Inchiesta prostituzione, ultime notizie Silvio Berlusconi - Notificati dalla guardia di finanza di Bari gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari relative a un'inchiesta della procura del capoluogo pugliese che presenta 28 capi d'imputazione e riguarda un presunto giro di escort e prostitute messo in piedi, tra l'agosto 2008 e il settembre 2009, dall'imprenditore Gianpaolo Tarantini, accusato di aver indotto in più occasioni alcune donne a prostituirsi con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Oltre allo stesso Tarantini, sono indagati anche il fratello Claudio, Massimiliano Verdoscia, già condannato in primo grado a un anno e quattro mesi di reclusione dal tribunale di Bari per i coca parti organizzati da Tarantini in Sardegna, Pierluigi Faraone e Salvatore Castellaneta, oltre a Sabina Beganovic, Francesca Lana, Letizia Filippi. Per i primi l'accusa sarebbe quella di aver messo in piedi un'associazione che avrebbe compiuto delitti relativi "al reclutamento di donne al fine di farle esercitare la prostituzione con Silvio Berlusconi", duranti gli incontri in incontri presso le sue residenze. Gli indagati si sarebbero anche spesi nell'  "agevolazione, induzione, favoreggiamento e sfruttamento delle attività di prostituzione con lo stesso".

Come emerso nei giorni scorsi, il faccendiere Walter Lavitola, ex direttore dell'Avanti, che circa un'anno fa si era dato un gran da fare nell'inchiesta sulla casa di Montecarlo, mettendo in piedi un'efficientissima macchina del fango rivolta contro il presidente della Camera Gianfranco Fini, faceva da intermediario tra il presidente del consiglio e il gruppo di Gianpaolo Tarantini che aveva promosso e organizzato l'associazione a delinquere per "consolidare il suo rapporto con Silvio Berlusconi, ottenere per il suo tramite incarichi istituzionali e allacciare, avvalendosi della sua intermediazione, rapporti di tipo affaristico con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica, di società a quest'ultima collegate, di Infratelitalia e altre società".

Lui, spesso spesso spalleggiato da Sabina Began, la escort preferita dal premier, meglio conosciuta come l'ape regina, provvedeva a ricercare e selezionare le ragazze, dava disposizioni sull'abbigliamento e sul comportamento da tenere, pensava a sostenere le spese di viaggio e soggiorno, "persuadendole a prostituirsi o rafforzando il loro iniziale proposito di prostituirsi", durante gli incontri con il premier. Loro erano giovani, belle, spesso abbronzate, a volte minorenni, in genere avide di denaro, preferibilmente senza tacchi. In una parola: escort. Tarantini avrebbe provato a far entrare nel giro anche Manuela Arcuri, ma lei avrebbe sempre rifiutato.

Delle 100.000 intercettazioni ambientali realizzate soprattutto nell'estate del 2009, sono state selezionate dai pm solo quelle rilevanti ai fini dell'accusa. Le intercettazioni inoltre non sono state integralmente trascritte ma ci sono solo sintesi di poche righe relative ai colloqui intercorsi tra Silvio Berlusconi e Gianpaolo Tarantini. Oltre a parlare di donne, tra quelle rilevanti ai fini dell'indagini, ci sono le intercettazioni in cui si parla di Guido Bertolaso e di Finmeccanica, oltre ai regali, in genere delle buste contenenti denaro, che il premier avrebbe dovuto consegnare alle ragazze a fine serata.   

Per legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo "le prospettazioni accusatorie contenute nel capo di imputazioni per la vicenda di Bari, non solo vedono totalmente estraneo il presidente Berlusconi, ma dimostrano la sua completa non conoscenza circa l'asserito comportamento del Tarantini e dei suoi coindagati". Nella loro nota viene anche osservato come "Del tutto infondate appaiono le ricostruzioni delle serate, che erano soltanto riunioni conviviali, come più volte affermato dalle stesse protagoniste".

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