, e come tanti ex-Pci e ex-Psi, affascinati e sedotti dai vari Giavazzi e Alesina.


Se così fosse, se così è, non importa più di tanto: il prof. Monti trovi dove vuole i suoi alleati, i suoi 'compagni di merenda', ma, per favore, lasci stare Riccardo Lombardi, il suo pensiero e la sua prassi politica! Per un fatto elementare di onestà intellettuale e di verità storica!

Da Rettore della rinomata Bocconi, da economista di grido, il prof. Monti dovrebbe sapere quanto le sue idee, e l'ideologia che le sostiene, siano stridenti, incompatibili, all'opposto delle idee e dell'impostazione teorica da cui derivano, di Lombardi: non si presti, prof. Monti, ad operazioni intellettuali così basse da non rispecchiare la sua fama di grande economista ampiamente riconosciuta in Italia e in Europa! E soprattutto non infanghi anche Lei, l'immagine di onestà, pulizia, rigore intellettuale, di intelligenza e capacità di analisi, di Lombardi, come hanno fatto i tanti miseri discepoli.

Oggi, sia tranquillo e sereno prof. Monti, Riccardo Lombardi non condividerebbe nulla di quel che Lei e la sua Ministra 'lady di ferro', state facendo e non approverebbe neanche il comportamento del Presidente della Repubblica che a maggio scorso ricordando un altro grande protagonista della sinistra italiana, Antonio Giolitti, citò da 'Lettere a Marta', un passo in cui Giolitti proponeva alla sinistra "un'alternativa credibile, affidabile, praticabile". E Napolitano aggiunse: "o la sinistra immagina così l'alternativa oppure resterà all'opposizione".

Non era certamente Lei, prof. Monti, nè la sua Ministra, nè il suo governo tecnico, con qualche banchiere super-retribuito, l'alternativa credibile affidabile praticabile, cui pensava Giolitti!

Ecco tra Lombardi e Giolitti ci fu quell'assonanza di idee e progetti, le riforme di struttura e la programma economica, che, purtroppo, si rassegni prof. Monti, non c'è e non può esserci con Lei.


Carlo Patrignani

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