Torna il secondo appuntamento con Report, in onda lunedì 7 ottobre su Rai Tre, ultime news televisione -
Questa sera, alle ore 21 e 05 i giornalisti di Report sono andati a verificare cosa concretamente c'è nel "Decreto del Fare" e le relative iniziative prese dal governo per rendere più trasparenti e efficaci le nomine delle grandi società a partecipazione pubblica, dall'Eni all'Enel, da Finmeccanica all'Anas, passando per Ferrovie.

Tutte iniziative presentate con grande rilievo come fossero la medicina giusta per i mali della crisi e rimettere in sesto il nostro Paese. E' così? A quegli annunci sono seguiti i fatti?
Come verranno utilizzati i miliardi portati a casa da Letta per incentivare l'occupazione giovanile? Cosa hanno pensato i nostri politici per valorizzare i nostri capolavori nascosti?
Uno degli annunci ai quali si è dato tanto rilievo è il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Da dove arriveranno i soldi?

Verrà inoltre trattato il complesso macchinario della burocrazia, che costa ogni anno alle piccole e medie imprese 31 miliardi di euro. Il "Decreto del Fare" ha previsto di snellire le procedure burocratiche e a indennizzare le imprese che hanno subito dei ritardi da parte dei funzionari pubblici. Ma è efficace?

Quanto deve valere la nostra abitazione? Due terzi della ricchezza totale italiana, circa 9mila miliardi di euro, sono costituiti da immobili e sul loro valore si pagano tasse di vario genere: Imu, Tares, Service Tax, Irpef. Peccato che la rendita catastale, la base su cui si calcola l'imponibile, non venga aggiornata da decenni e, soprattutto nei centri storici, sia estremamente distante dai reali valori di mercato e spesso sia origine di ingiustizia sociale, tra cittadini di diverse regioni, comuni, ma anche di quelli che abitano sulla stessa via o addirittura sullo stesso pianerottolo.

Infine la mediazione civile obbligatoria, che dal 20 settembre è tornata in vigore. Cos'è? I cittadini prima di iniziare una causa civile devono andare davanti a un mediatore, che prova a trovare un accordo. Si applica a un vasto numero di materie, liti condominiali, casi di responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa, successioni ereditarie, contratti bancari e anche a liti di alto valore economico. A introdurre questo strumento ci aveva già pensato Alfano nel 2010 poi però era intervenuta la Corte Costituzionale a bloccare tutto. Chissà come andrà stavolta.

 
Di seguito i servizi che andranno in onda questa sera


Direttiva: Nomine pubbliche
di Luca Chianca


A giugno il Ministero dell'Economia ha varato una nuova direttiva per selezionare i top manager delle oltre 32 società partecipate dallo Stato e, la scorsa estate, sono arrivate le prime nomine: Anas, Invitalia, Ferrovie dello Stato e Finmeccanica. Come sono stati scelti i nuovi amministratori che guideranno le nostre aziende pubbliche per i prossimi anni?


Riforma fiscale: Il catasto
di Emilio Casalini


Due terzi della ricchezza totale italiana, circa 9mila miliardi di euro, sono costituiti da immobili, su cui si pagano tasse di vario genere: Imu, Tares, Service Tax, Irpef. Peccato, però, che la rendita catastale, la base su cui si calcola l'imponibile, non venga aggiornata da decenni e, soprattutto nei centri storici, sia estremamente distante dai reali valori di mercato. Con la riforma del catasto, approvata a fine settembre dalla Camera, le sperequazioni in materia potrebbero finalmente essere sanate

 
Decreto del fare: Burocrazia
di Claudia Di Pasquale


La burocrazia costa ogni anno alle piccole e medie imprese 31 miliardi di euro, eppure le amministrazioni pubbliche rilasciano autorizzazioni e documenti con mesi di ritardo. Più che semplificare, la burocrazia complica la vita degli imprenditori italiani. Oggi però c'è il decreto del fare che prova a snellire le procedure e a indennizzare le imprese che sono stati danneggiati dai ritardi. Vediamo come funziona.


Decreto del fare: Debiti pubblica amministrazione
di Emanuele Bellano


I debiti della pubblica amministrazione verso le imprese ammontano a 90 miliardi di euro. A luglio, con il "decreto del fare", il governo Letta ha annunciato lo sblocco dei primi 16 miliardi. Ma guardando tra le pieghe del provvedimento, si che la copertura finanziaria al decreto arriva dall'aumento delle tasse locali e che i 5 miliardi di finanziamento per l'acquisto di nuovi macchinari, promessi alle piccole e medie imprese, rischiano di non arrivare mai.


Decreto del fare: Mediazione
di Claudia Di Pasquale


Dal 20 settembre è tornata in vigore la mediazione civile obbligatoria. Prima di arrivare alla causa civile, devi per forza passare per un mediatore, che cerca un accordo amichevole tra le parti. L'obbligo riguarda svariate materie: liti condominiali, casi di responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa, successioni ereditarie, contratti bancari e anche a contese con un alto valore economico. La mediazione civile era già stata introdotta da Alfano nel 2010 poi però era intervenuta la Corte Costituzionale e si era bloccato tutto. Oggi la mediazione e civile ritorna ma in via sperimentale per quattro anni e con qualche correttivo.

 
Decreto del fare: Agenda digitale
di Emanuele Bellano


Con il "decreto del fare", Il governo Letta prevede di rilanciare l'Agenda Digitale, un pacchetto di provvedimenti che hanno lo scopo di semplificare la pubblica amministrazione, diffondendo nuovi strumenti elettronici e informatici. Intanto, il governo taglia i fondi per la banda larga, non stanzia i soldi per gli investimenti e la pubblica amministrazione si perde tra 129 banche dati che non comunicano tra loro.


Decreto del fare: Occupazione giovanile
di Giuliano Marrucci


Dopo il vertice europeo di fine giugno il premier Letta e il ministro Giovannini annunciano in pompa magna di aver ottenuto un miliardo e mezzo contro la disoccupazione giovanile. A spendere questi soldi saranno i centri per l'impiego, per i quali noi investiamo un decimo rispetto alla media dei paesi europei e che ormai sono al collasso. Riusciranno a spenderli bene?


Ddl semplificazione: Affittasi capolavori
di Giuliano Marrucci


Un modo per valorizzare il nostro patrimonio artistico? Semplice, affittarlo all'estero, per 20 anni. L'avevano già proposto i senatori Razzi e Scilipoti, ora è nel Ddl semplificazioni. O almeno c'era, perché nel frattempo il ministero ha cambiato idea. Ma forse è troppo tardi.

Sito Internet: www.report.rai.it

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