FESTIVAL ''DI VOCI E DI SUONI'' A CAPRAROLA. serate di musica e teatro. Ecco il programma completo. Ultime notizie Tuscia - Al Palazzo Farnese di Caprarola si riaccendono i riflettori sulla musica e il teatro popolare: da sabato 3 luglio avrà inizio infatti la quarta edizione del Festival “Di Voci e Di Suoni” ideato e curato dalla Compagnia di Teatro Popolare “Peppino Liuzzi”. Il Festival offre, come nelle passate edizioni, una rassegna di artisti che spaziano dai canti di lavoro tramandati oralmente di Giovanna Marini e il Quartetto Urbano alla musica tradizionale irlandese degli Her Pillow. Questi ed altri artisti si susseguiranno per 7 settimane fino a sabato 13 Agosto quando ad esibirsi sarà la Compagnia “Peppino Liuzzi” stessa che concluderà la rassegna con la commedia dialettale “La serenata è fenita” di Romolo Passini.


Chi vorrà potrà assistere a rappresentazioni completamente diverse tra loro e potrà godere dell’atmosfera magica e spettacolare che il Palazzo Farnese di Caprarola non manca mai di offrire.
La prima serata vedrà esibirsi la Compagnia Teatro di Carta in “Zingaresche et similia” per la regia di Elda Martinelli, spettacolo che nasce dal recupero di alcuni brevi e brillanti testi, tipici del Carnevale barocco romano (le cosiddette Zingaresche), recuperati e trascritti da libelli dimenticati nelle più importanti Biblioteche italiane (i quali hanno la caratteristica di essere stati stampati soprattutto a Viterbo e Ronciglione, dove più che ora, era allora viva la tradizione e la qualità di stamperie molto attive e ricercate) dal professor Rino Galli (instancabile ricercatore e studioso del Teatro soprattutto Popolare e delle tradizioni antropologiche ad esso collegate) e proposti ad Elda Martinelli per una messa in scena con i suoi giovani attori della Associazione Culturale “Teatro di Carta”.

Agli attori provenienti da diverse realtà amatoriali del Teatro della Tuscia (una ventina, sempre in scena nell’impianto centrale della drammaturgia originale), si  sono uniti attori professionisti come Alfonso Antoniozzi, Carlo Ettorre ed Angelo Tanzi, che si sono alternati nelle diverse repliche, nel ruolo di Crapulone, famoso personaggio carnascialesco che gozzoviglia di continuo, mangiando e bevendo senza sosta. Il tutto amalgamato dalle bellissime musiche originali eseguite dal vivo da Fiore Benigni all’organetto e Maria Vittoria Bosco alle percussioni, per dare al pubblico un sapore sregolato e vivace, in gran parte improvvisato da questi “guitti” itineranti agli angoli delle strade e quasi carnale.

Inizio spettacoli: ore 21,30
Ingresso: 7 euro
Il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’Associazione “Amistrada” (rete di amicizia con le ragazze e i ragazzi di strada di Città del Guatemala).
Per maggiori informazioni e per il programma completo della manifestazione: www.compagniapeppinoliuzzi.it oppure 0761/645028.



Programma


- Sabato 2 Luglio 2011

La Compagnia Teatro di Carta presenta “Zingaresche et similia” regia di Elda Martinelli


- Sabato 9 Luglio 2011

Giovanna Marini e Quartetto Urbano in Canti Gloriosi di una patria che trema”


- Sabato 16 Luglio 2011

Skatò Saxophone Quartet in concerto


- Sabato 23 Luglio 2011

Her Pillow in concerto


-
Sabato 30 Luglio 2011

La Compagnia Divano Occidentale Orientale presenta “Ammaliata” regia di Giuseppe L. Bonifati


-Sabato 6 Agosto 2011

BandaJorona in concerto


-
Venerdì 12 e Sabato 13 Agosto 2011

La Compagnia Teatro Popolare “P.Liuzzi” presenta “La serenata è fenita” regia di Romolo Passini



CURRICULUM ARTISTI


Teatro di Carta

Spettacolo che nasce dal recupero di alcuni brevi testi, tipici del carnevale barocco romano, trascritti da libelli dimenticati nelle più importanti Biblioteche italiane (i quali hanno la caratteristica di essere stati stampati soprattutto a Viterbo e Ronciglione, dove più che ora, era allora viva la tradizione e la qualità di stamperie molto attive e ricercate) dal professor Rino Galli (instancabile ricercatore e studioso del Teatro soprattutto Popolare e delle tradizioni antropologiche ad esso collegate) e proposte ad Elda Martinelli per una messa in scena con i suoi giovani attori della Associazione Culturale “Teatro di Carta”, ma non solo.

