Ultime news - Unonotizie.it - “Dobbiamo saper utilizzare i fondi europei in maniera integrata per fare in modo che diventino un concreto strumento di investimento per la crescita della competitività del sistema economico regionale”. Lo ha detto l’Assessore all’Agricoltura della Regione Lazio, Carlo Hausmann intervenendo al Tavolo ‘Agrifood’ nell’ambito degli Stati Generali dell’Industria in corso presso l’Università Roma Tre e organizzati dalla Regione Lazio in collaborazione con Lazio Innova.

“L’integrazione delle risorse comunitarie per il Lazio, la capacità di intrecciare i fondi di investimento – ha sottolineato l’assessore Hausmann -  rappresentano il vero cambio di passo che l’amministrazione Zingaretti sta imprimendo alla regione. Dobbiamo saper collegare tra loro i progetti di investimento riguardanti la produzione agricola, l’industria alimentare e la produzione dei servizi per assicurarci dei risultati davvero efficaci per lo sviluppo locale e il riposizionamento competitivo delle imprese. Nei prossimi giorni usciranno i prossimi bandi della nuova Programmazione dello Sviluppo Rurale, uno strumento strategico per l’agricoltura del Lazio su cui tantissime sono le aspettative da parte dei territori. Il PSR però da solo non basta, non è la panacea di tutti i problemi dell’agricoltura, anche se molti di questi, attraverso una efficace politica di integrazione con le altre politiche di investimento dei Fondi strutturali europei, possono trovare le soluzioni.

Per quanto riguarda la nostra strategia per lo sviluppo rurale del Lazio - ha concluso l’assessore -  quattro sono le parole chiave: integrazione di filiera, distintività, sistemi di garanzia, diversificazione. Le politiche di filiera per assicurare sono fondamentali per fare in modo che il valore aggiunto delle nostre produzioni rimanga nel territorio regionale; la distintività per il riconoscimento dell’origine dei prodotti, aspetto a cui i mercati mostrano molto interesse e verso cui però, sulla base dei più recenti rapporti statistici, il Lazio mostra forti debolezze; i sistemi di garanzia dell’origine, della tipicità e della qualità, per esaltare la reputazione delle produzioni a livello internazionale; e infine la diversificazione per sviluppare la capacità di offrire un ampio ventaglio di servizi, non soltanto agricoli ma anche rivolti al benessere della persona, del suolo e alla tutela del paesaggio”.

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