Il Comitato acqua potabile, facendo seguito alle precedenti richieste di documenti e chiarimenti , ha inviato una lettera al Sindaco del Comune di Ronciglione e alle istituzioni, con richiesta di accesso agli atti, reiterando le richieste precedenti e integrandole con nuove richieste.


Tutto ciò perché possa essere chiarita alla popolazione l’attuale situazione dell’acqua che viene distribuita dal pubblico acquedotto, anche a seguito della diffusione di voci che affermano potabile l’acqua distribuita, dopo la installazione del dearsenificatore presso il pozzo di Chianello e alla confusione sulla scadenze delle “auto deroghe” , che l’ Italia si è data rispetto alla direttiva europea del 98/83/CE e alla legge italiana 31/2001.


In particolare la richiesta di documenti riguarda la progettazioni e impegni di spesa effettuati per la suddivisione in zone dell’acquedotto; la copia della lettera inviata dal comune alla asl dopo la installazione delle fontanelle leggere o “fontanelline; dei progetti e impegni di spesa per gli allacci alle tubature e installazione di nuove saracinesche, che modificano completamente la rete di distribuzione, delibere di approvazione da parte degli organi competenti e progetti stessi, oltre all’informazione e la pubblicizzazione delle iniziative specifiche che sono state prese o che s’intendono prendere; i documenti riportanti le decisioni sulla chiusura dei pozzi, di cui anche il comitato ne aveva fatto richiesta, che sembra sia avvenuta, contenenti fra l’altro cocktails di veleni, compreso l’uranio 238.


E’ stata, poi, richiesta dal comitato acqua potabile la copia dei provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale a seguito dell’indagine conoscitiva, ordinata al Corpo di polizia comunale dalla amministrazione Sangiorgi, che ha evidenziato le forme di approvvigionamento degli esercizi commerciali che utilizzano acqua per gli alimenti.

E’ stato richiesto, inoltre, se l’amministrazione alle luce delle ultime vicende ( non potabilità dell’acqua della sorgente del Fogliano) intende avviare nuovi accertamenti, a tutela della salute pubblica.

Chiarimenti necessitano anche rispetto alcune delibere che continuano ad essere scritte da tecnici: poco chiare e poco comprensibili ai non addetti ai lavori.

Il Comitato ha altresì richiesto l’apposizione del cartello NON POTABILE in tutte le fontanelle pubbliche, compresa quella della sorgente delle Cavette, essendo in vigore l’ordinanza di non potabilità anche per le sorgenti del Fogliano, delle Cavette e S. Maria .

Pur prendendo atto che la richiesta più volte fatta di monitoraggio sulla salute degli abitanti dei Monti Cimini, è stata riproposta anche dal Consiglio provinciale di Viterbo, il comitato acqua potabile ha chiesto l’impegno del Comune di Ronciglione per ottenere l’avvio in tempi rapidi, iniziando dai bambini .

Visto il perdurare e per alcuni versi, l’aggravarsi dell’emergenza, il comitato acqua potabile ha insistito per la effettuazione da parte delle istituzioni di un servizio, così come indicato dall’ISS, porta a porta rifornire di acqua potabile la popolazione, soprattutto gli anziani, le donne incinte e i bambini piccoli.


Visto lo stato di degrado delle acque del lago di Vico, interessato da tempo all’eutrofizzazione e dal rilascio delle microcistine cancerogene dell’alga rossa, Il Comitato acqua potabile ha richiesto l’impegno preciso delle istituzioni per il suo risanamento, attraverso politiche idonee alla eliminazione degli apporti organici e chimici derivanti: dalle fosse a dispersione ancora presenti, per le quali sappiamo che l’amministrazione comunale ha deliberato la richiesta di finanziamenti finalizzati alla costruzione di nuovi collettori fognanti ; dalla monocoltura delle nocciole . Il comitato ha chiesto inoltre l’ impegno concreto dell’amministrazione comunale per la definitiva bonifica del Centro Nucleare Batteriologico e Chimico; per il superamento della Riserva naturale del Lago di Vico, con la creazione del Parco dei Monti Cimini e del lago di Vico, capace di tutelare veramente l’ambiente e dare effettivo sviluppo al Turismo e a tutta l’economia dei Monti Cimini.


