Un’indagine della Società Italiana di Urologia rivela che la stragrande maggioranza degli uomini è preoccupato per la propria  fertilità. E oggi dal medico si va finalmente in coppia.

Boom di analisi del liquido seminale. Uomini sempre più coscienti del loro ruolo nei problemi di infertilità. Gli uomini sono sempre più coscienti del fatto che l’infertilità possa dipendere da un loro problema.
Ben l’80% di loro infatti sa che è importante eseguire un esame del liquido seminale, a prescindere dal fatto che si cerchi o meno una gravidanza nell’immediato futuro. E’ quanto emerge dall’indagine condotta da SIU, Società Italiana di Urologia, in 100 piazze italiane, e presentata al Congresso del centenario Siu a Roma. «Risultati come questo – spiega Vincenzo Mirone, Presidente Siu – confermano che siamo sulla strada giusta: l’informazione scientifica ci permette di migliorare la vita delle persone. Basti pensare come ora, dopo tanti sforzi, il PSA rientra finalmente fra i normali dosaggi richiesti nelle analisi dell’uomo dopo i 50 anni». Fino a qualche tempo fa, la sterilità maschile era un tabù e la coppia che non riusciva ad avere figli concentrava tutte le proprie attenzioni sulla donna: «Per ottenere un coinvolgimento dell’uomo si sono dovuti prima sfatare gli antichi stereotipi che identificavano la sterilità con la mancanza di virilità - chiarisce Mirone - Invece gli studi condotti negli ultimi anni hanno chiaramente dimostrato che almeno nel 50% dei casi è l’uomo ad avere una ridotta capacità riproduttiva». La conferma arriva dai laboratori clinici che dalla fine degli anni ’60 a oggi hanno registrato l’incremento esponenziale della richiesta di analisi di liquido seminale. Secondo i dati del laboratorio di semiologia e immunologia della riproduzione dell’Università «La Sapienza» di Roma sono oggi quasi 5.000 le richieste annuali di analisi seminali, mentre solo alla fine degli anni ’60 non si arrivava nemmeno a 500 richieste l’anno: «C’è stata indubbiamente una forte presa di coscienza da parte degli uomini del loro ruolo nelle difficoltà legate al concepimento, ma resta il fatto che il 90% della popolazione maschile non fa prevenzione e non consulta preventivamente il proprio medico. Un dato allarmante se si considera che la maggior parte dei casi di infertilità maschile ha origine da patologie uro-genitali che si possono prevenire o curare». Diverse le cause di infertilità maschile. «Senza dubbio la più frequente - spiega il professore Mirone - è il varicocele, responsabile nel 25% dei casi. A questa patologia se ne affiancano altre come il criptorchidismo, le infezioni delle vie genito-urinarie e prostatiche, le alterazioni ormonali dovute a disfunzioni endocrine. Determinanti possono risultare anche l’assunzione di farmaci come i chemioterapici, patologie da abuso di alcol e stupefacenti e patologie cosiddette professionali, ossia legate all’esposizione a radiazioni ionizzanti o ad inquinanti chimici di provata tossicità per la spermatogenesi».

L’infertilità fa male alla vita di coppia
La diagnosi di infertilità può spesso essere la causa di gravi problemi psico-comportamentali all’interno di una coppia, che si ritrova a perdere armonia e felicità sotto le lenzuola. Da un’indagine presentata nel corso del Congresso per il centenario della Società italiana di urologia (Siu) a Roma, e condotta su 124 coppie, è emerso quanto profondo sia l’impatto dell’infertilità sulla vita sessuale della coppia, anche se in modo diverso sull’uomo e sulla donna. In particolare si è rilevato un calo della sessualità spontanea e della frequenza dei rapporti del 23 e 13% dei maschi rispettivamente, e nel 42 e 24% delle femmine. L’11% del campione maschile ha lamentato, a partire dal momento della diagnosi, anche un deficit erettile completo, mentre il 21% ha difficoltà a mantenerla durante il rapporto. Nel complesso il 15% degli uomini è insoddisfatto e sfiduciato nel raggiungere un’erezione durante l’attività sessuale, mentre il 3% è colpito da eiaculazione precoce. Una volta intrapresa la strada per cercare di uscire dall’infertilità, le cose vanno meglio, visto che il 31% degli intervistati ha riferito di avere avuto una migliore eiaculazione. “Risulta dunque chiara – si legge nello studio – l’associazione tra l’infertilità di coppia, i disturbi della sfera sessuale e le ripercussioni in ambito sociale e relazionale. È quindi necessario soffermarsi sui problemi psicologici provocati dall’infertilità e dai problemi diagnostico-terapeutici ad esso legati”.

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