Ultime news - Unonotizie.it - Gli italiani sanno scegliere bene le mete delle proprie vacanze e le destinazioni dei viaggi culturali, tra questi la Giordania da sempre occupa un posto privilegiato, consapevoli di visitare un paese stabile, tranquillo, pacifico e tollerante, amico dell’Italia, dove non è mai successo nulla in questi anni. Penalizzato dalle turbolenze di alcuni altri paesi dell’area mediorientale e il palese timore, da parte di molti, di recarsi in paesi di fede a maggioranza musulmana, indipendentemente dal fatto che siano pacifici e tolleranti, c’è stata una flessione nel 2015 rispetto al 2014, con un calo del mercato italiano di circa il 50% degli arrivi. Si è passati da 40.000 presenze del 2014 a circa 20.000 nel 2015. Del tutto ingiustificati i timori che ci hanno indotto a non scegliere un itinerario ricco di archeologia, natura e cultura pacifica. La perdita totale della Giordania nel 2015 sul 2014, a livello di arrivi internazionali è stata molto più contenuta (-20,6%) rispetto ad altri paesi del Mediterraneo attraversati da problemi politici. Dunque vale la pena sfatare il timore di un paese che se pur ben difeso e dove il livello di controlli di sicurezza è altissimo, ha la sola colpa di essere collocato geograficamente tra paesi difficili.

A questo fine è in atto sin dalla primavera scorsa, da parte dell’Ente del Turismo della Giordania una forte campagna d’immagine nelle metropolitane di Milano e Roma, sui mezzi pubblici romani, in occasione del Nuovo Giubileo, e in TV. La promozione avviata si prefigge di recuperare il mercato dei vacanzieri con prezzi vantaggiosi e sui pezzi forti della Giordania: Petra, Wadi Rum, Mar Morto e Betania, il sito battesimale che nel 2015 è stato proclamato Patrimonio Unesco. Il turismo italiano ha puntato da molti decenni su Petra, uno dei luoghi più spettacolari del mondo. Probabilmente non esiste al mondo turista o viaggiatore che non vorrebbe visitare questo tesoro dell’umanità, dalla bellezza inimmaginabile finchè non si visita all’interno con le sue rocce colorate e le vive atmosfere di archeologie millenarie del regno dei Nabatei. Ad attrarre viaggiatori più moderni, oltre al fine di scoprire le bellezze archeologiche del mitico sito Unesco c’è anche il Mar Morto, altro luogo unico al mondo, indispensabile per le cure della pelle e per il benessere psico-fisico.

Negli ultimi dieci anni sulle sponde giordane del Mar Morto sono stati costruiti hotel di altissimo livello internazionale, con Spa modernissime e sale congressi in grado di ospitare eventi di qualsiasi livello. Nell’itinerario classico c’è un altro luogo unico al mondo è il deserto di Wadi Rum, reso famoso dalle gesta di Lawrence d’Arabia e, di recente, dal film Sopravvissuto, girato appunto in questo deserto, come rappresentazione di Marte per i suoi paesaggi lunari, con l’attore Matt Damon. Prima di decidere la meta delle nostre vacanze dovremmo valutare i reali dati di realtà e riflettere per una scelta libera, aldilà della comunicazione distorta che viene propinata tutti i giorni dai media, e forse ci si potrebbe permettere di pensare che in Giordania si può andare tranquillamente, senza problemi come hanno fatto decine di migliaia di italiani nel 2015 e che sono tornati a casa felici e contenti.
La Giordania è un paese musulmano pacifico e tollerante che non investe in questo periodo e rischia di scomparire dalle mappe turistiche, cosa che non può permettersi in quanto povero di risorse interne ad esclusione del patrimonio culturale.

La Giordania è un paese che offre servizi eccellenti, hotel di tutti i livelli per tutte le tasche, voli diretti dall’Italia e un rapporto qualità-prezzo sicuramente allettante per un paese con una così vasta offerta turistica. In questa fase storica di rischio terroristico diffuso in tutti i continenti i social media sono uno strumento a rischio per la reale comprensione delle autentiche incognite di viaggio e problematiche del territorio.

Oltre a molti progetti speciali, numerose missioni archeologiche permettono ad italiani di svolgere il proprio lavoro di ricerca, tra questi la delegazione di Terra Santa Studium Biblicum Franciscanum di  Roma e Monte Nebo che riguardano il restauro e la musealizzazione del Memoriale di Mosè sul Monte Nebo e restauri dei mosaici sulla cima di al Mukhayyat. Il Progetto Shawbak dell’Università di Firenze, Dipartimento di Studi Storici e Geografici con la realizzazione di un intervento integrato e “sostenibile” di ricerca archeologica, restauro filologico e conservativo, comunicazione e training scientifico. La missione alla ricerca delle origini della città nell’età pre-classica del bacino dello Wadi Zarqa, con scavi e restauro a Khirbet El Batrawy ad opera dell’ Universita’ di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche e Antropologiche dell’Antichita’.

La Missione archeologica ed epigrafica  dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, ISIAO, di Roma, attraverso il progetto Rabbathmoab e Qasr Rabbah che prevede la ricostruzione delle fasi storiche di tre monumenti emergenti significativi dell’area archeologica monumentale di Rabbah, l’antica Rabbathmoab o Acropoli. Indagini diagnostiche, restauro conservativo e creazione di un parco archeologico regionale vengono svolte anche attraverso gli scavi e il restauro del santuario di Artemide a Jerash del “Monumenta Orientalia” di Roma  e con il Progetto “Petra Medievale” dell’Universita’ di Firenze, Dipartimento di Studi Storici e Geografici si ricostruisce la topografia del sistema insediativo tra crociati e ayyubbidi che risale al XII-XIV secolo.

Per informazioni contattare il sito web ufficiale www.visitjordan.com


Laura Testa

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