Rapporti sessuali tra adulti e adolescenti per gli italiani, intervistati nel Lazio, sono accettabili, ultime notizie Roma - Alla vigilia del Safer Internet Day, l’Organizzazione fotografa per la prima volta la percezione degli adulti sulle relazioni che intrattengono con minori e sul comportamento di questi ultimi, nonché sul ruolo di internet come strumento di incontro a sfondo sessuale

L’interrelazione sessuale tra un minore e un adulto è ritenuto “accettabile” per il 34% dei gli abitanti del Lazio: il 20% ritiene che lo sia sempre mentre il 14 solo se sussistono determinate condizioni.. Sono molti coloro che si affacciano alla rete per colmare un importante vuoto relazionale e affettivo della vita reale: il 46% dei laziali infatti afferma di utilizzare il web - soprattutto i social network -  per conoscere persone disponibili a fare amicizia o ad intrattenere un rapporto di affetto o amore. Il 35% degli adulti laziali ha tra i propri contatti adolescenti che non conosce personalmente. Il 79% dei laziali pensa che le interazioni sessuali tra adulti e adolescenti siano diffuse e trovino in internet il principale strumento per iniziare e sviluppare la relazione, che può sfociare nell’incontro fisico. Oltre 1 intervistato su 20 attribuisce la responsabilità esclusiva dell’iniziativa di contatto agli adolescenti.
È questo lo scenario molto inquietante che emerge dall’ultima indagine Ipsos per Save the Children  , realizzata in occasione del Safer Internet Day 2014, la giornata dedicata dalla Commissione Europea alla sensibilizzazione dei più giovani ad un uso corretto e consapevole della rete.

Sulla scia dei sempre più numerosi episodi di interazione a sfondo sessuale tra minori e adulti, che spesso hanno trovato terreno fertile nella rete, quest’anno Save the Children ha scelto di approfondire il fenomeno concentrandosi sulla percezione che gli adulti hanno dei ragazzi, dei modelli comportamentali - propri e di questi ultimi - in ambito sessuale e relazionale, nonchè il grado di accettazione sociale della relazione tra un adulto e un minore.
“Nella nostra esperienza di lavoro sul campo coi ragazzi, veniamo spesso a conoscenza di tentativi di interazione da parte di un adulto con un minore, uno dei motivi che ci ha spinto ad indagare in profondità il fenomeno dell’incontro a sfondo sessuale tra giovani e adulti, anche attraverso le nuove tecnologie. Ma non ci aspettavamo un grado di tolleranza così alto dei rapporti da parte l’opinione pubblica che, a nostro avviso, prelude ad un’accettazione di una deresponsabilizzazione e di un disimpegno degli adulti rispetto al loro ruolo nei confronti degli adolescenti” commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “Ci rivolgiamo dunque alla società civile, così come a tutti gli attori coinvolti: gli adulti tutti, gli adolescenti, i media, le istituzioni e gli organi di controllo al fine di innescare un dibattito continuativo sul ruolo educativo e sulle responsabilità degli adulti in genere, che siano o meno genitori, nei confronti degli adolescenti”, conclude Valerio Neri”.

Il 56% degli intervistati attribuisce agli adulti la responsabilità dell’iniziativa di contatto nell’interazione con un adolescente, ma secondo il 33% anche gli adolescenti hanno una parte attiva nell’iniziativa del contatto (per il 27% condividono questa responsabilità con gli adulti, mentre per circa il 6%, sono i ragazzi  i principali responsabili).
I ragazzi laziali di oggi sono considerati infatti dagli italiani più disinvolti nell’approccio con gli adulti (30%), e sessualmente più precoci (41%), ma comunque impreparati nel gestire una relazione sessuale con una persona matura (43%). Per contro, per 2 intervistati su 100, la relazione sessuale con un adulto potrebbe addirittura essere formativa per il minore. La consapevolezza e la parziale accettazione delle relazioni di natura sessuale tra adulti e minori, tuttavia, non esclude il giudizio sugli adulti che intraprendono relazioni di natura sessuale con adolescenti, ritenuti irresponsabili  dal 53% degli intervistati o emotivamente immaturi (37%).

