Perugia, ultime news - UnoNotizie.it - “Come abbiamo denunciato in più occasioni, anche attraverso gli organi di stampa, siamo e continueremo ad essere contrari al Sistri”. Così Stelvio Gauzzi, segretario di Confartigianato Imprese Perugia, ha sottolineato, ancora una volta, la disapprovazione dell’associazione di categoria nei confronti del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri), in particolare, in vista della decisione del Governo di confermare l’entrata in vigore, dal primo ottobre, del sistema destinato alle imprese che trasportano rifiuti pericolosi.

“I nostri autotrasportatori – ha continuato Gauzzi – non si possono permettere di applicare un sistema di tracciabilità dei rifiuti che, fin dalla sua nascita, ha ampiamente dimostrato di non funzionare. È altresì assurdo che il Sistri sia obbligatorio per le nostre imprese e non per quelle straniere che operano nel nostro Paese. In un momento nerissimo per la nostra economia, le imprese non hanno certo bisogno di altri problemi come quelli che provoca il Sistri, una legge assurda, inefficace ed inefficiente”.

“Il Governo – ha detto ancora il segretario provinciale di Confartigianato – ha continuato ad agire con cecità, senza tener conto dei risultati negativi dei test di funzionamento effettuati in passato che hanno evidenziato i deficit tecnici e le inefficienze dei dispositivi previsti dal Sistri: chiavette usb e ‘black box’”. “Ora – ha proseguito Gauzzi -, le nostre aziende finiranno per dover subire i costi e le inefficienze di un sistema che, oltre ad essere economicamente oneroso, non garantisce alcun risultato per il suo obiettivo principale, vale a dire la battaglia contro lo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi”.

Secondo Stelvio Gauzzi, inoltre, “al danno si aggiunge la beffa del diverso trattamento tra gli autotrasportatori italiani e quelli con sede all’estero, ma operanti in Italia, i quali non sono obbligati ad aderire al Sistri. In questo modo, saranno indubbiamente favoriti sul mercato nazionale rispetto, invece, alle nostre aziende, su cui gravano i costosi adempimenti prescritti dalla tracciabilità telematica dei rifiuti”.

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