TUSCIA-VITERBO (UnoNotizie.it) Il Centro Studi continua la sua intensa attività di approfondimento sull’impatto che produrrebbe sul nostro territorio una grande infrastruttura aeroportuale – in sedime T.Fabbri – a soli 2 km. da Viterbo, in zona archeologica e termale, infrastruttura destinata ad accogliere, in prima battuta, tutti i movimenti aerei attuali di Ciampino (5 mln. passeggeri /anno), per giungere ad ospitare, a regime, fino a 20 mln passeggeri /anno.

Il presente saggio è il terzo di una collana iniziata con l’indicare -con una analisi scientifica multi criterio - il sito ideale (in Provincia di Viterbo tra Montalto di Castro e Tarquinia) qualora fosse stato risolutorio, per il sistema aeroportuale romano, realizzare un secondo mega-aeroporto mirato ad ospitare tutto il traffico low cost destinato alla Regione Lazio e quant’altro (aspetto tutto ancora da verificare).

Ha fatto seguito a questo primo saggio, un confronto, in tema di emissioni nocive, tra la Centrale Elettrica a carbone di Torre Valdaliga Nord e il realizzando mega Aeroporto di "Viterbo" (15 ottobre 2008). Con una successiva iniziativa il Centro Tuscia ha reso pubblico un elaborato scientifico, dal quale si desume quale potrebbe essere l’impatto ambientale sull’auspicato sviluppo delle terme e dell’agricoltura della prospettata realizzazione.

Alla luce dell’interesse suscitato – in particolare presso gli agricoltori viterbesi – da questo 2° studio che ha messo a nudo gli effetti devastanti di una imponente opera aeroportuale sul patrimonio agricolo e termale della Città dei Papi, S.T.A.S.A. ha ritenuto opportuno completare le proprie analisi con una approssimativa stima delle esternalita’ causate (rispettivamente perattività umane, salutee cambiamenti climatici) dalle emissioni aeroportuali, quantificate in danni economici.

Sono stati selezionati i medesimi scenari del precedente studio sulle emissioni,diversificati dal numero di passeggeri annui ( 290.000 p/a;1.000.000 p/a; 2.900.000 p/a; 5.800.000 p/a; 10.000.000 p/a; 20.000.000 p/a). È importante precisare che questo 3°studio rappresenta solo una stima dell’ordine di grandezza delle esternalità causate dai danni e, inoltre, chei dati ottenuti riguardano la sola Italia, senza sommare i danni causati ai Paesi membri della U.E.

Comunque detti costi risulterebbero sensibilmente inferiori qualora il mega aeroporto venisse localizzato nell’area territoriale compresa tra Montalto di Castro e Tarquinia (così come individuata dall’analisi multi criterio di S.T.A.S.A. - studio 1) in quanto sicuramente meno popolata ed ubicata lungo la costa per cui almeno la metà delle emissioni nocive, invece che su terreni e coltivazioni, si disperderebbe sul mare.  

Tale studio andrebbe approfondito con analisi più dettagliate, nel caso fosse ritenuto di una certa utilità,per prendere decisioni definitive in materia di pianificazione aeroportuale. S.T.A.S.A. ritiene che le scelte strategiche mirate allo sviluppo economico e sociale della Tuscia debbano essere fatte in modo sistemico ed accompagnate dagli indispensabili approfondimenti tecnici.

Per fare un esempio, non si può da un lato dare un giusto segno di attenzione a favore del patrimonio agricolo nostrano affrontando il problema del cinipide galligeno, il parassita del castagno che ha colpito la Tuscia, senza considerare poi minimamente i danni che deriverebbero poi all’agricoltura da questa sconsiderata opera.  

L’opera di S.T.A.S.A. nel rendere alla comunità viterbese e nazionale un contributo volontario e “no cost” di indispensabili analisi multi tematiche si concluderà,  secondo le ultime notizie, probabilmente entro l’anno in corso, con la pubblicazione e la stampa di un testo dedicato non solo a quanto fino ad oggi prodotto dal Centro, ma contenente anche lineamenti progettuali di quella che potrebbe essere una realizzazione aeroportuale compatibile, se ubicata in sedime T.Fabbri ed, in alternativa, la prospettazione dell’area più adatta da impegnare – per la costruzione di un eventuale improbabile mega aeroporto (se ritenuto indispensabile da Stato ed U.E.)- dai minimi impatti ambientali/danni economici/costi per collegamenti ferroviari e stradali con la capitale.

Il Comitato Tecnico Scientifico di S.T.A.S.A.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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