La percezione degli adolescenti e delle relazioni a sfondo sessuale con adulti

Gli intervistati in Lazio considerano i ragazzi di oggi piuttosto spregiudicati, disinibiti nelle relazioni con i coetanei così come con gli adulti, e comunque “minati” da una distonia tra crescita sessuale e maturazione emotiva. Il 30% degli intervistati, infatti, pensa che gli adolescenti abbiamo comportamenti più disinibiti con gli adulti,  il 41% ritiene che abbiano esperienze sessuali più precoci, ben il 40% che raggiungano prima la maturità sessuale ma non quella emotiva, il 46% che abbiano meno pudore. Circa 1 intervistato su 3, per contro, ritiene che gli adolescenti siano comunque più maturi di un tempo sotto tutti i profili (31%), e che siano maggiormente in grado di gestire le proprie relazioni interpersonali (19%).

Benché tra gli intervistati prevalgano coloro che attribuiscono agli adulti la responsabilità dell’iniziativa di contatto (56%), secondo il 33% anche gli adolescenti hanno una parte attiva nell’iniziativa (per il 27% condividono questa responsabilità con gli adulti, mentre il 6% sono i ragazzi  i principali responsabili).

“Il tema è molto complesso e trova la sua sintesi nella relazione sbilanciata tra mancanza totale o carenza di senso di responsabilità di un certo tipo di adulti di oggi, e l’atteggiamento degli adolescenti, sicuramente più precoci e sicuri di sé nel modo di proporsi, ma fondamentalmente ancora sprovvisti di una impalcatura emotiva e relazionale solida. – afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia – Quando il terreno di gioco, o magari proprio l’inizio stesso della partita, diventa la rete, un adolescente, per quanto disinvolto nell’utilizzo della tecnologia, nell’esperienza di relazione parte svantaggiato, e più facilmente può cadere in relazioni pericolose.”

Un adulto che avvicina un giovane a scopi affettivi o sessuali è ritenuto irresponsabile dal 53% degli intervistati in Lazio ed emotivamente immaturo da circa 1 laziale su 3 (37%) e potrebbe preferire questo tipo di legame per poter esercitare un ruolo di potere o di dominanza verso qualcuno più debole (23%), o non saprebbe portare avanti un rapporto con un pari (28%). Tuttavia, alla maggior parte degli adulti è molto chiaro il potenziale di contatto e di pericolo offerto dalla rete ai giovani. L’incontro sessuale tra giovani e adulti a partire dalla rete è un fenomeno diffuso per i più (79%), facilitato anche dalla scarsa selettività degli adolescenti nel concedere “l’amicizia” a sconosciuti, che pone i ragazzi di fronte al pericolo di entrare in contatto con persone dalle cattive intenzioni (45%).
Quando invece si tocca lo spinoso tema dell’interazione sessuale di un minore con un adulto, per ben il 34% degli intervistati è accettabile sempre (20%) o ad alcune condizioni (14%), quali ad esempio il consenso da parte dell’adolescente (10%), la consapevolezza ed approvazione della famiglia del ragazzo/a (2%), il fatto che l’adolescente possa essere più maturo della media (2%). Addirittura 2 intervistati su 100 in Lazio pensano che possa essere un’occasione di apprendimento per l’adolescente. Presso gli italiani prevale comunque un generale atteggiamento di condanna nei confronti di un incontro di tipo sessuale tra i due mondi (66%), forse perché temono che dietro si possa celare un “disturbo di personalità” della persona adulta (53%), una vera e propria “malattia” (36%), la necessità di stabilire un rapporto di potere e di dominanza con una persona più debole (23%) per far fronte alle proprie insicurezze, o l’incapacità di gestire un rapporto con un pari (28%).
Analizzando le ragioni che spingono un adulto ad intrecciare una relazione – virtuale o reale – con un adolescente, si intercettano risposte “giustificative”, che vanno dalla ricerca delle propria giovinezza (8%) alla novità dell’esperienza (3%), o il puro piacere di stare con una persona giovane e piena di vita (9%), la “sana” (1%) e “semplice” (2%) curiosità, o anche  l’innamoramento (3%). C’è poi un segmento di adulti che giustifica in ogni caso questo tipo di interazione, spostando la responsabilità fuori dall’adulto perché inconsapevole dell’età reale (7%), o perché incapace di resistere ad una richiesta esplicita da parte dell’adolescente (4%).
Molti ritengono che certe relazioni vengano intrecciate a causa delle famiglie che non vigilano a sufficienza (62%). Eppure l’idea che internet possa rappresentare un “luogo” di contatti rischiosi per gli adolescenti è viva nel 45% degli adulti laziali. I più “ottimisti”, invece, ritengono che il rischio della rete sia limitato alla tentazione di avere relazioni meramente virtuali e quindi di escludersi dalla realtà (8%), mentre per il 7% è proprio la virtualità della relazione che metterebbe al riparo dai rischi.

