Roma ultime news Italia - www.UnoNotizie.it - Si attesterebbe, secondo le statistiche, al 25% la percentuale delle chiamate fasulle ai numeri di emergenza che compromettono il salvataggio di migliaia di vite umane ogni anno. Perché non è raro il caso che l’operatore del servizio sia impegnato nel rispondere a questo tipo di chiamate e quindi chi ha da segnalare un’emergenza trova l’altro capo del telefono non libero.

È evidente, a tal proposito, che un intervento tempestivo a seguito di un trauma o di una grave patologia acuta o della segnalazione di un possibile reato o di un incendio, possono aumentare in maniera vertiginosa la possibilità di salvare una vita umana o di evitare la commissione di un delitto o il propagarsi di fiamme in caso di combustione.

Un dato significativo è che le chiamate mute, interrotte o gli scherzi aumentano nella fascia pomeridiana, in particolare tra le 16 e le 18, che è il momento della giornata in cui la gran parte dei bambini sono a casa dopo la scuola anche se con i cellulari affidati anche ai più giovani l’orario critico si sta estendendo.

Per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, al di là dell’aspetto educativo e quindi della necessità di far comprendere anche ai più piccoli i problemi connessi a tale attività di disturbo del soccorso, è evidente che il nostro sistema dell’emergenza non risulti adeguato ai tempi, anche per l’inutile e gravosa duplicazione dei numeri e dei centralini che gestiscono le segnalazioni.

Basta riflettere sull’elenco di seguito riportato per comprendere che siamo ancora carenti rispetto ad un modello di organizzazione integrata secondo lo schema del tipo “Centro di raccolta delle chiamate d’emergenza” (PSAP, Public Safety Answering Point) e sul numero unico (per esempio il “112”) utilizzato da  paesi più avanzati nel campo delle emergenze. Carenze che permangono tutt’ora per ciò che concerne la localizzazione del chiamante che risulta inadeguata e ancora molto si deve fare per la gestione delle chiamate di chi ha disabilità o parla una lingua diversa.

Mentre la localizzazione del chiamante costituirebbe un importante deterrente alle false chiamate, dall’altra la semplificazione e la gestione integrata delle telefonate più complesse in partenza da minori, disabili o stranieri darebbe voce a parte delle richieste mute, classificate oggi come “false chiamate” e quindi potrebbe servire a creare adeguati filtri proprio contro le operazioni di disturbo.

Tutte misure possibili che porterebbero notevoli risparmi per lo Stato e contribuirebbero al salvataggio tempestivo di migliaia di cittadini ogni anno.

Questi i numeri principali per segnalare le emergenze in Italia e per le quali lo “Sportello dei Diritti” chiede un intervento del prossimo governo per la creazione di un unico “Centro di raccolta delle chiamate d’emergenza” (PSAP, Public Safety Answering Point):

- 112 Carabinieri

- 113 Polizia di Stato, Soccorso pubblico di emergenza

- 115 Vigili del Fuoco

- 117 Guardia di Finanza

- 118 Emergenza Sanitaria, ambulanza

- 114 Emergenza Infanzia

- 1500 Call center per le Emergenze Sanitarie

- 1515 Emergenza ambientale, Corpo Forestale dello Stato

- 1530 Emergenze in Mare, Guardia Costiera

- 1544 Polizia Penitenziaria

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