Agli attori provenienti da diverse realtà amatoriali del Teatro della Tuscia (una ventina, sempre in scena nell’impianto centrale della drammaturgia originale), si sono uniti attori professionisti come Alfonso Antoniozzi, Carlo Ettorre ed Angelo Tanzi, che si sono alternati nelle diverse repliche, nel ruolo di Crapulone, famoso personaggio carnascialesco che gozzoviglia di continuo, mangiando e bevendo senza sosta. Il tutto amalgamato dalle musiche eseguite dal vivo da Fiore Benigni all’organetto e Maria Vittoria Bosco alle percussioni, per dare al pubblico un sapore sregolato e vivace, in gran parte improvvisato da questi “guitti” itineranti agli angoli delle strade e quasi carnale.


Giovanna Marini e Quartetto Urbano

Nato nel 2000 il Quartetto Urbano è un quartetto vocale che presenta concerti e spettacoli di canti di tradizione orale italiani e composizioni contemporanee; tra gli autori Giovanna Marini, Antonella Talamonti, Xavier Rebut.  Il gruppo nasce con l'intento di raccontare, attraverso la ricerca sui timbri e l’unicità dei colori delle voci, l'Italia della tradizione orale e della memoria, le ricerche sul campo e gli incontri con i cantori popolari, ma anche con il bisogno di raccontare il presente e un Italia in continua trasformazione. A quattro voci il quartetto esplora modi diversi di cantare, di pensare la musica e di inventarla. Questo approccio si è sviluppato partecipando alle ricerche di Giovanna Marini (con la Scuola Popolare di Musica di Testaccio), e collaborando con lei a vari concerti e progetti musicali. Questo percorso ha portato i quattro cantanti a voler cantare anche i mondi di oggi e gli autori contemporanei, applicando il linguaggio imparato nel canto tradizionale. L'ensemble è nato nel 2000 per cantare la musica di scena scritta da Giovanna Marini, nello spettacolo Animarrovescio della coreografa Adriana Borriello all' Hebbel Theater di Berlino e al Teatro Nazionale per RomaEuropa Festival. Questi spettacoli sono costruiti come una grande partitura in cui si viaggia tra universi sonori che vanno dai mondi contadini alle realtà urbane.

Il quartetto propone anche altri concerti con diverse tematiche: legate ai canti di lavoro, ai repertori sacri, ai canti di emigrazione, alle voci di donne, alla Resistenza. 

Per Zone di Musica nel 2009 il quartetto ha registrato il brano "La gravosità"  di Andrea Oggioni nell’album Tamait e nel 2010 il canto anarchico "Addio a Lugano" per D’Amanti e D’Anarchisti.

Nel 2010 insieme a Giovanna Marini, il Quartetto Urbano canta al Théâtre de la Ville di Paris nel concerto Chants glorieux d'une patrie qui tremble, concerto che ripercorre la storia d'Italia attraverso i canti, evento creato per "Chantiers d'Europe, Italie".



Skatò

Il progetto presentato dallo “SKATO’ SAXOPHONE QUARTET” attraverso il primo lavoro discografico “KOSMOS”, oltre ad offrire al pubblico il già noto programma “classico” per quartetto di sassofoni, si ispira ad una idea innovativa della musica d’insieme.

L’idea nasce dal sentito bisogno di dare vita ad una formazione originale, diversa, quasi unica, sia strutturalmente che musicalmente. Lo scopo, infatti, è quello di far suonare insieme tra loro, oltre i quattro sassofoni (soprano, alto, tenore e baritono), strumenti e sonorità solitamente lontani da questi, proveniente da spazi e tempi diversi tra loro, o comunque, non rispondenti all’ascolto della musica colta, come la zampogna, il friscaletto siciliano, il marranzano, il tamburo a cornice. Alcuni brani , addirittura, sono resi ancora più unici mediante il connubio con la voce.

