GIOIA TAURO - REGGIO CALABRIA (UnoNotizie.it)

Il patrimonio  naturalistico ambientale  e marittimo calabrese d’interesse  mondiale  continua a perdere  le sue ricchezze per l’inettitudine di una classe  politica sempre più attenta agli interessi economici delle vari lobbies  e sempre meno interessata alla salvaguardia delle peculiarità del nostro territorio e della salute  dei cittadini che in esso risiedono.

Ai  piedi  della Ninfa  Cratèide e di sua figlia Scilla, lungo la Costa Viola, decantata  per le sue bellezze da  Platone, si estende  la colonia di corallo  nero, unica e più grande del mondo, sensibile alle temperature e ai  mutamenti ambientali, tanto  da essere  considerata  specie protetta.

Anche questo  incantesimo  naturale che il tempo  ha gelosamente  custodito lungo i secoli nelle acque del  mare, tra  i 50 e i  110 mt di profondità, rischia oggi di venire annientato in pochissimo tempo con la realizzazione di un mega rigassificatore  unico al mondo dalla capacità di 12-16 miliardi di mc di gas.

Infatti il gas arriverà a Gioia Tauro con le metaniere in forma liquida ad una temperatura di  - 163° centigradi e nelle operazioni di rigassificazione verrà portato alla temperatura di 9°centigradi. Il tutto avverrà prelevando l’acqua del mare alla quale verrà sottratta un’enorme quantità di energia calorica prima di essere restituita alle nostre coste più bassa di 7° e addittivata con IPOCLORITO DI SODIO (OSSIA: CANDEGGINA).

Nello studio d’impatto ambientale di parte, presentato dalla società Lng, manca qualsiasi riferimento ad un’analisi dello stato di salute del nostro mare, o meglio prendono in considerazione i dati di uno studio del Ministero Ambiente del 1996-99 come se negli ultimi dieci anni non fosse cambiato nulla.

In realtà proprio in questi anni il nostro mare è stato sempre più inquinato ed oggi, in base ai dati pubblici forniti  dal Ministero della Salute, in provincia di Reggio Calabria risulta che le acque di San Ferdinando sono già fortemente inquinate (cfr. risultati e tabelle del ministero pubblicate all’indirizzo internet http://www.ministerosalute.it/balneazione/risultatoProvincia.jsp?CodProv=080).

Dai risultati emerge chiaro che la balneabilità a San Ferdinando è vietata per ampi tratti proprio per inquinamento. Da tali analisi risulta che le nostre acque sarebbero già inquinate oltre la soglia di legge, non balneabili e da sottoporre sin da subito a provvedimenti di bonifica e successivi monitoraggi di verifica” altro che costruire un rigassificatore con autorizzazione di riversare in mare IPOCLOCORITO DI SODIO, candeggina  altamente inquinante, i cui composti sarebbero cancerogeni.

Tutto ciò è potuto accadere per la miopia politica dei nostri amministratori che nel permettere la presenza di numerose strutture dall’elevatissimo impatto ambientale tutte in pochi chilometri quadrati di territorio della Piana, ci hanno portati ad un punto di “non ritorno” non in grado di ricevere più alcun tipo di ulteriore inquinamento.

Allo stato dei fatti manca inoltre  uno studio serio, neutrale e pubblico sulle conseguenze di quest’ultima attività con l’ ecosistema marino e anche sulla possibilità di arrecare danno al “corallo nero” o di dare il colpo di grazie all’attività dei pescatori delle nostre coste. Nello studio di parte presentato dalla LNG ci si limita solamente ad affermare che le quantità di ipoclorito di sodio che verranno riversate nelle nostre acque saranno nei limiti consentiti dalla legge come se fissare un limite possa evitare ad un veleno di essere tale.

Queste sostanze che saranno riversate in mare anche se nei limiti di legge inquineranno e l’inquinamento è dannoso per la salute e l’ecosistema.
Come possiamo credere che il turismo  non subirà alcuna conseguenza? Chi si bagnerà nelle nostre acque sempre più inquinate e sempre più fredde? E quanti posti di lavoro si perderanno a fronte delle 80 persone impiegate nel rigassificatore?

Vogliono costruire un ecomostro, di nome e di fatto. La fila dei questuanti  per avere prebende, ogni giorno s’infittisce. A parte due sindaci della Piana nessun  politico di rilievo si è interessato delle conseguenze sul territorio e dei pericoli  incombenti sulle popolazioni. I partiti una volta d’opposizione, sensibili alla salvaguardia dell’ambiente, oggi  sono diventati partiti di governo e non si interessano più della salvaguardia del territorio e delle sue ricchezze naturali.

Dalla politica continuano ad arrivare le  consuete  proposte  per monetizzare  il pericolo, usando l’arma  inebriante del danaro e il ricatto dei posti di lavoro, modo indegno di un paese civile per favorire  luoghi ad economia forte, i quali si liberano  di questi impianti pericolosi  per allocarli altrove, dove la politica è inesistente o acquiescente.

Ancora una volta il sud viene sfruttato , ancora una volta con il benestare di tutta la classe politica calabrese e la piana di Gioia Tauro viene colonizzata  per soddisfare le esigenze dei potenti di turno.

Noi a questo sistema non ci stiamo e continueremo ad opporci.

I delegati del comitato
Giuseppe Rizzo
Jacopo Rizzo
Renato Bellofiore

- Uno Notizie Reggio Calabria -

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