Ha chiesto ancora chiarimenti rispetto le modalità di smaltimento dei residuati dei dearsenificatori attivati e di quelli installati nelle casette dell’acqua o fontanelle leggere; la provenienza dell’acqua scaricata ogni fine settimana nel Rio Vicano da una conduttura ben visibile da via delle Cartiere, proprio sotto il Casalino e di verificare se risponde al vero che tale acqua proviene dalla pulizia dei filtri installati al Casalino. Tale fatto di enorme gravità qualunque sia la provenienza, è tanto più grave se realmente l’ente pubblico lo effettua.

Il Rio Vicano non dovrebbe ricevere inquinanti, a meno che non si voglia continuare illegittimamente a mantenerlo come fogna a cielo aperto.


Il Comitato ha chiesto inoltre copia degli eventuali atti già deliberati ( lettere d’intenti ecc.) , rispetto la ferma opposizione alla modifica della legge 31/2001, proposta dal Governo all’Europa. Avendo la Unione Europea risposto che tale modifica è di pertinenza delle autorità italiane, il comitato ha richiesto al Comune di Ronciglione di attivarsi, anche ricercando il coinvolgimento del Comune di Caprarola, della Provincia di Viterbo, della Regione Lazio, e manifestare la volontà del Consiglio comunale opponendosi alla introduzione della tabella per le microcistine che modificherebbe in senso negativo il Decreto legge 31/2001 eliminando il principio di precauzione che è alla base dei sistemi democratici , nel rispetto della salute dei cittadini. Tale modifica renderebbe potabile per legge acqua contenente micro cistine cancerogene e cocktails di veleni. La presenza di microcistine nelle acque destinate al consumo umano verrebbe dichiarata lecita , con le tragiche conseguenze a tutti evidenti e la “condanna” inflitta ai cittadini di Ronciglione e Caprarola, a dover bere acqua cancerogena per sempre.


Ciò è inammissibile, anche perché sia i Comuni di Ronciglione che di Caprarola intendono continuare ad attingere acqua dal lago di Vico, per il cui risanamento si prevedono tempi lunghissimi per i costi elevatissimi e per insufficiente volontà politica . A tal proposito è indicativa la stridente contrapposizione con le finalità specifiche della stessa deliberazione regionale del 2 novembre 2012 n.539, che individua le aree di salvaguardia della captazione dal lago di Vico in tutto il bacino, e al punto 6/3 permette di concimare, fertilizzare e usare pesticidi, sulla base di PUA, che il Comune di Caprarola ha redatto e il Comune di Ronciglione ha fatto propri e dei quali il comitato ne ha chiesta copia . Tale punto anziché produrre la salvaguardia del lago dall’inquinamento, potrebbe essere la scappatoia che permette ancora l’uso esagerato di pesticidi e fertilizzanti, senza veri controlli. Per questo motivo occorre l’impegno delle istituzioni e del Comune di Ronciglione con una deliberazione del Consiglio comunale, perché il punto 6/3 della delibera regionale 2/11/2013 n.539 venga cancellato completamente, dato che permette ancora l’ apporto di sostanze inquinanti al lago di Vico.

L’agricoltura deve tornare ad essere rispettosa dell’ambiente, quindi non ecosostenibile che è soltanto un piccolo timido e forse inutile passo, ma a nostro parere deve essere ecologica.


Se tutto ciò non verrà avviato, conclude il comitato, attraverso una iniziativa ferma e decisa, da parte di chi ha a cuore la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente, si potrebbero verificare le seguenti ipotesi: la legge potrebbe definire potabile l’acqua contenente le microcistine; grazie all’apporto di nutrienti che i PUA, per le aziende agricole del lago di Vico, permettono, le micro cistine cancerogene della planthotrix rubescens aumenteranno; si rinvierà sine-die il disinquinamento del lago di Vico, per scarsa volontà politica e per mancanza di finanziamenti; il lago di Vico visto che il processo di eutrofizzazione avanzerà maggiormente, morirà definitivamente, così come prospettato da dati scientifici.


Il Comitato è, poi, tornato a chiedere alle istituzioni la verifica di tutta l’acqua che viene distribuita in particolare nei paesi dei Monti Cimini, rispetto i metalli pesanti e soprattutto l’uranio 238, non essendo la ASL e l’Arpa in grado di effettuare questo tipo di analisi, così come hanno affermato.

Infine il Comitato ha ancora una volta richiesto, per tutti i cittadini di quei Comuni dove è stata distribuita acqua non potabile, al Comune di Ronciglione e alle istituzioni tutte, la riduzione del 50% del canone delle prossime bollette e il rimborso di quelle pagate in precedenza, rispettando le leggi che la sanciscono.

Raimondo Chiricozzi



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