Movimento 5 Stelle, ultime news Beppe Grillo, Rai Tg3  www.UnoNotizie.it -
Molte testate hanno parlato di un servizio contestato solo per scomodità, nessuno però ha messo l'accento sul dovere di rettifica che sarebbe previsto, se l'argomento in questione fosse proprio la stampa in un sistema democratico. Non l'ha fatto Beppe Grillo, facile alle tinte forti e alle espressioni di sfiducia marchiane, non lo ha fatto il Tg3. Ne parla la stampa di questa cosa, la rettifica, che però per la campagna di Beppe Grillo è un po' come fare il gioco che si è imposto di non voler fare. Nessun invischiamento con la Rai tv.


La contestazione del comico genovese fa scalpore proprio in quanto si è rifiutato, per motivi più o meno apprezzabili, di partecipare a quello che ha definito un dibattito politico pilotato e sterile, attraverso media canonici al soldo di poteri forti.

A
differenza della nutrita schiera di lettori e telespettatori, Beppe Grillo in tv ci ha lavorato ed è anche stato estromesso dal bussolotto magico a suo tempo proprio grazie ai legami che la televisione libera ha sempre subito delle parti politiche, di cui fondamentalmente la televisione è emanazione scremata. Dopo la divisione delle poltrone, i cda cercano di difendere la linea politica di chi li ha eletti mediandone la visibilità e più che mai l'immagine di facciata.


Beppe Grillo, si badi bene, potrebbe essere semplicemente stanco come me o tanti di voi di un servizio pubblico solo a parole che pretende dai cittadini onesti introiti motivati da una legge promulgata nel ventennio fascista. Ne conosce dinamiche e intrighi l'opinion leader genovese, come chiunque tra i cittadini non si sia lasciato abbindolare può riuscire a ricordare ci sono tanti casi che dimostrano questa tesi. Numerose sono le pagine indegne che il servizio televisivo ha partecipato a creare in questa nazione e non credo siano poi così pochi gli Italiani che con sincerità possono dare la loro conferma a questo stato di cose.

La campagna elettorale che ha deciso di mettere in campo il M5S tenta di tagliare fuori il business dell'infotainment che tanto male ha fatto ai teledipendenti del bel Paese. La cosa può trovare consensi, può far riflettere, può essere anche utilizzata per una campagna di demonizzazione, e la tv non è mai stata immune dal cavalcare i pregiudizi e la diffidenza degli ignoranti, cioè coloro che ignorano, per scopi poco nobili.

Così in onda nell’edizione di ieri delle 19 del Tg3, un servizio tirava in ballo la formazione politica M5S, partito-non partito, tenuto lontano dagli schermi televisivi per costituzione o politica aziendale se rende meglio l'idea. È stato stuzzicato, a ben vedere, con informazioni fallaci il can che dorme. Beppe Grillo sul suo blog ha detto la sua, denunciando la presunta malainformazione – il comico non chiedeva la rettifica o un servizio riparatore, come giusto che sia, ma ha concluso seccamente: “Rai3 deve chiudere”.


L'avrei detto anche io. Che di Rai3 sono assiduo spettatore. Lo avrebbe detto chiunque dei lettori in un momento di rabbia, in cui davanti al Paese vi avessero fatto passare come ladro o millantatore, o se l'avessero detto ad esempio di un vostro caro o familiare. La verità è che questo paese è cattolico solo per posa. Perchè sono pochi i cattolici o sedicenti tali, che prima di esternare un giudizio applicano quell'utile insegnamento cristiano di fare agli altri quello che si vorrebbe fosse fatto a se stessi. Si scade con facilità inaudita in banali e oleati meccanismi di dissuasione dalla coscenza, e troppo spesso la cosiddetta informazione, l'infointrattenimento in modo aggravato, ne sono grandemente responsabili.

“Dal Tg3 del pdmenoelle delle ore 19 del 2 gennaio 2013: ‘Sul sito (del M5S) parte la campagna di raccolta fondi. Obbiettivo: 1 milione di euro si chiama. Perche’ e’ quella la cifra di cui, fatti i conti, avrebbe bisogno il comico per pagare studi legali, promuovere il simbolo, organizzare la tourne’e elettorale che lo porterà in giro per l’Italia. E cosi’ il MoVimento che si vanta di non avere chiesto neanche un euro per il voto alle Parlamentarie e disprezza i rimborsi elettorali ai gruppi politici si ritrova a sperare nel contributo volontario degli iscritti’”. “Si ricorda a Bianca Berlinguer- conclude Beppe Grillo- che il M5S non ha mai avuto contributi elettorali, a differenza del pdmenoelle che ha incassato centinaia di milioni di euro grazie alle tasse degli italiani e contro la volontà espressa in un referendum. I fondi richiesti sono volontari e non obbligatori. Raitre deve chiudere”.

Opinione provocatoria, sacrosanto poter essere arrabbiati e denunciare un atteggiamento cospiratorio. Forse sbaglio anche io con la mia intuizione di queste dinamiche che l'hanno prodotta, ma molti commenti dei giornali fanno proprio pensare ad acclarate riletture a pro di scandalo e gonfiaggio di casus inesistente.

Beppe Grillo non ha il potere di abolire nessuna rete, e può esprimere la sua posizione indignata e incazzata proprio come me o voi e se per giunta lo fa nel suo blog è ancora più palese questa libertà di dar sfogo a ciò che non gli va bene. Non è stato usato un canale privilegiato pagato da contribuenti per dare voce a queste parole, che oltre tutto in pochi avranno letto integralmente.

Non è assolutamente legittimo togliere la libertà di espressione o anche solo di sfogo alla gente, sia che si chiami Beppe Grillo o che si chiami Pinco Palla.



Giancarlo Rescifina

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