Ultime news - UnoNotizie.it - Diritti violati e una grave mancanza di applicazione dei principi della Convenzione Onu siglata nel 1989: uno scenario preoccupante quello che riguarda i bambini e gli adolescenti del nostro Paese, nel quale storie di maltrattamenti e abusi sono all’ordine del giorno fra le pagine di cronaca nera di stampa, radio e televisione.
Sebbene dal 1987 ad oggi nel nostro Paese siano cresciute la sensibilità e l’attenzione alle problematiche dell’infanzia, molti bambini e adolescenti ancora oggi sono soli e inascoltati. Per questo motivo Telefono Azzurro fa squillare il suo campanello d’allarme, in occasione del 29° anniversario della nascita dell'Associazione. E si rivolge alla società e alle istituzioni, a nome dei bambini e degli adolescenti, con un appello accorato.
«I dati raccolti da Telefono Azzurro», sottolinea Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e ordinario di Neuropsichiatria infantile presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, «evidenziano come nel nostro Paese i diritti dei bambini e degli adolescenti non siano ancora pienamente rispettati. Molti bambini in Italia vivono in contesti familiari e sociali nei quali la mancanza di cure e di attenzioni, l’abuso e il maltrattamento, la conflittualità e la violenza costituiscono la normalità. Per questo motivo, Telefono Azzurro rinnova il suo appello alle istituzioni con una serie di richieste di azioni urgenti, invitando tutte le istituzioni ad impegnarsi formalmente per realizzarle. Troppi bambini e bambine sono coinvolti in situazioni di pericolo, in famiglia, a scuola e anche online. Mentre i rischi aumentano le possibilità di cura e di aiuto si riducono drammaticamente: è quindi prioritario supportare le famiglie e tutte quelle figure capaci di intercettare i segnali di bisogno».
Per queste ragioni, Telefono Azzurro chiede alle Istituzioni di impegnarsi formalmente a realizzare le seguenti misure di intervento a tutela dei diritti di bambini e adolescenti e rivolge loro un appello affinché:


1. siano promosse misure efficaci di sostegno alle famiglie, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo genitoriale e prevenire situazioni di maltrattamento. Ciò dovrebbe avvenire anche attraverso l’incremento delle strutture e dei servizi socio educativi per l’infanzia e il potenziamento dei servizi di prevenzione e cura offerti dal sistema sanitario;
2. rispetto al fenomeno del bullismo e delle difficoltà che possono vivere i ragazzi a scuola e negli altri contesti educativi, siano supportate e maggiormente coordinate le iniziative di prevenzione e di formazione delle figure educative (dagli insegnanti agli allenatori agli educatori). La scuola è una priorità che va supportata e adeguatamente formata per rispondere alle nuove sfide didattiche, educative e culturali, poste anche dalle nuove tecnologie;

3. siano incrementate le iniziative volte a contrastare la violenza sessuale, anche in adolescenza, rilevando tempestivamente le violenze perpetrate in ambito familiare come pure quelle che sempre più frequentemente avvengono fra  giovani adolescenti. A tal fine è indispensabile supportare le strutture specializzate nella cura delle conseguenze fisiche e psichiche degli abusi sessuali e dei traumi vissuti nell’età evolutiva;

4. siano destinate adeguate risorse per la cura dei disturbi mentali di bambini e adolescenti, consapevoli che la maggior parte dei disturbi mentali ha esordio in questa fase della vita; in particolare, che siano create delle strutture child-friendly nonché favorite le possibilità di accesso ai servizi di sostegno e di cura (anche attraverso le nuove tecnologie); similmente,  che sia impedito il ricorso al ricovero in strutture psichiatriche per adulti, pratica ancora in uso in alcune parti del nostro Paese;

5. siano attuate al più presto misure di tutela dei bambini figli di genitori detenuti; in particolare siano varate al più presto le disposizioni attuative della legge n. 62 del 2011 sulle detenute madri, in moto tale da evitare che i figli trascorrano i primi anni della loro vita (0-3 anni) in ambiente carcerario;

6. sia assicurato un adeguato contrasto al gioco d’azzardo in età evolutiva (anche online), fenomeno che coinvolge sempre più spesso minorenni, anche attraverso il potenziamento di iniziative per la prevenzione e la cura delle dipendenze patologiche da gioco;

7. siano adottate adeguate iniziative volte a concedere la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati nati in Italia, perché solo l’applicazione del principio dello jus soli consentirà di sostenere il processo di integrazione socio-culturale;

8. sia attivato anche in Italia, come in altri Paesi Europei, il sistema di allerta in caso di scomparsa dei minori;

9. sia aperto in sede Parlamentare un confronto trasversale sulle problematiche inerenti i provvedimenti di affido dei minori e sulle questioni concernenti le adozioni nazionali e internazionali;

10. sia colmata la carenza di un adeguato sistema di raccolta dati sulla condizione dei bambini e degli adolescenti, non solo promuovendo maggiormente l’azione degli organismi attualmente deputati a questa funzione, ma istituendo un “Osservatorio permanente”, composto anche da bambini e adolescenti, capace di offrire dati puntuali e aggiornati sulla loro condizione;

11. siano aumentate le risorse a livello nazionale e regionale da destinare alla piena attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia; più in particolare, siano incrementate le risorse attualmente assegnate al Fondo per le politiche sociali, al Fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, nonché al Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati;

12. siano previsti a livello politico un accentramento e una razionalizzazione delle competenze istituzionali sull’infanzia e l’adolescenza, eccessivamente frammentate, al fine di consentire un’azione realmente efficace delle politiche in materia, istituendo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Dipartimento responsabile delle scelte strategiche e politiche che incidono sulla vita dei bambini e degli adolescenti nel nostro Paese che operi in pieno coordinamento con il Garante per l'infanzia e l'adolescenza e con la Commissione Bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza recentemente costituita.


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