VisiTuscia, pronta a partire la seconda edizione. La manifestazione, che si svolgerà dal 3 al 5 ottobre 2008 a Tarquinia, allo scopo di promuovere e commercializzare il turismo nel Viterbese, è stata presentata questa mattina a Roma, nella sede dell’Enit-Agenzia nazionale per il turismo. Erano presenti il presidente della Provincia, Alessandro Mazzoli, l’assessore al Turismo, Angelo Cappelli, il presidente dell’Azienda di promozione turistica di Roma e Lazio, Federica Alatri, il direttore generale dell’Enit, Eugenio Magnani, e il responsabile del progetto, Vincenzo Peparello.

 

“Siamo molto soddisfatti – ha esordito Mazzoli - dell’esito della prima edizione. Un anno fa abbiamo inaugurato VisiTuscia, un’esperienza nuova che ha portato all’organizzazione della prima conferenza provinciale sul turismo e ha avuto riscontri molto positivi. La sede scelta per il workshop con gli operatori del settore era Bolsena. Stiamo continuando a valorizzare il lago, anche tramite la richiesta di inserimento tra i siti patrimonio dell’Umanità, che abbiamo inoltrato all’Unesco, con la collaborazione dell’Università della Tuscia. Stesso riconoscimento abbiamo richiesto per la valle dei Calanchi”.

 

“Il nostro intento – ha sottolineato – è fare della valorizzazione dei luoghi più qualificanti della nostra provincia la chiave per costruire una politica del turismo, che abbia in un territorio ben attrezzato il suo perno. La scelta di Tarquinia è da leggersi su questa scia: vogliamo richiamare l’attenzione sul patrimonio degli etruschi.”

 

La parola è quindi passata all'assessore Cappelli. “In un momento di difficoltà generalizzata – ha affermato l’assessore – dobbiamo avere la capacità di reinventarci come territorio. La Tuscia non ha nulla da invidiare a Umbria e Toscana: abbiamo centri storici intatti e un ambiente variegato e ricco, che comprende mare, laghi, colline, boschi. Abbiamo 120 agriturismi, che ci rendono la provincia più ricca di queste strutture ricettive. La nostra idea di turismo è però quella che fa rima con qualità della vita. Lo sviluppo che ci attendiamo dall’aeroporto deve essere sostenibile e non in contrasto con le nostre realtà ambientali. La Provincia, insieme ai sindaci, ha fatto la propria scelta: è il turismo il futuro della Tuscia. Ma vogliamo crescere senza perdere le nostre radici. Gli etruschi e la via Francigena sono il binario su cui correre”.

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