Con la regia di Barbara Minczewa, Direttrice dell’Ente Nazionale Polacco per il Turismo, si è svolto il 13 giugno l’evento promozionale tenutosi a Roma a palazzo Blumenstihl, nella cornice del Festival corso Polonia 2019, organizzato insieme all’Istituto polacco di Roma diretto da Łukasz Paprotny e all’Ente del turismo di Danzica.
Corso Polonia è il festival della cultura polacca a Roma, giunto alla sua diciassettesima edizione, che si è concluso domenica 16 giugno nella Capitale. Il tema conduttore dell’edizione di quest’anno è stata Danzica, capoluogo della Pomerania, città della libertà e della solidarietà, luogo chiave per la storia contemporanea della Polonia e dell’Europa intera. Il titolo Danzica città libera rimanda al nome ufficiale che la Danzica città-stato assunse due volte nella storia, negli anni 1807-1814 e nel 1920-1939.

Il 1° settembre del 1939 fu proprio a Danzica che ebbe inizio la Seconda guerra mondiale, e sempre a Danzica nacque nell’agosto del 1980 Solidarność, il sindacato, divenuto poi movimento sociale di enormi dimensioni, ispirato dal messaggio di Giovanni Paolo II durante il suo primo pellegrinaggio in Polonia nel giugno del 1979. Dieci anni dopo, nel giugno del 1989, Solidarność fu ammesso a partecipare alle elezioni parlamentari, alle quali ottenne una grande vittoria che diede inizio alla caduta del comunismo nell’Europa Centrale e Orientale.  Grazie alle trasformazioni democratiche di trent’anni fa, nel 2019 si celebrano anche i 20 anni della presenza della Polonia nella NATO e il 15° anniversario della sua appartenenza all’Unione Europea. La stessa Danzica, insieme alle contigue Sopot e Gdynia, con le quali forma la cosiddetta “Tricittà”, è diventata oggi un luogo di grande ispirazione, una grande metropoli baltica in sviluppo che attira visitatori da ogni parte e il simbolo dell’apertura della Polonia alla cooperazione economica e allo scambio culturale con gli altri paesi. Danzica è una città che ha fatto della libertà il suo simbolo nei secoli, dai tempi del regno prussiano a Solidarność, e oggi guida la regione Pomerania tra il fermento metropolitano della Tripla Città e la specificità della minoranza casciuba.

Lo scrittore italiano, traduttore e guida turistica Roberto Polce da anni residente a Danzica, durante dell’evento romano ha operato la tessitura dei fili di una trama dorata, guidare lo spettatore nei segreti più reconditi custoditi dal capoluogo della Pomerania, la regione che offre un ricco panorama urbano, naturale e denso di particolarità. La città è una meta non molto frequentata, ma in grande ascesa di interesse come destinazione turistica nello scenario del Mar Baltico, capitale mondiale dell’ambra che affascina con le sue sfumature dorate e protagonista di molti racconti popolari.  Protagonisti della serata due rappresentanti dell’arte, Dorota Ceneka( www.ginatelier.com ) artista e designer di gioielli d’ambra, cittadina di Danzica, con oltre 20 anni di esperienza in lavorazione artistica di gioielli e nella conduzione di numerosi laboratori nella sua città d’origine, ha mostrato dal vivo come viene lavorata l’ambra, la preziosa resina che lei lavora in modo raffinato. 

Poi il Trio per Ka, il gruppo di giovani percussionisti di Danzica ( www.trioperka.pl ) un energico e sorprendente complesso di percussioni fondato nel 2015 da musicisti formatisi presso l’Accademia di Musica “Stanisław Moniuszko” di Danzica che si è esibito in un concerto emotivamente coinvolgente anche per le capacità gestuali, ad un livello di creatività ritmica che coniuga insieme repertori diversi che spaziano dal tango argentino ai ritmi tedeschi di Heinz von Moisy. Altro protagonista materiale è stato il colore giallo, quello oro di uno dei prodotti di punta della città, il Goldwasswer, liquore con autentici fiocchi d’oro, creato secondo la leggenda di Nettuno e prodotto ancora oggi seguendo una ricetta antichissima e il giallo ambrato delle birre artigianali di Danzica, prodotte sin dall’antichità. Uno degli storici birrai della città fu l’astronomo Johannes Hevelius, autore della topografia lunare. Infine il giallo dell’oro delle decorazioni architettoniche di tutta la città dove si entra attraverso la monumentale Porta d’Oro. Gli eleganti edifici di Danzica raccontano epoche gloriose di un luogo d’incontro che è una città ricca, libera, tollerante e accogliente.

Storico centro della Lega Anseatica, la confederazione di città libere che fu attiva fino alla metà del diciassettesimo secolo, Danzica ha un passato secolare commerciale e culturalmente legato alle città portuali libere dei mari del nord, più o meno tutte di lingua e cultura tedesca. Per questo motivo nei suoi monumenti storici prevale lo stile gotico. La regione offre anche attrattive particolari e legate alle tradizioni tipiche. Infatti nel panorama naturale mozzafiato che offre questo angolo di Polonia si possono osservare i costumi tipici della regione che la minoranza casciuba preserva e mostra al mondo, tra le altre cose, tramite il Parco Etnografico della Casciubia che si trova nel caratteristico villaggio di Wdzydze Kiszewskie.

Il patrimonio culturale e artistico di quest’area geografica si raccoglie nello straordinario tesoro detto anche l'oro del Baltico. Nonostante venga chiamato pietra preziosa, l’ambra in realtà è un tipo di resina fossile, sottoposta per milioni di anni ai processi geologici. Protagonista di numerose leggende, per secoli il suo valore ha innescato conflitti tra la Polonia e i paesi confinanti, infatti prima che le pietre preziose affluissero dall’oriente, era l’ambra del Baltico la vera ricchezza del mondo antico. I romani ne erano attratti in maniera irresistibile, tanto che il folle imperatore Nerone ne volle grandi quantità per ornare di magnificenza la sua Domus aurea. Il Mar Baltico viene considerato il suo deposito più vasto ed esclusivo, in quanto l'ambra baltica è ricca in acido succinico che la rende ancor più preziosa. Perciò già nei tempi antichi divenne la fonte da cui attingevano i commercianti da tutto il mondo per poi rivenderla nei paesi lontani. Da qui nacque il percorso di almeno 400km chiamato la Via dell'Ambra, per cui avveniva il trasporto di questo materiale prezioso. Il trasporto aveva come meta soprattutto i paesi del bacino Mediterraneo: Italia, Grecia ed Egitto.

Laura Testa

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