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CASTEL SANT'ELIA (VITERBO) / 03-11-2009

CASTEL SANT’ELIA, PROSEGUONO AZIONI DI MONITORAGGIO SU TERRITORIO EX CAVA ITALCHAMOTTE / situazione sotto controllo


In seguito agli ultimi accertamenti ambientali effettuati dall’Arpa, anche il dipartimento Enea Bas,  su incarico dell’Amministrazione Provinciale di Viterbo, sta portando avanti un lavoro di monitoraggio delle acque superficiali e di falda volto a valutare l’insorgenza e l’entità di fenomeni di mobilizzazione degli inquinanti presenti nella cava sita in località Valle Cerasolo.

Dal risultato delle analisi, eseguite nel periodo tra giugno 2008 e giugno 2009, non è emersa una situazione di criticità: la soglia di inquinamento, infatti, rientra nei parametri fissati dalla legge. Nello specifico, la relazione dell’Enea non evidenzia nuove allarmanti problematiche di inquinamento a carico delle acque superficiali e di falda, né si sono evidenziati fenomeni di accumulo nei sedimenti. Il problema d’inquinamento più significativo resta quello dell’arsenico, che da anni rende l’acqua inutilizzabile per usi domestici, e la cui presenza è dovuta non a particolari agenti inquinanti, ma alla peculiarità geomorfologica del territorio.

Stesso discorso per le due ex cave di Capranica e Vetralla, i cui risultati analitici non hanno evidenziato, a danno delle falde acquifere, condizioni di particolare criticità.
Almeno per ora, dunque, le popolazioni residenti nei comuni interessati potranno dormire sonni più tranquilli, nella speranza che l’eventuale possibile rilascio del corpo rifiuti e la mobilità dei diversi elementi chimici nelle acque, non vada a compromettere ulteriormente il livello di inquinamento delle falde. In considerazione di ciò è previsto, anche per il biennio prossimo, il proseguimento dell’attività di studio e monitoraggio di tutti e tre i siti del viterbese, finiti sulle pagine delle cronache locali per  essere stati al centro di un filone di indagini che smascherò, nel maggio 2005, un giro illegale di rifiuti tossici provenienti prevalentemente dal nord. Rifiuti che, attraverso un iter “misterioso”, finirono direttamente nelle cave di Campo Rotondo, Cinelli e Valle Cerasolo, provocando ingenti danni all’ambiente e non poca preoccupazione tra la popolazione.

Alessandra Sorge

- Uno Notizie Castel Sant'Elia - Viterbo -


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