Secondo il 55% degli intervistati nel Lazio, episodi di incontri sessuali a rischio con una persona adulta possono capitare comunque e ovunque a qualsiasi adolescente, a prescindere dai contesti e dagli ambienti di nascita e di riferimento, mentre un residuo 45% ritiene che alcune condizioni personali possano predisporre maggiormente un giovane ad un’interazione sessuale con un adulto. Tra le principali motivazioni in tal senso, la mancanza di un ambiente familiare equilibrato e di affetto tra le mura domestiche che contribuirebbero all’adozione di comportamenti sessualmente rischiosi (16%), di cultura e di informazione (14%), di sicurezza economica (7%) o, ancora, una generale accettazione culturale e sociale, da parte della famiglia e dei propri contesti di riferimento (5%).

Adulti in rete: i “migranti digitali”

Il 93% degli intervistati possiede un profilo Facebook o simile, ed è in questa piazza virtuale che alcuni di loro cercano di rinfoltire la propria socialità: le opportunità di incontro offerte dalle piattaforme social appaiono infatti determinanti nella scelta di affacciarsi al mondo web, per la possibilità di chattare quasi tutti i giorni con qualcuno conosciuto in rete (7% degli intervistati), per entrare in contatto con persone disponibili  a fare amicizia o/e  intrattenere un rapporto di affetto o amore (46%), o ancora per contattare persone che altrimenti non sarebbero raggiungibili, come vip e persone famose (37%). Il 35% degli adulti laziali ha tra i propri contatti giovani e adolescenti che non conosce personalmente, dato che fa collocare la regione al primo posto in Italia con un +13% rispetto al dato nazionale.
I “grandi” in Lazio si connettono principalmente da casa (94%), ma anche attraverso i dispositivi mobili (32%) e dal lavoro (30%), nei giorni feriali prevalentemente la sera (54%) e il pomeriggio (34%), mentre nel weekend connettersi il pomeriggio (49%). La permanenza media giornaliera davanti al pc di 3-4 ore (53%, dato più alto a livello nazionale) durante i feriali, anche se c’è un 22% che trascorre al pc tra le 5 e le 10 ore, entre nel weekend il 45% è connesso per 3-4 ore e il 21% per 5-10 ore.

La conoscenza della normativa italiana

Gli intervistati in Lazio si ritengono informati sulla legge che regola le interazioni di natura sessuale tra un minore e un adulto (C.P. art. 609 quater) – 55% di cui l’11% si dice molto informato, mentre il 44 pensa di esserlo abbastanza - ma, come rilevato dall’indagine Save the Children, la percezione che si ha delle proprie conoscenze in materia si discosta dalla effettiva realtà dei fatti. La maggiore età infatti è ritenuta la soglia della non punibilità per legge dal 64% delle persone intervistate, la seconda soglia più citata attiene ai 16 anni, e prevede comunque il consenso (7%), mentre il restante si distribuisce tra coloro che indicano come limite le varie altre soglie di età, e coloro che ritengono che tale interazione sia sempre consentita (9%) in assenza di violenza o costrizione. Lo scarso dibattito sul tema e complessità della formulazione giuridica non favoriscono dunque una percezione chiara ed univoca di quanto essa prescriva, generando una generale e preoccupante confusione sui principi che regolano un’interazione a sfondo sessuale tra adolescenti e adulti.

Le attività di Save the Children per la sicurezza dei minori online

Save the Children da anni lavora con programmi di sensibilizzazione e formazione nelle scuole anche attraverso l’applicazione di metodologie  innovative come la peer education, e porta avanti progetti specifici di ricerca e di contrasto a fenomeni inerenti l’abuso sessuale online dei minori, e attività di ricerca e analisi delle dinamiche relative a questa specifica tipologia di abuso (progetti specifici sulle vittime e sugli abusanti).

La versione integrale della ricerca su "Le interazioni sessuali adulti-minori a partire da Internet" è scaricabile cliccando qui

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