La Scuola Musicale Comunale di Viterbo c’è da circa trent'anni, eppure troppi viterbesi ne ignorano l’esistenza. La scuola c’è e funziona bene, almeno finora. Negli anni ha formato tanti allievi di Viterbo e provincia, molti si sono diplomati nei diversi strumenti, alcuni di loro hanno intrapreso brillanti carriere professionistiche, senza contare quelli che da allievi sono diventati insegnanti nella scuola stessa. Indubbiamente la nostra Scuola ha svolto un ruolo essenziale per la diffusione della cultura musicale, anche con attività collaterali: concerti, seminari, lezioni aperte. Una città come Viterbo non può rinunciare ad un’istituzione così importante.

Bisogna però dire che il successo della Scuola Musicale è stato possibile grazie soprattutto al lavoro degli insegnanti, alla passione degli allievi, all’impegno delle famiglie. La Pubblica Amministrazione, tranne poche eccezioni, non ne ha mai avuto grande cura; non solo per la scarsità di finanziamenti ma, più in generale, per la mancanza di prospettive di sviluppo. Anziché un motivo d’orgoglio per la città, la Scuola Musicale Comunale sembra essere una palla al piede.

Così i compensi per gli insegnanti, a partire dal quello del Direttore, sono fermi da anni a livelli inaccettabili. I locali della scuola, a dispetto della prestigiosa sede nel Teatro dell’Unione, sono insufficienti e inadeguati. Gli strumenti – alcuni dei quali pregevolissimi – lamentano scarsa manutenzione. La ricca biblioteca giace in uno stato di penoso abbandono. Mancano fondi per pubblicizzare dignitosamente l’apertura delle iscrizioni e l’inizio dei corsi. Addirittura quest’anno non è stato possibile stampare il programma dei saggi di fine anno, occasione essenziale per i ragazzi di suonare in pubblico, e per la scuola di mostrare i risultati di un anno di lavoro.

La grave mancanza di soldi che condiziona pesantemente tutte le amministrazioni locali, spiega solo in parte questa situazione. Ci sono piccole spese che portano grandi risparmi, quando non entrate vere e proprie. È il caso della custodia della scuola stessa, il caso della bidella.

Tra le persone che hanno contribuito in modo decisivo a tenere in piedi la Scuola Musicale Comunale di Viterbo, c’è senz’altro la signora Annunziata, la persona che da sola ha sempre ricoperto il ruolo di bidella, segretaria, custode. È lei quella che meglio conosce la scuola, la cerniera tra insegnanti, allievi e genitori. Inutile dire, anche questo un compito ampiamente sottopagato.

Ma non basta. Quest’anno la bidella - e con lei tutta la scuola - ha subito un’insensata riduzione d’orario (e di stipendio). La scuola funziona tutti i pomeriggi dalle 14 alle 20, invece la signora Annunziata è costretta a terminare alle ore 18. Il sabato, giorno di più intensa attività, la bidella non c’è affatto. Ciò significa che la scuola in quelle ore è abbandonata a se stessa. Nessuno risponde al telefono, nessuno accoglie gli allievi più piccoli, nessuno custodisce strumenti e attrezzature. Come dice un genitore: “La scuola giace in un silenzio desolato”; il che è tutto dire, per una scuola di musica.

Ci chiediamo: ma quanto risparmia il Comune, per quelle 16 ore di lavoro in meno? Davvero vale la pena lasciare gli strumenti incustoditi? Quante nuove iscrizioni perdiamo in quelle due ore in cui nessuno risponde al telefono? Quanti allievi decidono di abbandonare, o trasferirsi altrove, per questa trascuratezza? La retta per i corsi non è da poco. Ogni iscritto è prezioso anche per i soldi che entrano nelle casse comunali.

La Scuola Musicale Comunale ha bisogno di tante cose per continuare a esistere, praticamente di tutto. Non sembri dunque eccessivo chiedere che, quanto meno, non si tolga quel poco che in questi anni è stato concesso, sempre col contagocce. Per questo, come genitori degli allievi, chiediamo che la signora Annunziata sia al più presto reintegrata nel suo lavoro a orario pieno; lo stesso orario in cui la scuola è aperta. Almeno per garantire un minimo di sicurezza agli allievi.

Diversamente ci sembra che la sola prospettiva che rimane, sia la chiusura. Può darsi che il Comune risparmi dei soldi, di certo la città perderà un’altra opportunità.

 

                                                                                   Pierluigi Ortu,  Rappresentante dei Genitori della Scuola Musicale Comunale di Viterbo

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