LA SCUOLA D'ITALIA / storie di docenti invisibili da... abilitare.
Ultime notizie Italia - Roma - Sono in possesso di titoli e diplomi validi allo svolgimento della professione docente, sono chiamati da graduatorie di merito redatte e pubblicate dallo stesso Ministero ed assunti attraverso una pratica che potremmo definire concorsuale. Bocciano e promuovono alunni, firmano documenti ufficiali, sono commissari d’esame, coordinatori di classe, eppure sono chiamati non abilitati e per questo in barba alle ferree direttive europee e nazionali di tutela del lavoratore essi non possono che ambire ad incarichi a tempo determinato e ne è vietata l’immissione in ruolo anche dopo molti anni di insegnamento.

Oltre a ciò non va taciuto che vittime della loro stessa condizioni essi sono stati oggetto specialmente negli ultimi anni  di discriminazioni e violazioni di ogni sorta, tant’è che Adida, l’unica associazione riconosciuta che si occupa della loro tutela ha lanciato addirittura un appello ad Amnesty International. E’ questa la tragedia che giorno dopo giorno si consuma ai danni di c.a. 40.000 lavoratori della conoscenza che operano nelle scuole pubbliche del nostro Paese, abilitati in tutto e per tutto tranne che nel nome.


Secondo la normativa vigente infatti, per ‘salire in cattedra’, o se si preferisce, per esercitare la professione di docente, è indispensabile possedere tutti i requisiti curriculari previsti dal vigente regolamento, ma non l’abilitazione. A differenza di altre professioni, infatti, il Ministero è sempre intervenuto a monte richiedendo che l’aspirante docente orientasse il proprio piano di studi in prospettiva dell’insegnamento. Chi è in possesso del titolo (diploma/laurea) senza tuttavia che questo sia accompagnato anche da un piano compatibile con i requisiti stabiliti dal Ministero, non può accedere ad alcuna graduatoria e conseguentemente non può insegnare.

Va inoltre aggiunto che è da almeno tre anni che in Italia le abilitazioni sono rimaste del tutto bloccate, mentre per alcune categorie di insegnati, tra cui gli ITP (Insegnanti Tecnico Pratici), i diplomati Iseff, i diplomati di conservatorio sprovvisti di maturità e i diplomati magistrali l’impossibilità di potersi abilitare permane addirittura da oltre dieci anni. Va inoltre specificato che le SISS, corsi abilitanti del passato erano viziate da difetti di forma tali da renderle inaccessibili ad una grossa fetta del precariato che già operava nelle scuole. Il Ministero consapevole anche di questo aveva previsto per essi l’abilitazione tramite concorsi da bandirsi con cadenza triennale. Tuttavia va rivelato che l’ultimo concorso risale al lontano 1999 e tra l’altro non comprendeva tutte le classi di concorso!

Un capitolo a parte lo meritano i diplomati magistrali. Secondo la normativa vigente al pari di molti altri colleghi essi dovrebbero dovuto abilitarsi tramite concorsi che non sono mai stati banditi. Essi risultano tuttavia al contempo ai sensi della Circolare Ministeriale 434/97 abilitati all’insegnamento a tutti gli effetti e a confermarlo è uno stesso documento rilasciato dall’allora Ministro dell’istruzione Berlinguer, il quale poi per coerenza ne ha per l’appunto ordinato l’inserimento nelle graduatorie dei precari NON abilitati. Con successiva circolare del 2003 n. 31 il Ministro ha chiarito almeno in parte la questione ammettendo che il diploma magistrale è sì abilitante all’insegnamento, ma solo per le scuole paritarie.

Tutto ok dunque? Assolutamente no! Per la normativa vigente le Scuole Paritarie dovrebbero essere in tutto e per tutto equiparate alle Scuole Pubbliche e lo stesso principio dovrebbe trovare applicazione primariamente nell’assunzione e selezione del personale. A rigor di logica dunque chi è abilitato per le Paritarie dovrebbe anche esserlo per le Statali e viceversa, altrimenti verrebbe a cadere il principio di parità, tuttavia a questo punto non resta che ammettere che i piani del ministero sono imperscrutabili, come pure la logica con il quale opera e altro non credo si possa aggiungere.

Francesca Bertolini (Coord. Naz. Adida)

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