Ultime news - UnoNotizie.it - Il Natale è nel cuore degli italiani. La giornata del 25 dicembre è indicata tra le festività preferite dal 97% degli italiani: un risultato nettamente superiore a quello della Pasqua – in seconda posizione con il 66% delle preferenze degli intervistati – e del Ferragosto, indicato dal 36%. E’ quanto emerge dalla nuova edizione del tradizionale sondaggio Confesercenti SWG sulle abitudini, i consumi e le vacanze degli italiani nella stagione natalizia. Il sondaggio di Natale Confesercenti-SWG, che quest’anno celebra la sua 15esima edizione, è condotto su un campione statistico di 1.400 persone rappresentativo della popolazione del nostro Paese.

Il gradimento delle festività. Il Natale e le feste di origine religiosa, complessivamente, sembrano comunque riscuotere un gradimento più elevato delle altre festività. A incidere, con molta probabilità, è il fatto che siano accompagnate tradizionalmente da un periodo di vacanza più o meno lungo, che induce gli italiani a vederle più favorevolmente. Ma sul giudizio pesa anche la maggiore antichità delle celebrazioni di origine religiosa, come pure il loro inserimento nelle tradizioni locali. Da questo punto di vista è indicativo il livello di gradimento del Santo Patrono, che è indicato tra le festività più sentite dall’11% degli intervistati. Un risultato superiore a quello di feste laiche nazionali come il Primo Maggio – che raccoglie il 7% delle risposte – ed il 25 aprile (5%). Tra le feste commerciali, spicca invece la performance di San Valentino: la festa degli innamorati e dell’amore è tra le più sentite per il 13% dei nostri connazionali, appena il 2% in meno dell’Epifania.

Le tradizioni per il Natale. L’exploit del 25 dicembre non vuole dire, però, che il Natale degli italiani sia nel segno della tradizione. Il progressivo allontanamento degli italiani dalla versione più classica delle celebrazioni è chiaramente riscontrabile dal progressivo arretramento della tradizione del Presepe. Che quest’anno registra un vero crollo: faranno il presepe appena quattro italiani su dieci (il 39%), con una flessione del 7% rispetto allo scorso Natale. Il confronto con il 2007 è indicativo del calo: all’epoca, infatti, faceva il presepe una famiglia su due. Quest’anno spunta anche un concorrente: il villaggio di Natale di tradizione nordica, per ora scelto però solo dall’1% degli intervistati. L’albero anche è in calo, ma resiste comunque meglio: il tradizionale addobbo sarà presente in circa sette case su dieci (il 69%). Si accontenterà di mettere appena qualche decorazione, invece, il 12%, mentre l’11% non farà niente: una quota in crescita del 3% sullo scorso anno.

La nostalgia dei Natali passati. Si rileva però una contraddizione nel sentimento degli italiani sul Natale: se da un lato ci si allontana progressivamente dalle tradizioni, dall’altro si ha comunque nostalgia dei Natali di un tempo. Ben nove italiani su dieci, infatti, lamentano un peggioramento del clima natalizio rispetto a quello della propria infanzia. Un peggioramento che investe quasi tutti gli ambiti: il 92% lamenta di come, nel passato si stesse più in famiglia, mentre il 91% sostiene che il Natale fosse un tempo più centrale, e che le tradizioni fossero più rispettate. Per l’84% anche i doni natalizi avevano più valore, mentre c’è un 78% che li ricorda come momenti meno caratterizzati dallo spreco rispetto ad oggi.

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