La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
Viva, Viva La Befana!

Nella tradizione italiana e in altre parti del mondo,  la Befana,  viene raffigurata come una vecchia che vola su una scopa con un grande sacco pieno di regali per i bambini meritevoli ma anche carbone per quelli che non sono stati buoni durante l'anno. E così, la notte  del  6 gennaio, scende dal camino e va dai  bambini riempiendo le calze lasciate appese sul camino o vicino a una finestra. Se i bambini sono stati buoni, nelle calze ci saranno caramelle e cioccolatini, frutta, noci, frutta secca e piccoli regali, se invece avranno fatto i "cattivi" nelle calze ci sarà  carbone.

L'origine di questa figura si pensa sia legata alle tradizioni agrarie pagane relative all'anno passato e ormai pronto a rinascere come anno nuovo.
Infatti la festa della Befana, rappresenta la fine delle festività natalizie come periodo di tempo tra la fine dell'anno solare e l'inizio dell'anno lunare.

Nell'antichità,  la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. A guidarle, secondo alcuni era Diana, dea lunare legata alla vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (sazietà) o Abundia (abbondanza).

La Chiesa allora condannò con molto  rigore queste credenze, indicandole come  frutto di influenze sataniche. Queste trasformazioni e distorsioni,  diedero origine a comportamenti che sfociarono nel Medioevo nella nostra Befana, il cui aspetto, benché bonario, è visto come quello di una strega. L'aspetto da vecchia raffigurerebbe l'anno vecchio  e quindi concluso.

In  molti paesi europei, era tradizione, all'inizio dell'anno,  bruciare fantocci, con indosso abiti vecchi e sgualciti. Secondo una leggenda legata ai cristiani, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchietta. I Re Magi insistettero, affinché li seguisse per far visita al Bambin Gesù, ma  la vecchietta non volle uscire di casa e accompagnarli. Si narra che, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, ma non li trovò. Allora si fermò in ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolci ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse Gesù.
Da allora pare giri il mondo, facendo regali ai bambini, per farsi perdonare.




Alcuni dolci della tradizione

Il dolce classico a Roma per la festa della Befana è la mela stregata. Una mela con un bastoncino di legno ricoperta di zucchero colorato di rosso, che ci rimanda alla tradizionale mela della strega della favola di Biancaneve.

Ingredienti per 4 persone

8 mele
50 gr. di miele
500 gr. di zucchero
1 bustina di vanillina
mezzo cucchiaino di cannella
fiori di garofano macinati q.b.

Preparazione:

Prima di tutto, preparate le mele. Lavatele per bene, asciugatele e togliete il picciolo inserendo al suo posto un robusto stuzzicadenti (come quello per spiedini).
Prendete un piccolo tegame, versateci 100 ml di acqua tiepida, zucchero e miele facendo sciogliere il tutto. Con un termometro da cucina, verificate che la temperatura arrivi a 100 C°, quindi aggiungeteci i chiodi di garofano e la cannella. Mescolate tutto e attendete che la temperatura arrivi a 150°.
Immergete le mele tenute all'estremità dello stuzzicadenti per qualche secondo, in modo da ricoprirle perfettamente con un delicato strato di caramello. Posizionate le mele su di un vassoio ricoperto di carta da forno e aspettare che si solidifichino. Servitele dopo qualche minuto.

Galette des Rois

E’ il dolce francese che si prepara per celebrare l’Epifania e l’arrivo dei Re Magi. Legato ad un gioco che coinvolge soprattutto i bambini. Nel dolce, si nasconde una fava “fève“. In origine, si utilizzava questo legume; chi trova nella propria fetta la fava, viene eletto re o regina della festa.

