L’epoca etrusca: la fondazione di Pyrgi
Gli scavi del santuario, avviati nel 1957, hanno rivelato la topografia generale dell’area, dove si trovano almeno due templi provvisti di una ricca decorazione architettonica, detti templi A e B, un’area sacra C, un lungo edificio rettangolare suddiviso in cellette. Dagli scavi dell’area C furonoscoperte, nel 1964 insieme ad altri materiali, le tre famose lamine d’oro, accuratamente ripiegate e deposte. Due delle lamine risultano scritte in etrusco e una in fenicio; i preziosi documenti si riferiscono al culto della dea etrusca Uni assimilata alla fenicia Astarte, e menzionano il nome di  Thefarie Velianas, definito nel testo “re su Caisra”.

Il porto di Pyrgi, con l’annesso santuario di Eileithya-Leukothea, rimase in funzione nel V e nel IV sec. A.C. continuando a rappresentare uno dei principali porti del Mar Tirreno



L’epoca romana: il castrum

La romanizzazione della fascia costiera del territorio cerite, avviata nei primi decenni del III sec. a.C., comportò la deduzione di varie colonie marittime delle quali Pyrgi fu certo una delle più importanti. Città fortificata a pianta rettangolare, venne edificata su una parte dell’insediamento etrusco, provvista di possenti mura in opera poligonale con quattro porte di accesso aperte a metà di ciascun lato.
La fortezza, divisa nel suo interno per assi ortogonali, fu posta a controllo del litorale, del porto e degli interessi commerciali strategici su questo gravitanti. Rimangono notevoli tratti delle mura di fortificazione pertinenti ai lati rivolti a terra; il quarto lato, rivolto verso il mare, è visibile a tratti al di sotto delle strutture del castello (cantina della Legnaia). La frequentazione del sito di Pyrgi prosegue senza interruzioni almeno fino in epoca tardo antica (IV_V sec. d.C.)


L’epoca medievale e moderna: Il Castello ed il borgo

La probabile continuità di vita nel luogo dell’antica colonia romana in epoca alto-medievale (VII-IX sec. d.C.), condusse alla formazione del Castellum Sanctae Severa.
Intorno alla Torre Saracena, posta a controllo del porto e del litorale, nel XIV sec. si sviluppa il castello e il relativo borgo. La prima citazione storica riguardante il Castello di Santa Severa risale ai monaci dell’Abbazia di Farfa. In seguito il castello appartenne ai monaci di San Paolo, agli Agostiniani ed anche ad alcune famiglie nobili romane.

Nel 1482 il Papa Sisto IV lo concesse all’ordine del Santa Spirito il quale ne fece a sua volta e per cinque secoli (1482-1980), il cuore di un’azienda agricola estremamente vasta. Dal 1980 al 1992 il Castello viene affidato in gestione al Comune di Santa Marinella; dal 1992 la proprietà è della società GEPRA di cui fa parte la ASL di Civitavecchia.

Il Museo del Mare e della Navigazione Antica:

Inaugurato nel settembre del 2005 in un nuova veste arricchita ed ampliata, il Museo offre al visitatore un quadro delle vicende storiche dell’importante sito di Pyrgi e del Castello di Santa Severa. Il percorso, che si articola in sette sale espositive, è dedicato in particolar modo al tema dell’archeologia subacquea e della navigazione antica con simulazioni al vero di un relitto affiorante dai fondali sabbiosi, per far meglio comprendere come si svolga il lavoro degli studiosi; la ricostruzione scientifica sempre in scala uno a uno, di un vano da carico di una nave oneraria romana e ricostruzioni di apparati di sentina ovvero di macchine idrauliche di vario tipo.

Il Museo, nato con l’intento di costituire un primo centro di documentazione e conservazione dei reperti provenienti dai fondali del litorale compreso tra Alsium e Centumcellae, presenta un’attenzione particolare al mondo della scuola alla quale dedica una ricca e differenziata offerta di laboratori didattici teorico pratici , volti a suscitare l’interesse dei giovani nei confronti del patrimonio storico naturalistico ambientale.

Redazione a cura
Dott.ssa Cristina Civinini

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