PUGLIA, ILVA DI TARANTO RESTA APERTA / Decreto legge obbliga Ilva a rimanere aperta. Arriva garante

Con un decreto legge è stata assicurata l'apertura e la produzione Ilva, ultime notizie Taranto - UnoNotizie.it -  Il consiglio dei Ministri ha approvato "un decreto legge per il risanamento ambientale e la continuita' produttiva dell'Ilva di Taranto, che recepisce le indicazioni emerse nel corso dell'incontro tra governo, parti sociali, amministratori locali e vertici aziendali del 29 novembre 2012". Lo riferisce la nota di Palazzo Chigi. Decreto Salva Ilva? No e' un "decreto salva ambiente, salute e lavoro presso l'Ilva di Taranto", dice il premier Mario Monti in conferenza stampa. Il decreto e' "una creatura blindata dal punto di vista della sua effettiva applicazione".

"Il decreto consente un cambio di passo importante verso la soluzione delle problematiche ambientali, il rispetto del diritto alla salute dei lavoratori e delle comunita' locali interessate, e la tutela dell'occupazione". Con il decreto "vengono inoltre perseguite in maniera inderogabile le finalita' espresse dai provvedimenti assunti dall'autorita' giudiziaria".
Il rilascio a ottobre da parte del ministero dell'Ambiente dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia) "ha anticipato gli obiettivi fissati dall'Unione europea in materia di Bat - best available technologies (tecnologie piu' efficienti per raggiungere obiettivi di compatibilita' ambientale della produzione) di circa 4 anni". Con il provvedimento odierno, spiega la nota di Palazzo Chigi, "all'Aia e' stato conferito lo status di legge, che obbliga l'azienda al rispetto inderogabile delle procedure e dei tempi del risanamento".
Qualora "non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento", il decreto "introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo gia' previsto dall'Aia". Con il decreto appena licenziato dal governo "si stabilisce che la societa' Ilva abbia la gestione e la responsabilita' della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto l periodo di validita' dell'Aia".

"Il decreto di oggi mira a garantire la continuita' produttiva e la salvaguardia dell'occupazione presso lo stabilimento di Taranto, nel pieno rispetto delle fondamentali esigenze di tutela della salute e dell'ambiente, imponendo lo scrupoloso rispetto di tutte le prescrizioni adottate dalle autorita' amministrative competenti".
Si stabilisce che la societa' Ilva "abbia la gestione e la responsabilita' della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validita' dell'Aia. L'Ilva e' tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni dell'autorizzazione ambientale". I provvedimenti "di sequestro e confisca dell'autorita' giudiziaria non impediscono all'azienda di procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell'autorizzazione".

"Il decreto introduce la figura del Garante della vigilanza sull'attuazione degli adempimenti ambientali e di tutte le altre disposizioni del decreto, che sara' nominato con un successivo provvedimento". "Il Garante acquisira' dall'azienda, dalle amministrazioni e dagli enti interessati le informazioni e gli atti ritenuti necessari, segnalando al presidente del Consiglio e al ministro dell'Ambiente le eventuali criticita' riscontrate nell'attuazione del risanamento e dell'Aia e potra' proporre le misure idonee, tra le quali anche provvedimenti di amministrazione straordinaria. Ogni sei mesi il ministro dell'Ambiente riferira' alle Camere lo stato di attuazione dell'Aia e del piano di ambientalizzazione".

"La proprieta' (la famiglia Riva, ndr) non solo e' costretta a fare, ma se non fa quello che la legge le obbliga verra' messo qualcuno a farlo, portando l'azienda a perdere la proprieta'. E' un intervento fortissimo, non esiste la possibilita' di non fare". Lo annuncia il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, in conferenza stampa a Palazzo Chigi.
Di fronte "a provvedimenti non in linea", continua Passera, puo' scattare "una procedura di amministrazione controllata".
"Stiamo parlando di una cifra di almeno 3 miliardi, forse di piu', per l'adeguamento tecnologico. Con questo decreto l'Italia fa un salto e si mette tra gli impianti piu' moderni e sicuri in Europa".

"Non e' possibile che l'Italia dia una immagine di se', in un sito cosi' importante, di inconciliabilita' di grandi valori come l'ambiente la salute e l'occupazione". Cosi' il premier Mario Monti in conferenza stampa.
Ci sono stati "errori del passato reiterati nel tempo, incoerenze sia imprenditoriali che amministrative, sottratte alla regola della responsabilita' non possiamo ammettere ci siano contrapposizioni drammatiche tra salute e lavoro, tra ambiente e lavoro".
La vicenda dell'Ilva "ci insegna che operando armoniosamente, con le parti sociali e le amministrazioni, si puo', e speriamo che la realta' dei prossimi tempi si incarichi di dimostrarlo, trovare un clima di serenita' per una soluzione che soddisfi tutti".

Commenti

Buonasera a tutti, ecco perche´ il nostro governo e´ importante, come anche i politici competenti,i tecnici, solo chi ha una visione a 360° riesce a comprendere la criticità di quanto sarebbe accaduto chiudendo l´ilva di taranto. La magistratura ha compiuto un lavoro magnifico, anche se doveva essere eseguito decine di anni fa, comunque adesso procura e magistrato dovranno perseguire chi ha compiuto il crimine mentre deve lasciar operare secondo l´aia la politica industriale, in quanto loro non sono competenti a tal riguardo e non conoscono i rischi e danni irreparabili a cui si andrebbe incontro. Grazie Monti, Grazie Clini, Passera e tutti voi competenti che ogni giorno vi sacrificate per far si da far emergere questo paese sfruttato da tantissimi anni da politici falsi e venduti.....
commento inviato il 02/12/2012 alle 1:58 da nico  
Egregio Sign. Nico, La tua opinione è a dir poco struggente. Non so dove vivi e proprabilmente non conosci la realtà di Taranto. Non sono un esperto di legge nè di politica, ma questa è l´ennesima dimostrazione che viviamo in uno stato mafioso e corrotto sminuire e vanificare il lavoro della procura e della magistratura a vantaggio del profitto con interessi sporchi a livello nazionale.
commento inviato il 03/12/2012 alle 9:00 da martipis  
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