Mediante arrangiamenti frutto di esperienze musicali diverse e un repertorio scritto quasi appositamente per questa formazione, si riesce a fondere tutto ciò in una amalgama sonora unica nel suo genere e perfettamente equilibrata nell’esecuzione, risultando, anche e soprattutto, gradevole ed estremamente piacevole all’orecchio dell’ascoltatore.



Her Pillow

Il gruppo ha registrato 2 CD per la rivista "Avvenimenti": "L'Irlanda nel cuore, la birra nelle vene" (1998), e "Ha-Roo" (1999), e ha autoprodotto il concerto live registrato al Teatro Tenda di Firenze il 17/3/2000 dal nome "Catherpillow". Dopo un inizio come cover-band formata da quattro elementi, gli HER PILLOW hanno gradualmente allargato l'organico, coltivando contemporaneamente l'interesse per la musica irlandese (senza mai nascondere un'influenza diretta dei Dubliners e dei Pogues) rivisitata, però, in una chiave rock decisamente energica e coinvolgente.

L'amore per l'irish music (che nell'estate 2001 ed in quella del 2003 ha portato il gruppo in giro per l'Irlanda con due tournée per un totale di otto concerti), si è sposato poi con sonorità e suggestioni musicali di diversa provenienza, con uno sguardo sempre personale sulla musica popolare italiana ed internazionale. Ed infatti, nel 2002 è uscito un nuovo album intitolato "Drops" contenente 11 brani in inglese di propria composizione e una ulteriore pubblicazione edita da Scripta Manent intitolata "La Rota E La Commare" composto da nove brani della tradizione romana e laziale.

Oltre 400 concerti in tutta Italia (isole comprese), 2 tournee in Irlanda per un totale di 10 concerti, (con un brano registrato live ed inserito in una compilation prodotta dal The Quais di Galway), 5 CD pubblicati in proprio e distribuiti per oltre 40.000 copie. Questi sono alcuni numeri per definire gli HER PILLOW, band romana, che ha sempre proposto emozionanti serate rock folk. I brani classici della tradizione irlandese, nelle rielaborazioni degli HER PILLOW, acquistano una dimensione coinvolgente, “bandistica”, che riesce a travolgere in vorticosi balli anche chi non è appassionato di musica popolare.



Compagnia Divano Occidentale Orientale

La ricerca drammaturgica di “Ammaliata” è partita come una larga spirale di lingue con certe assonanze della Calabria, della Basilicata, della Campania e della Puglia, che arrivano dal mare, dalla montagna, a celebrare matrimoni di suoni, oscuri riti popolari. La messinscena non è spettacolo, non può esserlo soltanto. E’ anche la volontà espressiva e pittorica del sottoscritto; di un un mondo, quello popolare, che dura ancora. “Ammaliata” è l’appellativo col quale viene designata una persona che è stata colta dal fascino a motivo della sua avvenenza o semplicemente per invidia. Esistono formule di scongiuro in grado di placare il fascino subito. Questi riti sono molto praticati in tutta la Calabria e fanno parte di un gruppo di credenze popolari ben più ampio, ancora in vita, strettamente legate ad una complessa simbologia mitico-religiosa presente tutt’oggi. Vi è comunque uno scarto da notarsi tra le vecchie e le nuove generazioni: un gap generazionale che ha prodotto una mancanza di valori, usi, costumi della cultura del popolo basso.Questo è dunque un motivo per riafferrare ricordi, immaginare parole per evocare ricordi: la nostalgia di sensazioni, in una sinfonia di vitalismi meridionali dove salta fuori ciò che è e ciò che più non è. Alla base di questo lavoro sono dunque gli occhi.



BandaJorona

Chi nasce a Roma resta inevitabilmente permeato dallo spirito della sua città.

Uno spirito che nel tempo si è espresso con mille modalità e con scenografie differenti: dalle mura dipinte delle osterie alle celle delle carceri cittadine, dai luoghi del turismo più becero ai palazzi di borgata, dai teatri risorti ai tinelli piccolo-borghesi.

