VETRALLA - VITERBO (UnoNotizie.it)

Vetralla è un comune della provincia di Viterbo, posizionato nel cuore del territorio degli Etruschi, all'incrocio di tre grandi arterie viarie romane: la Clodia, la Cassia e l'Aurelia. Il centro ha origini antichissime e le zone circostanti sono ricche di testimonianze archeologiche che attestano un diffuso popolamento già dalla tarda Età del Ferro. Gli insediamenti etruschi sono documentati da alcune necropoli dei dintorni come Cerracchio e Grotta Porcina. Dell’epoca romana restano invece le tracce del Forum Cassii, una stazione di sosta lungo il tratto dell’antica consolare Cassia.

L’attuale abitato, di impianto medievale, si estende a ridosso di una lunga via di penetrazione e conserva ancora un fascino autentico nell’assetto urbanistico e architettonico. La campagna circostante, meta ideale per appassionati di storia e natura, mostra i tipici tratti del paesaggio etrusco, caratterizzato da profonde forre e selvaggi boschi. Vetralla è infatti situata alle pendici del Monte Fogliano (alto 965 metri), appartenente ai Monti Cimini, un insieme di rilievi di origine vulcanica che fanno parte dell'Antiappennino laziale. I Cimini rappresentano quanto rimane della corona perimetrale di due sistemi vulcanici: uno più antico, il Cimino (alto 1053 metri) e uno più recente, il vulcano Vicano, con il monte Fogliano, il Poggio Nibbio e il monte Venere, la cui caldera ospita oggi il lago di Vico.

Ricoperta da una folta vegetazione, composta da faggi e castagni, arricchita anche da un sottobosco fittissimo, la Selva Cimina impressionò le legioni degli antichi romani durante la conquista dell’Etruria. Lo storico romano Tito Livio ci racconta che, fino alla fine del IV secolo a.C., questi boschi costituivano un limite invalicabile a causa della loro impenetrabilità e delle leggende che lo volevano pieno di sortilegi e presenze misteriose. Monte Fogliano si configura come un'intatta e preziosa oasi ecologica, un’isola di verde dalla cui sommità si gode una vista stupenda sul lago di Vico.

E’ consigliato visitare questo affascinante luogo, specialmente l'8 maggio, in occasione dello “Sposalizio dell’Albero”. Le prime notizie storiche sull’evento risalgono al Medioevo, ai tempi delle aspre discordie fra Viterbo e Vetralla per il possesso del Monte Fogliano. Papa Eugenio IV, con bolla “Exigit” del 17 febbraio del 1432, decise di assegnare la proprietà del territorio a Vetralla. Dal 1470, per timore di perdere il diritto concesso, il popolo vetrallese decise di riaffermare ogni anno il proprio dominio con la tradizione dello sposalizio. La mattina dell’8 maggio il sindaco di Vetralla, accompagnato dalle autorità civili e da una folla di "testimoni", si reca nel bosco di Monte Fogliano antistante l'Eremo di Sant'Angelo, fondato nel XIII secolo dai monaci benedettini.

Inizia così il rito dello sposalizio fra i due alberi prescelti. La sposa, una quercia, porta un lungo velo nuziale, mentre il suo sposo, un cerro, è addobbato a festa con ghirlande di fiori, ginestre e narcisi. Ad unirli in “matrimonio” è un sacerdote ed il sindaco che, leggendo l’atto pubblico, rinnova l’antico atto di possesso. Al termine della cerimonia, dopo la benedizione impartita a tutti i partecipanti e con l’accompagnamento della musica della banda, tutti possono approfittare del rinfresco, come in ogni matrimonio che si rispetti. All’evento fanno da contorno un corteo storico con dame e cavalieri in costume, sbandieratori e gruppi vari che rendono omaggio agli "sposi”. La tradizione folcloristica dello Sposalizio dell’Albero, come altre feste che si celebrano in questo periodo dell’anno, può farsi risalire a quegli arcaici riti di fecondità, eseguiti allo scopo di propiziarsi un buon raccolto. E' un poetico rituale, dal sapore antico, che esprime la primordiale concezione unitaria della natura e della vita. 

Elisa Ignazzi

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