Ultime news - UnoNotizie.it - Questa mattina gli attivisti del cigno verde insieme a comitati, giornalisti e cittadini hanno partecipato al flashmob promosso da MetroXRoma in piazza della Chiesa Nuova. I partecipanti hanno impiantato una colonna simulante la fermata di metropolitana in modo da mostrare a tutti dove potrebbe sorgere la stazione che, allo stato attuale, non è più prevista dai lavori per la Metro C.
Una stazione questa che, se non realizzata, lascerebbe l'intero quartiere di Corso Vittorio tra Piazza Venezia e il Tevere, sprovvisto di fermate nonostante il passaggio sotterraneo della nuova linea, è per questo che Legambiente chiede, nel rispetto della bellezza, dell’arte e della storia di Roma, che la stazione di Chiesa Nuova sia reinserita nella progettazione dell'intero asse della metro C ancora in progettazione e realizzazione.

“Nella capitale quasi un miliardo di persone sale e scende ogni anno dai mezzi pubblici eppure le automobili continuano ad essere il mezzo di trasporto privilegiato dai romani - dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio - A Roma ci sono più auto che abitanti, ora per creare una città a misura d'uomo e di bambino vanno create le condizioni necessarie a rendere migliore il trasporto pubblico proprio a partire da un nuovo sviluppo degli assi su ferro di metro e tram. In questo senso il flahsmob di questa mattina serve a ricordare alle amministrazioni che non è possibile pensare 2 km di tunnel metropolitana senza alcuno sbocco in superificie, la stazione di Chiesa Nuova deve essere fatta, in tempi brevi, certi e senza farne una nuova ed enorme cattredale come nel caso di alcune stazioni della Metro C e della B1. Di qui poi, si prosegua senza indugio la progettazione fino ad arrivare almeno ad Ottaviano cominciando a prevedere anche le tratte successive fino a Grottarossa come da PRG."

A Roma ci sono 53 km di linee metropolitane con 67 stazioni. Due le linee insufficienti a coprire le necessità di una metropoli con 4 milioni di abitanti ed una terza, la metro C appunto, che con l’attuale tratta limitata alla stazione di Centocelle, non riesce ancora ad offrire un servizio utile alla cittadanza che, dai popolosissimi quartieri del quadrante est della capitale, avrebbe bisogno di arrivare in centro. Il prossimo 29 giugno sarà aperta la tratta fino alla stazioni di Lodi ma quelle nevralgiche, ovvero San Giovanni e Fori Imperiali dovrebbero invece essere completate rispettivamente nel 2016 e nel 2021. Dal progetto sono poi state eliminate ben tre stazioni, oltre a Chiesa Nuova anche Argentina e Risorgimento, e anche per questo i volontari di Legambiente ricordano che non è possibile pensare che il tratto da Piazza Venezia ad Ottaviano sia totalmente privo di fermate, ottenendo un lunghissimo tunnel di 2 km senza alcuna fermata.

Tanti anche i ciclisti accorsi per partecipare al flashmob la cui presenza, ancora una volta, serve a rilanciare l'intermobilità, un altro importante tema legato alle linee metropolitane.
“Un altro punto fondamentale - conclude infatti Scacchi - che deve essere nell’agenda di tutte le amministrazioni è quello della connessione tra bus, metro, bici, treni, carsharing e così via. Sia quindi esteso ancora di più l’orario per salire in metro bici-al-seguito e siano installate una serie di rastrelliere robuste e utili a tutte le stazioni metropolitane, diverse da quelle presenti alla stazione di Conca d’Oro o Jonio che, seppur recenti, rendono, di fatto, complesso l’utilizzo di qualsivoglia tipo di catena per ancorare le bici, allontanando ancora una volta i ciclisti dai mezzi pubblici".
In questo senso va nella giusta direzione la proposta di legge regionale 190 presentata dalla consigliera Avenali sulla mobilità nuova che l'associazione chied sia approvata velocemente per rilanciare buone soluzioni anche sull'intermobilità.

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