Epoche diverse, contesti e contenuti differenti, un popolo in continua trasformazione, che sa inglobare il diverso e mantenersi sé stesso: questo è il magma da cui BandaJorona fa emergere canti, melodie, “fattacci” narrati come gesta epiche, prese in giro del potere, canzoni romantiche e piene di nostalgia per qualcosa che, irrimediabilmente, va fuggendo.

Un viaggio nella musica e nelle storie d'amore, carcere e coltello, espresso con la vena sanguigna e romantica della città di Roma, ma anche richiamando alla memoria, per la musica laziale, la straordinaria testimonianza di Graziella Di Prospero.

Ma BandaJorona è anche ricerca musicologica accurata, una scelta di arrangiamenti raffinati e al tempo stesso di grande impatto emotivo. Il repertorio ad oggi comprende anche composizioni originali dei membri del gruppo e di collaboratori, scrittori e poeti neodialettali.

Le esibizioni e le iniziative progettate e curate (vedi “Un certo modo di essere Roma - omaggio a Gabriella Ferri”, realizzato ininterrottamente dal 2005 al 2009) sono strettamente connesse con la cultura di Roma e la ricerca sulle nuove commistioni culturali e la permanenza della tradizione, realizzando percorsi articolati con diversi linguaggi (arte grafica, poesia, letteratura, drammaturgia, e naturalmente musica) in continua evoluzione. Il legame con il territorio e la sua cultura portano naturalmente a collaborare con le realtà associative, di controcultura ed istituzionali presenti nella città.



Compagnia Teatro Popolare “P.Liuzzi”

La Compagnia nasce nel 1972, quindi può essere considerata a tutti gli effetti la più “anziana” fra quelle esistenti nella Provincia di Viterbo, vedendo militare fra le proprie fila centinaia di persone e portando in scena decine di testi.

Da subito fu fatta la scelta di recitare in dialetto caprolatto, non tanto per una moda dell’epoca o per un fatto di praticità, ma perché questo era il linguaggio che i genitori ed i nonni usavano per raccontare le loro storie. Elemento caratterizzante è sempre stato quello di non essere una filodrammatica, ma una Compagnia che mette in scena testi originali scritti dagli stessi componenti, oppure adattamenti da classici come: Sogno di una notte di mezza estate; Ruzza, ruzza, Ruzzante; Torquato è pazzo!, che, comunque, in un modo o nell’altro, vanno a raccontare la realtà quotidiana di una comunità come quella caprolatta che potrebbe benissimo essere paragonabile a qualsiasi altra realtà della provincia italiana.

Fondamentale è stato l’incontro, all’inizio degli anni ottanta, con l’autore e regista Umberto Marino, che ha portato prima alla realizzazione di alcuni drammi radiofonici RAI (I fioretti di S.Francesco; Sogno di una notte di mezza estate; Soldatino di piombo; 06/7016494), per poi continuare con il teatro (L’ultima sigaretta; Peppini, quattro filosofi di nome Peppino) ed infine con il cinema e la fiction (Cominciò tutto per caso; Cuore cattivo; L’ultima sigaretta; Ultimo banco; S.Antonio di Padova; Il bambino di Betlemme; La fiamma sul ghiaccio).

Frutto di questa intensa collaborazione, anche le due rappresentazioni teatrali portate in scena al Teatro Parioli di Roma: De tutti li colori e Lo campanello de casa mia.

Nell’estate del 2004, oltre alla messa in scena di “Torquato è pazzo!”, la Compagnia, in collaborazione con il comitato Festeggiamenti Sagra della Nocciola, ha organizzato l’ennesima edizione di “Camminando e Teatrando”, manifestazione molto singolare che consiste nel rappresentare scene teatrali in altrettanti angoli suggestivi del centro storico di Caprarola, collegandole attraverso percorsi ricchi di storia e di cultura narrati e commentati dal locale Centro Studi e Ricerche. Proprio dalla collaborazione con quest’ultimo, nasce nel 2006 lo spettacolo Sodaccio che si ispira alla lotta fra pastori e contadini, a Caprarola, all’inizio del novecento.

Anche per quanto riguarda l’attività dell’anno 2008, ci si è dedicati, come per Sodaccio, alla messa in scena di un testo che prende spunto da fatti storici realmente accaduti e mai affrontati prima, che hanno fortemente segnato la società caprolatta, Tàvala più, tàvala meno…, ambientata in una Caprarola di fine ‘500.


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