di Alessandra Sorge

Una lunga e travagliata traversata nel deserto africano, i rischi di un viaggio della speranza, a volte della disperazione raccontati in un documentario choc dal titolo "Dio, dove sei"  prodotto e trasmesso da Casa Africa Onlus con lo scopo di disincentivare la traversata del popolo africano attraverso il deserto e il mare, raccontandone i rischi e i pericoli che questo sogno di salvezza comporta e le conseguenze tragiche di chi, pur approdando, è costretto a una difficile sopravvivenza.

Il documentario, trasmesso in conferenza stampa presso la Camera dei Deputati in presenza di numerosi esponenti politici e religiosi ed introdotto da Gemma Vecchio, presidente di Casa Africa, vuole essere uno spunto di riflessione e allo stesso tempo un monito contro chi, attratto dall'idea di una ricchezza facile in Europa, intraprende questo viaggio così pericoloso e inumano, quasi mai raccontato per paura o per vergogna.

“Valorizzare le ricchezze dell'Africa e sostenere coi mezzi appropriati il popolo africano è una priorità inderogabile – sostiene con fermezza Gemma Vecchio ad apertura dei lavori -. Soltanto così sarà possibile mettere fine a questa scia di morte e disperazione, e tamponare il fenomeno dell'immigrazione sempre più incontrollato”.
Alle immagini forti e crude del documentario si è affiancata l'attività di informazione che Casa Africa porta avanti con determinazione da anni e che fa appello agli Stati e alle coscienze dei popoli al fine di "umanizzare" la politica e rendere più concreto l'impegno profuso da parte delle istituzioni laiche e cattoliche sul versante diritti/doveri.

A questo contributo si sono infine affiancate proposte di intervento concrete che i rappresentanti istituzionali hanno riassunto come: miglioramento delle pratiche di accoglienza (in particolare nell'acceleramento del riconoscimento dell'immigrato); offerta di sistemi di riconoscimento e di identificazione tecnologica; maggiore coinvolgimento delle ambasciate, e risoluzione pacifica dei conflitti, soprattutto tra le classi dirigenti africane.

Ma per Gemma Vecchio è possibile fare molto di più. Casa Africa punta  su proposte di riconoscimento della cittadinanza ai figli nati in Italia da immigrati; alla modifica della legge Bossi Fini; alla tutela delle famiglie a rischio con la creazione di progetti volti a migliorare le condizioni delle famiglie italiane e degli immigrati; alla costituzione di un fondo per l'espatrio di immigrati che vogliono ritornare nel proprio paese; a progetti per lo sminamento dei territori africani, aiuto per lo sviluppo economico e sociale dell'Africa, con la proposta di far cessare l'uso e l'abuso di immagini di miseria in Africa e per realizzare una democrazia umanitaria in sintonia con l'identità africana.


Non poteva mancare, al termine della conferenza, l'appello di Gemma Vecchio alle Istituzioni, che qui riportiamo integralmente e che sarà possibile sottoscrivere a breve  sul sito http://www.casaafrica.it/



<< Cari amici, care amiche,

    Vi chiediamo di stare al nostro fianco, per promuovere e diffondere il dialogo e la pace tra i paesi in lite e scuotere le coscienze in occidente contro l'ingiustizia perpetrata con lo sfruttamento delle risorse e delle materie prime dell'Africa, per un futuro di rispetto, dignità e armonia fra gli esseri umani e ciò che ci circonda.

    Gli immigrati e i rifugiati una volta giunti in Italia sono per lo più abbandonati a loro stessi, non vengono aiutati ad integrarsi e inserirsi nel mondo del lavoro: vengono sfruttati ed emarginati, non una casa da abitare e un lavoro dignitoso per procurare sostegno per se stessi e per la propria famiglia.

    Attualmente gli immigrati e i rifugiati soffrono di tempi lunghissimi, fino a più di un anno di attesa per i permessi di soggiorno indispensabili per trovare lavoro, per ricevere un'accoglienza dignitosa, per l'integrazione e la formazione.

    Chiediamo procedure più semplici e adeguate alla fascia di reddito e gratuite in caso di assenza di reddito e la possibilità di estendere a tutti i rifugiati di godere dell'utilizzo dei mezzi di trasporto per facilitare l'integrazione, per frequentare i corsi di formazione e il lavoro.

    La formazione dovrebbe essere programmata per mettere in condizione gli immigrati di fare ritorno a casa o in altro paese dell'Africa al fine di  contribuire loro stessi allo sviluppo del loro paese. L'Occidente ha tecnologie, l'Africa ha le materie prime e le risorse per alimentarle, perciò sarebbe cosa migliore lavorare insieme e trarre gli stessi vantaggi: un obiettivo comune da raggiungere, diversi corpi, una stessa mente. Un'azione virtuosa che potrà generare dignità a tutti gli uomini che partecipano e che si fanno promotori di questo programma di sviluppo per l'Africa.

    Una risposta valida alla evidente crisi economica mondiale, al rischio d'implosione consiste in un azione di cooperazione nei paesi africani in via di sviluppo, per l'utilizzo pacifico delle materie prime e per avere un mercato più ampio tale da assorbire le eccedenze. Non distruzione delle eccedenze ma distribuzione al giusto prezzo con l'equiparazione al valore della moneta africana. No allo sfruttamento. Si, al rispetto per tutti gli esseri umani.

    Da secoli si succedono guerre e devastazioni, ma anche le cosiddette 'potenze' finiscono, è arrivata l'ora di cambiare la tendenza. La vera civiltà si basa sul rapporto fra i propri simili e l'armonia con tutto ciò che ci circonda. Dalla terra non si porta via nulla, tutto quello che si produce rimane alla terra. Le ricchezze prodotte, il denaro e il potere non rendono immuni ne' dalle catastrofi naturali ne' dalle guerre e malattie, perciò l'eredità per le future generazioni sono la pace, il rispetto, la fratellanza e la reciproca valorizzazione.

    La dignità è l'abito più elegante che l'essere umano possa indossare e non va calpestata >>.


Gemma Vecchio
Presidente "Casa Africa" - Onlus

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