“Per una città più sicura e solidale” e “Vedetta civica”: questa la denominazione dei 2 progetti che l'amministrazione comunale di Viterbo ha presentato alla Regione Lazio per ottenere un finanziamento e che sono stati illustrati a Palazzo dei Priori in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il Sindaco Marini, l'assessore alla Polizia Locale Zucchi,  il comandante P.L. Fainelli, il consigliere delegato alla Sicurezza Talucci Peruzzi  e il prof. Mattioli.

“Viterbo è una città in crescita, più appetibile oggi che nel passato agli occhi non solo di chi vuole investire nel suo sviluppo, ma anche di chi  vive di reati e potrebbe farne alzare il livello di rischio. E' evidente che la città è cambiata da quando la si definiva un'isola felice. Ecco allora che le Istituzioni devono farsi carico del problema della sicurezza”, ha dichiarato il Sindaco Marini.

“Un problema che a Viterbo è da osservare con grande attenzione”, ha detto il prof. Mattioli, “poiché il cittadino viterbese non è abituato a convivere con il rischio, quindi non ne  è   consapevole. Il recente convegno del WSS a Villa Miani a Roma, sulla paura urbana, durante il quale è stata presentata la ricerca del Censis sul sentimento di paura in dieci metropoli tra cui Roma (Censis,2008), ha confermato la gravità e la complessità sociale, culturale, psicologica ed economica del problema. Il senso di insicurezza sta diventando il punto di riferimento per la pianificazione urbanistica delle città, che da comunità urbane, luoghi dell’incontro e della compartecipazione, si trasformano progressivamente in un agglomerato di recinti chiusi, spazi difensivi collegati fra loro dai “non luoghi” delle circonvallazioni e delle metropolitane leggere, e dai punti di consumo collettivo come i supermercati. “

Un ente locale come un Comune-si legge nel progetto “Per una città più sicura e solidale”  - fra le tante sue missioni, ha anche quella di garantire una migliore qualità della vita ai suoi cittadini. La sicurezza urbana è, istituzionalmente, affidata agli organi di polizia.

Tuttavia i Comuni hanno oggi la possibilità di agire per incrementare questo stato di sicurezza; bonificando gli spazi degradati; rimuovendo le forme di emarginazione; contribuendo a formare e ad educare alla legalità; offrendo aiuto ai cittadini offesi; migliorando la comunicazione con la cittadinanza.

In altri termini, l’azione dei Comuni deve contribuire a migliorare la vivibilità, a prevenire e ad attenuare l’incidenza di fenomeni di inciviltà e di illegalità; ad aumentare nel cittadino il senso della comunità, della prossimità con le istituzioni;  ad intervenire in aiuto degli emarginati per recuperarli alla comunità civica; a stimolare e ad affiancare la comunità stessa, e la società civile, nella sperimentazione di forme innovative di partecipazione civica.

Il progetto “Vedetta civica” prevede la partecipazione diretta dei cittadini attraverso una motivata attenzione alla legalità. Prevede la realizzazione un sistema di controllo mediante

l’installazione di strumenti e attrezzature in punti sensibili della città e di collegare tale sistema di controllo ad un piano di pronto intervento. E' essenziale mantenere desta l’attenzione degli organi di controllo pubblico su ogni possibile manifestazione di criminalità che si verifichi negli spazi urbani (furti, rapine, aggressioni, danneggiamenti, vandalismi)  soprattutto nelle aree considerate più sensibili. E' tutta la cittadinanza, in tutte le sue componenti – singoli individui, famiglie, gruppi, associazioni, istituzioni, organi di pubblica sicurezza – a dover collaborare, a completare l’opera delle macchine, contribuendo a restituire uno stato di sicurezza alla Città.

I siti da monitorare sono i seguenti:

 Il progetto prevede l'installazione di 26 videocamere in punti della città considerati sensibili, sia dentro che fuori le mura , non solo per un intervento più immediato delle forze dell'ordine, ma soprattutto per prevenire  la condotta illecita.

Il costo complessivo  dei progetti  ammonta a circa 293 mila euro , il 66% composto dalla richiesta di finanziamento inoltrata alla Regione.

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