Dosi per 6-8 persone

Ingredienti:

2 dischi circolari di pasta sfoglia
50 g burro ammorbidito
100 g zucchero
100 g mandorle in polvere
2 uova
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di rhum

Preparazione

Riscaldate il forno a 200° ed foderate con la carta da forno una placca.
Per la farcia: lavorare il burro con lo zucchero con una forchetta, finché otteniamo un composto spumoso. Aggiungere al composto un uovo, la vanillina ed il rhum, mescolando energicamente. Infine unire le mandorle in polvere ed amalgamare bene il tutto.
Stendere un disco di pasta sfoglia sulla placca foderata e distribuire sopra l’impasto tenendolo ad una distanza di circa 2 cm dai bordi. Spennellare il bordo con un rosso d’uovo sbattuto. Prima di ricoprire il composto con il secondo disco, nascondiamo  nell’impasto la fève (fava). Chiudere bene i bordi con le dita o con la punta di una forchetta. Praticare dei piccoli fori nel disco superiore, in modo che il vapore fuoriesca. Secondo la tradizione francese, segnate il disco superiore con un coltello appuntito delle linee fantasiose.
Cuocete per circa 30 minuti nel forno già caldo a 180.
Servire la galette des Rois tiepida. Tagliatela a fette e servitela ai vostri ospiti: il fortunato che troverà la fève nella propria fetta, sarà eletto Re o Regina della giornata!

Ciambella della Befana

E’ un dolce spagnolo che viene preparato il 6 gennaio.

Ingredienti per 6 persone

400 gr di farina 00
3 uova
100 gr di burro
100 gr di zucchero semolato,
1 cucchiaio di lievito per dolci
¼ l di latte fresco intero
scorzette di 1 limone
sale, frutta candita

Preparazione

Mescolare in un bicchiere 4 cucchiai di latte con il lievito e aggiungere 100 gr di farina.
Impastare e far riposare fino a che il suo volume non raddoppi, (circa 2 ore).
Disporre la farina rimasta a fontana sul piano di lavoro, aggiungere le uova, lo zucchero, il sale, il resto del latte e le scorze di limone.
Mescolare bene il tutto e aggiungere il burro e la pasta lievitata.
Fare lievitare per 2 ore poi preparare l’impasto per l’infornata.
Aggiungere all’interno una monetina (chi la troverà sarà fortunato per tutto l’anno).
Spennellare con un po' di latte la superficie e infornare a 160°  (forno già caldo) per 15 – 20 minuti. A cottura ultimata, lasciare intiepidire e decorare a piacere con la frutta candita.

Pinza de la Marantega (Befana)

Nell’antica tradizione contadina del Veneto la torta dell’Epifania veniva cotta  sotto la cenere dei falò accesi durante il giorno dell’Epifania, dentro a uno strato abbastanza spesso di foglie di cavolo.

Dosi per una pinza

300 gr di farina gialla
200 gr di farina bianca
200 gr di zucchero
200 gr di burro
50 gr di uvetta
50 gr di cedrini canditi
50 gr di zucca candita
10 fichi secchi
1 mela
1 bicchierino di liquore di anice
1 pizzico di semi di anice
1 cucchiaino di lievito per dolci

Preparazione

Lavare l’uvetta e metterla a macerare nel liquore. Versare le farine in una casseruola con lo zucchero e il lievito.
Versare circa un litro di acqua calda e mettere sul fuoco rimestando per circa 40  minuti, in modo da ottenere una polenta abbastanza consistente.
A metà cottura unire il burro, l’uvetta col liquore, un pizzico di semi di anice, i fichi secchi, i canditi e la mela tagliata a piccoli pezzi.
Se fosse necessario aggiungere altra acqua calda e terminare la cottura della polenta.
Fare intiepidire il composto, versalo in una teglia o tortiera imburrata e mettere nel forno caldo a 180° fino a quando non si sarà formata sulla superficie una crosticina dorata.
Servire la Pinza della Marantega fredda.

a cura di Bruno Cantamessa

Per contattare lo chef Bruno:
info@cucinastorica.eu
www.cucinastorica.eu




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