Sergio Tanturli, 58 anni, ex maresciallo dell’Aviazione, pensionato, sposato con figli, militante dei Verdi, è stato per anni un uomo ossessionato dal desiderio di ottenere quel potere politico, tanto invidiato ai suoi avversari e che alla fine lo ha fatto cadere.

Aveva spedito ben tredici lettere minatorie a tre prefetti che si sono succeduti a Viterbo negli ultimi cinque anni, contenenti proiettili di pistola e di carabina, che lui chiamava “confetti funebri”. Stesso trattamento per il sindaco di Ronciglione, Alessandro Giovagnoli, a cui erano state inviate sei lettere. Probabilmente altre lettere erano state inviate al predecessore Massimo Sangiorgi.

In ogni caso l’obiettivo era quello di infangare gli amministratori in carica, fornendo ai prefetti qualche stimolo per approfondire episodi di presunta corruzione o di malgoverno compiuti dai sindaci in carica.

Secondo il capo della Digos Monia Morelli e il comandate della Compagnia carabinieri di Ronciglione, maggiore Guglielmo Trombetta, che hanno spiegato l’operazione di arresto in una conferenza stampa, Sergio Tanturli sarebbe stato smascherato dal test del dna, rilevato dai francobolli delle varie lettere e dagli elementi raccolti autonomamente dalla Digos e dai militari, poi confluiti in un’unica indagine.

L’uomo è stato arrestato questa mattina all’alba. Nei suoi confronti, il Gip Franca Marinalli, su richiesta del Pm Fabrizio Tucci, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per minacce a pubblico ufficiale, in relazione alle lettere pesantemente minatorie spedite ai prefetti, e per stalking nei confronti del sindaco Giovagnoli.

La prima lettera minatoria risale al 31 luglio 2007 ed era indirizzata al prefetto Alessandro Giacchetti. Era firmata, come quelle successive, con sigle di organizzazioni terroristiche degli anni ’70 e ’80. ''Ma come abbiamo accertato durante le indagini – ha spiegato la dottoressa Morelli nel corso di una conferenza stampa – ha agito sempre da solo e non ha mai avuto alcun contatto con alcun gruppo eversivo''.

A Giacchetti ha inviato complessivamente tre lettere, con le quali lo minacciava di morte qualora non avesse fatto luce su presunte irregolarità nelle ‘corse a vuoto’, gare di cavallo senza fantino, una tradizione secolare di Ronciglione, sospese definitivamente alcune anni fa, a seguito della morte di una cavalla, ‘Tiffany’. Tanturli, secondo l’accusa, sperava che la sospensione del Palio avrebbe gettato un forte discredito sull’amministrazione di centrodestra allora in carica.

Dal marzo 2010, ha iniziato a inviare lettere sempre più minacciose a Carmelo Aronica, succeduto a Giacchetti alla guida della prefettura. La richiesta, in questo caso, era di eseguire controlli accurati nelle attività commerciali del lago di Vico che, a suo dire, tenevano rapporti illeciti con gli amministratori locali nonché sull’inquinamento del bacino''.

Poi è stata la volta di Giovagnoli, esponente di punta del Pd, che aveva deciso di concorrere alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato a sindaco. Tanturli sapeva che avrebbe stravinto. Così gli ha inviato ben sei lettere contenenti minacce di morte contro di lui e i suoi familiari per farlo desistere. Ma non c’è riuscito: Giovagnoli ha vinto sia le primarie che le elezioni.

Ma non è ancora tutto: nel tentativo di sbarrare la corsa a Giovagnoli e ritenendo il sindaco uscente Massimo Sangiorgi perdente, è pesantemente sospettato di aver inviato lettere di minacce, una delle quali con un ‘confetto funebre’ anche a quest’ultimo. Il suo scopo era quello di indurre Sangiorgi a farsi da parte per candidare un esponente del centrodestra con più possibilità di vittoria.

Infine, subito dopo l’insediamento di Giovagnoli, è stata la volta del prefetto in carica, Antonella Scolamiero, alla quale avrebbe inviato ben sette lettere infarcite di minacce intimandole di fare luce ''sulle ruberie'' dell’amministrazione comunale.

''La svolta nelle indagini – ha detto il maggiore Trombetta – c’è stata quando ci accorgemmo che le lettere inviate a sindaco avevano l’identico stile di quelle spedite ai prefetti. Da un confronto tra i sospetti della Digos e quelli dei carabinieri siamo arrivati a puntare l’attenzione sull’uomo arrestato oggi''.

Durante la perquisizione della sua casa sono stati trovati alcuni proiettili da guerra. Nei suoi confronti è così scattato una seconda ordinanza di arresti domiciliari.

Attualmente Tanturli è presidente dell’Associazione Scuderie, che fino all’anno scorso si occupava dell’organizzazione delle corse a vuoto.




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