Il Fair Play, ovvero il movimento di chi è impegnato nella promozione etica dello sport è ben radicato in Europa, oltre i confini comunitari e somma 41 organizzazioni nazionali contro le 49 che associano i propri Comitati Olimpici nella EOC.

Da domani, i rappresentanti di tutto il Continente, con l’aggiunta di Israele,  saranno riuniti a Nicosia,sull’Isola di Cipro, impegnati in un Congresso che si annuncia particolarmente impegnativo, di svolta, sul tema strategico “Violenza e razzismo – una sfida per la comunità sportiva”, ovvero l’occasione per raggiungere il plenum di 48 Associazioni di  altrettanti Paesi e compiere un forte e coraggioso approfondimento sui temi fondamentali per la convivenza nella società civile, per la qualità dell’attività motoria e  della pratica agonistica, nonché della fruizione dello spettacolo sportivo in un contesto scevro da contaminazioni provenienti da marginalità negative della società o non adeguatamente educate.

Il 14° Congresso Europeo del Fair Play, cui prende parte il Presidente del CNIFP, Ruggero Alcanterini, in rappresentanza dell’Italia,  si concluderà il 3 di ottobre, per poi proseguire

con l’Assemblea elettiva dello EFPM sabato 4 e  domenica 5, in cui dovrebbe essere riconfermato il Presidente uscente, il portoghese Carlos Gonçalves. Attualmente siedono alla vicepresidenza il tedesco Manfred Laemmer e il turco Erdogan Aripinar, mentre la segreteria generale è retta dal greco Ioannis Psilopoulos.  

La grande Convention, che si terrà nell’Hotel Hilton della Capitale cipriota, avrà come riferimento le conclusioni del Congresso tenutosi lo scorso anno a Francoforte e le prospettive straordinarie di un allargamento all’area eurasiatica con il 15° Congresso in programma a Baku, in Azebaijrgian, nel 2009.

La grande occasione di Cipro sarà  quella di un approccio particolarmente sinergico con il progetto di Euromed, voluto dal Presidente Nicolas Sarkozy, ovvero l’apertura dell’Europa all’Africa, interfacciando culture, etnie, economie tutte afferenti alle sponde del medesimo mare, il Mediterraneo, crogiuolo della moderna cultura occidentale ed orientale, ma anche dell’antica cultura greco-romana, matrice dei Giochi e della tradizione olimpica, di certo contraria per definizione alle guerre, ad ogni sorta di violenza e quindi ad una delle forme più odiose di violenza, quella del razzismo.

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